ABI: proroga di validità del Quadro Temporaneo sugli aiuti di Stato

Fornite precisazioni sulla proroga di validità del Quadro Temporaneo sugli aiuti di Stato (ABI – Lettera circolare 02 febbraio 2021, n. 161).

Al riguardo, lo scorso 28 gennaio, la Commissione europea ha ufficialmente approvato il quinto emendamento al Quadro originario, prevedendo una nuova proroga delle misure ivi previste fino al 31 dicembre 2021.
Inoltre, tenendo conto del perdurare dell’impatto della pandemia di COVID-19 e del tempo trascorso dall’adozione del Quadro temporaneo, la Commissione ha ritenuto opportuno aumentare i massimali di aiuto in favore delle singole imprese.
In particolare, i nuovi massimali di aiuto sono:
– 225 mila euro per impresa operante nella produzione di prodotti agricoli;
– 270 mila euro per impresa operante nel settore della pesca e dell’acquacoltura;
– 1,8 milioni di euro per le imprese operanti in tutti gli altri settori;
– 10 milioni di euro in favore delle imprese che hanno subito un calo del fatturato del 30% rispetto allo stesso periodo del 2019 e hanno continuato a sostenere costi fissi.
La Commissione ha anche previsto la possibilità che gli Stati membri, previa notifica alla Commissione, possano disporre la conversione delle forme di aiuto rimborsabili concesse in attuazione del Quadro – quali le garanzie e i finanziamenti agevolati – in altre forme di aiuto, ad esempio le sovvenzioni.
L’operazione di conversione dovrebbe realizzarsi entro il 31 dicembre 2022.
Entro il 31 dicembre 2021, la Commissione valuterà eventuali ulteriori proroghe o adattamenti del regime temporaneo sugli aiuti di Stato.

Fisco: precisazioni sul Superbonus

Forniti chiarimenti in materia di Superbonus; in particolare, sugli interventi di demolizione e ricostruzione, sull’acquisto casa antisismica, sugli interventi finalizzati alla efficienza energetica realizzati in un Supercondominio (Agenzia delle Entrate – Risposte 08 febbraio 2021, nn. 88, 90, 91 e 94).

Nel caso di demolizione e ricostruzione con ampliamento, dalle spese sostenute a partire dal 1° luglio 2020 occorre scorporare le spese derivanti all’ampliamento e l’A.P.E. post operam deve essere redatto considerando l’edificio nella sua configurazione finale.

In ordine al limite di spesa ammesso al Superbonus, in applicazione del principio in base al quale va valorizzata la situazione esistente all’inizio dei lavori:
– se si realizza un intervento di demolizione e di ricostruzione agevolabile, per il calcolo del limite di spesa ammissibile al Superbonus si considera il numero delle unità immobiliari esistenti prima dell’inizio dei lavori;
– conformemente a quanto previsto per l’ecobonus e per il sismabonus spettante per interventi realizzati sulle parti comuni, anche ai fini dell’applicazione del Superbonus, nel caso in cui l’ammontare massimo di spesa agevolabile sia determinato in base al numero delle unità immobiliari che compongono l’edificio oggetto di interventi, il calcolo vada effettuato tenendo conto anche delle pertinenze, comprese quelle non servite dall’impianto termico. Inoltre, anche ai fini del Superbonus, ai fini della determinazione del limite di spesa ammesso al beneficio fiscale, non devono essere considerate le pertinenze collocate in un edificio diverso da quello oggetto degli interventi.

Circa la possibilità di applicare il Superbonus anche alle spese sostenute per la realizzazione dell’impiantistica idro-termo sanitaria necessaria alla fruibilità delle nuove unità immobiliari e di ricomprendervi anche il sistema di ventilazione meccanica dell’aria necessario al fine di evitare muffe ed umidità garantendo l’efficienza energetica in edifici provvisti di involucro altamente isolanti, il Superbonus spetta anche per gli altri eventuali costi strettamente collegati alla realizzazione degli interventi agevolabili, a condizione, tuttavia, che l’intervento a cui si riferiscono sia effettivamente realizzato. Nei limiti di spesa previsti dalla norma per ciascun intervento, pertanto, il Superbonus spetta, in linea di principio, anche per i costi strettamente collegati alla realizzazione e al completamento dell’intervento agevolato quali quelli indicati nell’istanza. L’individuazione delle spese connesse, tuttavia, deve essere effettuata da un tecnico abilitato che, ai fini del Superbonus, attesta non solo la rispondenza degli interventi ai requisiti richiesti dalla norma ma anche la congruità delle spese sostenute in relazione agli interventi agevolati.

In merito alla possibilità di ammettere al Superbonus anche le spese per la sostituzione degli infissi delle unità immobiliari tenuto conto che il numero di unità immobiliari nonché il numero e le dimensioni degli infissi nel nuovo edificio sarà diverso dallo stato di fatto, il Superbonus spetta anche per le spese sostenute per ulteriori interventi cd. “trainati”, quali, tra gli altri, quelli di efficientamento energetico disciplinati dall’articolo 14 del decreto legge n. 63 del2013, nei limiti di detrazione o di spesa previsti per ciascun intervento.

Con riferimento alla modalità di computo della spesa agevolabile, la disposizione che disciplina il Superbonus fa rinvio alle spese documentate,sostenute e rimaste a carico del contribuente e, ai fini dell’individuazione del periodo d’imposta in cui imputare le spese stesse, occorre fare riferimento per le persone fisiche, compresi gli esercenti arti e professioni e gli enti non commerciali, al criterio di cassa e, quindi,alla data dell’effettivo pagamento, indipendentemente dalla data di avvio degli interventi cui i pagamenti si riferiscono. Inoltre, in applicazione del predetto criterio di cassa, in caso di sconto in fattura, si può fare riferimento – in luogo della data dell’effettivo pagamento – alla data di emissione della fattura da parte del fornitore.

Ai fini del Superbonus nonché dell’opzione per la cessione o per lo sconto in fattura:
– per gli interventi finalizzati al risparmio energetico, i tecnici abilitati asseverano il rispetto dei requisiti previsti dal decreto ministeriale 6 agosto 2020 e l a corrispondente congruità delle spese sostenute in relazione agli interventi agevolati,trasmettendo una copia della stessa, esclusivamente per via telematica, all’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile(ENEA);
– per gli interventi antisismici, l’efficacia degli stessi al fine della riduzione del rischio sismico è asseverata dai professionisti incaricati della progettazione strutturale,della direzione dei lavori delle strutture e del collaudo statico, secondo le rispettive competenze professionali, iscritti agli ordini o ai collegi professionali di appartenenza,in base alle disposizioni del decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti n.58 del 28 febbraio 2017. I professionisti incaricati attestano altresì la corrispondente congruità delle spese sostenute in relazione agli interventi agevolati.

Il contribuente, cittadino italiano residente all’estero, iscritto all’AIRE, senza redditi in Italia, quale futuro proprietario di un immobile ad uso abitativo in Italia, sarà titolare di reddito fondiario, pertanto, allo stesso non è precluso l’accesso al Superbonus, fermo restando la presenza dei requisiti e delle condizioni normativamente previste. In particolare, nel rispetto di ogni altra condizione richiesta dalla norma agevolativa e fermo restando l’effettuazione di ogni adempimento richiesto, l’Istante può fruire del Superbonus, relativamente alle spese sostenute per l’acquisto di un immobile antisismico ad uso residenziale. In mancanza di una imposta lorda sulla quale operare la detrazione del 110 percento, l’Istante potrà, nel rispetto delle richiamate previsioni normative, optare per la fruizione del Superbonus in una delle modalità alternative previste dall’articolo 121 del decreto Rilancio.

Il Superbonus spetta con riferimento alle spese sostenute dai condòmini che hanno deliberato di realizzare anche l’isolamento termico delle facciate e del tetto dal quale conseguirà, unitamente alla sostituzione dell’impianto termico a servizio dell’intero supercondominio, la diminuzione di due classi energetiche, fermi restando gli adempimenti da porre in essere ai fini della detrazione.

Industria tessile e moda, ecco gli aiuti

Pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 08 febbraio 2021, n. 32 il decreto del Ministero dello Sviluppo Economico del 18 dicembre 2020 recante le modalità di attuazione della misura di sostegno alle piccole imprese operanti nell’industria tessile, della moda e degli accessori.

Le agevolazioni sono rivolte alle imprese di piccola dimensione non quotate e che non hanno rilevato l’attività di un’altra impresa e non sono state costituite a seguito di fusione e che alla data di presentazione della domanda devono:
– risultare iscritte e attive nel Registro delle imprese della Camera di commercio territorialmente competente da non più di cinque anni;
– svolgere in Italia una o più delle attività economiche ammesse alle agevolazioni;
– essere nel pieno e libero esercizio dei propri diritti, non essere in liquidazione volontaria e non essere sottoposte a procedure concorsuali con finalità liquidatorie; (alla data del 31 dicembre 2019, le imprese non dovevano essere in situazione di difficoltà);
– essere in regola con le disposizioni vigenti in materia obblighi contributivi;
– non avere ancora distribuito utili.

Possono altresì accedere alle agevolazioni le imprese che alla data del 31 dicembre 2019, non erano in situazione di difficoltà, ma che lo sono diventate nel periodo dal 1° gennaio 2020 al 30 giugno 2021.
Al fine dell’accesso all’agevolazione le imprese devono svolgere almeno una delle seguenti attività, come risultante dal codice prevalente di attività comunicato al Registro delle imprese:

13.10.00 – Preparazione e filatura di fibre tessili;

13.20.00 -Tessitura

13.30.00 – Finissaggio dei tessili, degli articoli di vestiario e attività similari

13.91.00 – Fabbricazione di tessuti a maglia

13.92.10 – Confezionamento di biancheria da letto, da tavola e per l’arredamento

13.92.20 – Fabbricazione di articoli in materie tessili nca

13.93.00 – Fabbricazione di tappeti e moquette

13.94.00 – Fabbricazione di spago, corde, funi e reti

13.95.00 – Fabbricazione di tessuti non tessuti e di articoli in tali materie (esclusi gli articoli di abbigliamento)

13.96.10 – Fabbricazione di nastri, etichette e passamanerie di fibre tessili

13.96.20 – Fabbricazione di altri articoli tessili tecnici ed industriali

13.99.10 – Fabbricazione di ricami

13.99.20 – Fabbricazione di tulle, pizzi emerletti

13.99.90 – Fabbricazione di feltro e articoli tessili diversi

14.11.00 – Confezione di abbigliamento in pelle e similpelle

14.12.00 – Confezione di camici, divise ed altri indumenti da lavoro

14.13.10 – Confezione in serie di abbigliamento esterno

14.13.20 – Sartoria e confezione su misura di abbigliamento esterno

14.14.00 – Confezione di camicie, T-shirt, corsetteria e altra biancheria intima

14.19.00 – Confezioni varie e accessori per l’abbigliamento

14.19.21 – Fabbricazione di calzature realizzate in materiale tessile senza suole applicate

14.19.29 – Confezioni di abbigliamento sportivo o di altri indumenti particolari

14.20.00 – Confezione di articoli in pelliccia

14.31.00 – Fabbricazione di articoli di calzetteria in maglia

14.39.00 – Fabbricazione di pullover, cardigan ed altri articoli simili a maglia

15.11.00 – Preparazione e concia del cuoio e pelle; preparazione e tintura di pellicce

15.12.01 – Fabbricazione di frustini e scudisci per equitazione

15.12.09 – Fabbricazione di altri articoli da viaggio, borse e simili, pelletteria e selleria

15.20.10 – Fabbricazione di calzature

15.20.20 – Fabbricazione di parti in cuoio per calzature

16.29.11 – Fabbricazione di parti in legno per calzature

16.29.12 – Fabbricazione di manici di ombrelli, bastoni e simili

20.42.00 – Fabbricazione di prodotti per toletta: profumi, cosmetici, saponi e simili

20.59.60 – Fabbricazione di prodotti ausiliari per le industrie tessili e del cuoio

32.12.10 – Fabbricazione di oggetti di gioielleria ed oreficeria in metalli preziosi o rivestiti di metalli preziosi

32.13.01 – Fabbricazione di cinturini metallici per orologi (esclusi quelli in metalli preziosi)

32.13.09 – Fabbricazione di bigiotteria e articoli simili nca

32.50.50 – Fabbricazione di armature per occhiali di qualsiasi tipo; montatura in serie di occhiali comuni

32.99.20 – Fabbricazione di ombrelli, bottoni, chiusure lampo, parrucche e affini

Sono, in ogni caso, escluse dalle agevolazioni le imprese che, alla data di presentazione della domanda di agevolazione:
– non abbiano restituito somme dovute a seguito di provvedimenti di revoca di agevolazioni concesse dal Ministero;
– abbiano ricevuto e non rimborsato o depositato in un conto bloccato gli aiuti individuati quali illegali o incompatibili dalla Commissione europea;
– siano destinatarie di una sanzione interdittiva (art. 9, co. 2, lett. d), D.Lgs. n. 231/2001);
– i cui legali rappresentanti o amministratori siano stati condannati, con sentenza definitiva o decreto penale di condanna divenuto irrevocabile o sentenza di applicazione della pena su richiesta (art. 444 cpp), per i reati che costituiscono motivo di esclusione di un operatore economico dalla partecipazione a una procedura di appalto o concessione ai sensi della normativa in materia di contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture vigente alla data di presentazione della domanda.

Possono, altresì, beneficiare delle agevolazioni le imprese che non dispongono di una sede legale e/o operativa nel territorio italiano, a condizione che le stesse siano costituite secondo le norme di diritto civile e commerciale vigenti

nello Stato di residenza e risultino iscritte nel relativo registro delle imprese. Per le predette imprese la disponibilità di almeno una sede operativa sul territorio italiano deve essere dimostrata alla data di richiesta della prima erogazione dell’agevolazione, pena la decadenza dal beneficio, fermo restando il possesso, alla data di presentazione della domanda di agevolazione, degli ulteriori requisiti previsti.

Progetti ammissibili

Sono ammissibili alle agevolazioni i seguenti progetti:
– progetti finalizzati alla realizzazione di nuovi elementi di design;
– progetti finalizzati all’introduzione nell’impresa di innovazioni di processo produttivo;
– progetti finalizzati alla realizzazione e all’utilizzo di tessuti innovativi;
– progetti ispirati ai principi dell’economia circolare finalizzati al riciclo di materiali usati o all’utilizzo di tessuti derivanti da fonti rinnovabili;
– progetti finalizzati all’introduzione nell’impresa di innovazioni digitali.

Ai fini dell’ammissibilità alle agevolazioni, i suddetti progetti devono:
– essere realizzati dalle imprese presso la propria sede operativa ubicata in Italia, come indicata nella domanda di agevolazione;
– prevedere spese ammissibili complessivamente non inferiori a euro 50.000,00 (cinquantamila) e non superiori a euro 200.000,00 (duecentomila);
– essere avviati successivamente alla data di presentazione della domanda di agevolazione;
– essere ultimati entro 18 (diciotto) mesi dalla data del provvedimento di concessione delle agevolazioni.

Sono ammissibili alle agevolazioni le spese strettamente funzionali alla realizzazione dei progetti di investimento relative a:
– acquisto di macchinari, impianti e attrezzature nuovi di fabbrica, comprese le relative spese di installazione;
– brevetti, programmi informatici e licenze software;
– formazione del personale inerenti agli aspetti su cui è incentrato il progetto a fronte del quale è richiesta l’agevolazione. La formazione deve essere acquisita da terzi che non hanno relazioni con l’acquirente e alle normali condizioni di mercato, in misura non superiore al 10% dell’importo del progetto.

E’ altresì ammissibile alle agevolazioni un importo a copertura delle esigenze di capitale circolante, nel limite del 20% delle spese complessivamente ritenute ammissibili. Le esigenze di capitale circolante devono essere giustificate nella proposta progettuale e possono essere utilizzate ai fini del pagamento delle seguenti voci di spesa:
– materie prime, ivi compresi i beni acquistati soggetti ad ulteriori processi di trasformazione, sussidiarie, materiali di consumo e merci;
– servizi necessari allo svolgimento delle attività dell’impresa;
– godimento di beni di terzi;
– personale direttamente impiegato nella realizzazione dei progetti di investimento.

Ai fini dell’ammissibilità, le suddette spese devono:
– essere sostenute successivamente alla data di presentazione della domanda di agevolazione;
– essere pagate esclusivamente attraverso uno specifico conto corrente intestato all’impresa beneficiaria e con modalità che consentano la piena tracciabilità del pagamento e l’immediata riconducibilità dello stesso alla relativa fattura o al relativo documento giustificativo di spesa (bonifici bancari, SEPA Credit Transfer ovvero ricevute bancarie (RI.BA.).

Non sono ammissibili alle agevolazioni le spese:
– relative a beni usati e a mezzi targati;
– relative ad opere edili di qualsiasi tipo;
– inerenti a beni la cui installazione e il cui utilizzo non è previsto presso la sede operativa prevista per la realizzazione del progetto;
– sostenute attraverso il sistema della locazione finanziaria;
– ascrivibili a titoli di spesa il cui importo sia inferiore a euro 500,00 al netto di IVA;

– relative a imposte e tasse.

Agevolazione concedibile e modalità di accesso

Il contributo è concesso nella misura del 50% delle spese ammissibili ed è concesso sulla base di una procedura valutativa con procedimento a sportello.
Ai fini della concessione del contributo, il Ministero dello Sviluppo Economico verifica la completezza e la regolarità della domanda di agevolazione, il possesso dei requisiti e delle condizioni di ammissibilità previsti.
 

Assegno di mantenimento all’ex coniuge corrisposto da soggetto non residente

Con la Riposta n. 93 del 9 febbraio 2021, l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che il contribuente che si trasferisce all’estero ha diritto alla deduzione dell’assegno di mantenimento corrisposto all’ex coniuge sulla base del provvedimento dell’autorità giudiziaria se rientra tra i cd. “non residenti schumacker”; in caso contrario, l’assegno non è deducibile.

L’Agenzia delle Entrate ha risposto all’interpello di un contribuente (pensionato Inps) che intende trasferire la residenza anagrafica e fiscale in Francia e corrisponde l’assegno di mantenimento (stabilito con provvedimento del giudice in sede di separazione) all’ex coniuge residente in Italia.
L’assegno di mantenimento sarà pagato direttamente dall’Inps all’ex coniuge, decurtando l’importo dalla pensione.
Il quesito riguarda il corretto trattamento fiscale dell’assegno di mantenimento in relazione alla deducibilità dal reddito di pensione e all’incidenza dello stesso per la determinazione del reddito imponibile segnalato allo Stato francese ai fini della tassazione concorrente.

Con riferimento alla tassazione del reddito da pensione, l’Agenzia osserva che “gli assegni periodici corrisposti al coniuge, ad esclusione di quelli destinati al mantenimento dei figli, in conseguenza di separazione legale ed effettiva, di scioglimento o annullamento del matrimonio o di cessazione dei suoi effetti civili, nella misura in cui risultano da provvedimenti dell’autorità giudiziaria” sono deducibili dal reddito complessivo.
Gli stessi assegni periodici all’ex coniuge, tuttavia, non sono ricompresi tra gli oneri deducibili ammessi dal regime di tassazione riservato alle persone fisiche non residenti.
D’altra parte, in deroga alle disposizioni di determinazione dell’Irpef dovuta dai non residenti, è previsto che nei confronti dei soggetti non residenti nel territorio italiano che assicuri un adeguato scambio di informazioni, l’imposta dovuta è determinata con le regole stabilite per i residenti, a condizione che il reddito prodotto dal soggetto nel territorio dello Stato italiano sia pari almeno al 75 per cento del reddito dallo stesso complessivamente prodotto e che il soggetto non goda di agevolazioni fiscali analoghe nello Stato di residenza (cd. “non residenti Schumacker”).

Pertanto, il contribuente “non residente Schumacker” che corrisponde un assegno di mantenimento all’ex coniuge ha diritto alla deduzione del relativo importo dal reddito imponibile. Diversamente, la persona fisica non residente “ordinario” non ha diritto a dedurre dal reddito imponibile gli assegni erogati all’ex coniuge.

Per quanto riguarda la tassazione del reddito, l’Agenzia osserva che si tratta di una pensione derivante dalla gestione previdenziale di lavoratori privati.
In base alla Convenzione tra Italia e Francia per evitare le doppie imposizioni sul reddito opera il principio della tassazione “concorrente” della prestazione in entrambi i Paesi contraenti. Pertanto, l’INPS deve applicare la ritenuta d’imposta prevista per i redditi di lavoro dipendente e assimilati, mentre le Autorità fiscali francesi sono tenute ad eliminare la doppia imposizione in relazione alle imposte pagate a titolo definitivo in Italia.
L’imposta italiana non è deducibile ai fini del calcolo del reddito imponibile in Francia, tuttavia il beneficiario ha diritto ad un credito di imposta nei confronti dell’imposta francese nella cui base detti redditi sono inclusi. Detto credito di imposta è pari all’imposta che dovrebbe essere pagata in Francia.

In conclusione, nel presupposto di essere fiscalmente non residente, in relazione al reddito da pensione prodotto in Italia il contribuente è soggetto a tassazione sia in Italia che in Francia (cd. tassazione concorrente), con possibilità di eliminare la doppia tassazione beneficiando del credito d’imposta in Francia. Ai fini della tassazione italiana, qualora sussistano i requisiti previsti per essere considerato “non residente Schumacker”, è possibile dedurre dal reddito imponibile gli assegni corrisposti alla ex coniuge in sede di dichiarazione dei redditi, qualora la deduzione non sia già stata effettuata dall’INPS in qualità di sostituto d’imposta.

COVID 19: Iva al 5 % per tomografo computerizzato e aspiratori ad uso odontoiatrico

A seguito dell’emergenza epidemiologica da Covid-19 alle cessioni di beni come il tomografo computerizzato e gli aspiratori ad uso odontoiatrico si applica l’iva ad aliquota ridotta (Principi di diritto nn. 2 e 3 del 9 febbraio 2021)

In considerazione del fatto che il tavolo tecnico di odontoiatria ha emanato un documento, validato dal Comitato tecnico scientifico, concernente indicazioni operative per la ripartenza in sicurezza durante la fase 2 della pandemia Covid19 dell’attività odontoiatrica, in cui alcuni autori indicano, ove possibile, di preferire esami radiologici extraorali rispetto a quelli intraorali, al fine di evitare il riflesso della tosse soprattutto in pazienti a minor compliance, al tomografo computerizzato, espressamente indicato dalla norma in esame e contraddistinto dai codici doganali Taric, necessario per il contenimento dell’emergenza epidemiologica da Covid-19, per uso odontoiatrico, si rende applicabile il trattamento ai fini IVA previsto dall’articolo 124 del decretoRilancio che prevede infatti la riduzione dell’aliquota IVA al 5 % per le cessioni di beni necessari per il contenimento e la gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19.
Nello stesso documento si raccomanda di utilizzare doppio aspiratore o aspiratore chirurgico, pertanto, anche alle cessioni di aspiratori necessari per il contenimento dell’emergenza epidemiologica da Covid-19, espressamente indicati dalla norma in esame e contraddistinti dai codici doganali Taric, per uso odontoiatrico, si rende applicabile lo stesso trattamento ai fini IVA previsto dall’articolo 124 del decreto Rilancio.