Artigiani di fatto, i chiarimenti Inps sull’obbligo contributivo

Ulteriori precisazioni Inps in tema di criteri per l’esatta individuazione dei destinatari dell’iscrizione alla gestione artigiani dei cd. “artigiani di fatto”


 


Come noto, qualora a seguito di un accertamento o verifica ispettiva emerga una pregressa decorrenza di un’attività artigiana non dichiarata, ovvero nel caso di una regolare comunicazione di inizio attività artigiana, si produce con effetto immediato l’iscrizione del soggetto alla Gestione previdenziale degli artigiani, fermi restando i successivi controlli demandati ai competenti Organismi della CCIAA. D’altra parte, l’esercizio di attività che richiedono specifiche competenze tecnico-professionali a tutela degli utenti, da parte di un titolare che ne sia sprovvisto e che quindi esercita l’attività in modo abusivo, deve ricevere apposita disciplina anche al fine di non dare luogo a significativi squilibri del mercato. Così, il soggetto privo dei requisiti di legge, da un lato non può essere esonerato dall’adempimento degli obblighi previdenziali per il periodo di esercizio effettivo dell’attività, ma dall’altro, una volta evidenziata la palese irregolarità di esercizio, deve cessare l’attività.
In sostanza, il soggetto rimarrà iscritto alla gestione previdenziale artigiani fino alla data di emissione della delibera della Commissione Provinciale Artigianato (o Organismo equipollente) che ne decreterà la cancellazione o la non iscrivibilità all’Albo delle Imprese Artigiane, trattandosi appunto di attività svolta in assenza dei requisiti di legge. In ogni caso, le risultanze dell’accertamento devono sempre essere inviate al Registro delle imprese per la valutazione degli elementi acquisiti e per la eventuale segnalazione alle autorità locali di esercizio abusivo di attività artigiana. Con riferimento alla decorrenza da attribuire all’iscrizione di un “artigiano di fatto”, essa coincide naturalmente con la data di inizio dell’attività, nei limiti della prescrizione quinquennale.