Niente Irap al professionista con segretaria


L’impiego non occasionale di un’unità di personale dipendente con mansioni di segretaria non è presupposto per assoggettare l’attività del professionista all’IRAP (Corte di Cassazione – Ordinanza 14 marzo 2018, n. 6267).

La Suprema Corte rigetta il ricorso dell’Agenzia delle Entrate contro la decisione della CTR che, confermando la sentenza di primo grado, ha riconosciuto al contribuente, esercente la professione di medico, il diritto al rimborso dell’IRAP versata, non ricorrendo, nella specie, il presupposto impositivo dell’autonoma organizzazione.
Il Fisco censura la sentenza impugnata per non avere la CTR valutato che il contribuente aveva assunto una dipendente, corrispondendo nell’anno d’imposta una retribuzione pari a € 6.013,00, circostanza questa che risultava incompatibile con l’esercizio di un’attività priva di autonoma organizzazione.
La Cassazione sottolinea che l’impiego di un collaboratore che esplichi mansioni di segreteria ovvero meramente esecutive non integra, di per sé, il presupposto impositivo dell’IRAP.
Il ricorso, pertanto, è infondato, essendo irrilevante ai fini della configurabilità del requisito dell’autonoma organizzazione la circostanza – posta a fondamento dell’impugnazione – che il professionista si sia avvalso di un lavoratore dipendente, le cui mansioni, come emerge dalla retribuzione percepita, sono meramente esecutive.