Contributi sospesi domestici: nuova procedura Internet

L’Inps comunica la realizzazione, tra i servizi messi a disposizione del datore di lavoro domestico, di un nuovo servizio online per la comunicazione della sospensione dell’obbligo contributivo.

Il servizio è disponibile sul sito internet dell’Istituto, nella sezione Servizi Online attraverso il seguente percorso: Servizi per il cittadino – Lavoratori domestici – Autenticazione con PIN/CNS – Sospensione obbligo contributivo.
La procedura consente di comunicare la sospensione dell’obbligo contributivo in riferimento a uno specifico rapporto di lavoro e per un intero trimestre qualora la contribuzione non sia dovuta perché riferita ad una causa di sospensione a titolo di:
– congedo per maternità
– aspettativa per motivi personali
– malattia o infortunio di durata superiore a quella riconosciuta come retribuita.
Tale comunicazione è consentita per i trimestri dell’anno in corso non ancora scaduti o, se scaduti, entro la fine del mese di scadenza del pagamento. Per i periodi per i quali non è più possibile procedere alla comunicazione attraverso il canale Internet sarà necessario rivolgersi alla sede presentando la documentazione attestante la sospensione.

Una volta selezionato il rapporto di lavoro, l’applicativo visualizzerà la lista delle comunicazioni di sospensione attive già registrate e protocollate consentendone la modifica e l’annullamento; consentirà, altresì, di inserire una nuova sospensione. Si dovrà indicare dunque il trimestre di riferimento e la motivazione della sospensione da selezionare fra le tre possibili opzioni indicate precedentemente. Per la motivazione “Malattia o infortunio di durata superiore a quella riconosciuta come retribuita” sarà possibile indicare il numero del certificato medico.
L’Inps specifica, infine, che è possibile comunicare la sospensione solo per i trimestri per i quali non è dovuto alcun contributo a qualsiasi titolo. La sospensione che ricada all’interno di trimestri parzialmente coperti da contribuzione è insita nella causale di pagamento e corrisponde alle settimane non indicate come lavorate.

Interpretazione esplicativa della Commissione Bilaterale su alcuni articoli del CCNL Amministratori

La Commissione Bilaterale di cui al CCNL Amministratori 28/1/2016 (Anpit, Cidec, Confazienda, Unica e Cisal Terziario) ha fornito un’interpretazione contrattuale esplicativa sulla disciplina ivi prevista per l’una tantum e per l’assorbibilità degli aumenti retributivi contrattuali

La Commissione Bilaterale Nazionale di Garanzia, Interpretazione, Certificazione e Conciliazione, ha ricevuto da uno Studio di Consulenza del Lavoro il seguente quesito:

“In caso di prima applicazione del CCNL Amministratori del 28/1/2016 a Lavoratori ai quali prima si applicava altro CCNL, l’Una Tantum prevista dall’art. 24 deve essere corrisposta?
Inoltre, l’art. 186 del CCNL “Assorbimenti”, deve essere applicato anche per tali casi di prima applicazione contrattuale?”

1. Una Tantum (art. 24 del CCNL)
L’art. 24 del CCNL Amministratori prevede che, a copertura del periodo intercorrente tra la scadenza del precedente CCNL (31/12/2015) e la decorrenza del rinnovato CCNL (1/3/2016), sia erogata l’una tantum che dovrà essere riconosciuta, unitamente alle competenze del mese di aprile 2016, ai Lavoratori già in forza al 31/12/2015.
La Commissione Bilaterale conferma che l’Una Tantum è dovuta solo ai Lavoratori già in forza al 31/12/2015 con applicazione del previgente CCNL Amministratori (che aveva validità dall’1/1/2013 al 31/12/2015).
Pertanto, in caso di prima applicazione del CCNL Amministratori, l’Una Tantum non spetterà.

2. Assorbibilità (art. 186 del CCNL)
L’art. 186 del CCNL Amministratori prevede una soglia massima di assorbibilità degli aumenti retributivi determinati dal rinnovo del CCNL Amministratori (pari al 90% degli aumenti intervenuti), con esclusione degli importi conseguenti alla rivalutazione dell’Indice IPCA, come da Tabella 5) dell’art. 186, e degli aumenti periodici di anzianità già maturati.
La Commissione Bilaterale conferma che, nel caso di Lavoratori ai quali già si applicava il previgente CCNL Amministratori, il limite di assorbibilità degli aumenti previsti è del 90%, fino a concorrenza dei maggiori importi riconosciuti, fermo restando l’esclusione degli aumenti periodici d’anzianità già maturati e dell’importo convenzionalmente riferito alla rivalutazione dell’Indice IPCA, così come riportato nella Tabella 5) dell’art. 186.
In caso di prima applicazione del CCNL Amministratori ai Lavoratori cui si applicava altro CCNL, dopo aver effettuato l’Allineamento dell’Inquadramento al livello previsto dalla nuova Classificazione del Personale, si dovrà riconoscere la Retribuzione Territoriale Minima Contrattuale Mensile di tale livello e della Regione di riferimento, con assorbimento, fino a concorrenza, della retribuzione precedentemente riconosciuta al Lavoratore, sempre con la sola esclusione degli aumenti periodici d’anzianità e, ovviamente, di eventuali importi qualificati come “non assorbibili” all’atto della concessione. Nel caso in cui la retribuzione da riconoscere per effetto dell’applicazione del CCNL Amministratori fosse superiore a quella precedente, al Lavoratore spetterà integralmente la nuova retribuzione.

Con i citati articoli che precedono (24 e 186), le Parti hanno inteso normare il passaggio dal previgente CCNL Amministratori al rinnovato CCNL solo per i Lavoratori ai quali già si applicava il CCNL di Categoria degli Amministratori e, avendo efficacia solo per le Parti contraenti, non dispongono per i Lavoratori ai quali si applicavano altri CCNL.
Considerato che la presente Interpretazione è Esplicativa di norme e principi contrattuali, la Commissione Bilaterale conferma che la stessa ha immediata efficacia dalla sua pubblicazione nel sito dell’Ente Bilaterale Federale.

Nuove prestazioni dell’Ebitemp per i lavoratori in somministrazione

 

 

Siglato il 12/4/2016, tra ASSOLAVORO, Associazione Nazionale delle Agenzie per il Lavoro e NIDIL-CGIL, FELSA-CISL e UilTemp, un accordo sulle nuove prestazioni bilaterali erogate da Ebitemp a favore dei lavoratori in somministrazione dipendenti delle Agenzie per il lavoro, per sostenere i costi di trasporto, il diritto alla studio ed un sostegno alle persone svantaggiate a carico del lavoratore somministrato.

Le nuove prestazioni di sostegno al lavoro in somministrazione a tutela e garanzia di tutte le lavoratrici ed i lavoratori assunti dalle Agenzie per il lavoro, intendono rafforzare l’attuale sistema di welfare contrattuale costruito attraverso l’Ente Bilaterale di settore Ebitemp.
Lo sviluppo di tali prestazioni si realizza nell’ambito delle risorse disponibili derivanti dal contributo contrattuale dello 0,20% delle retribuzioni imponibili erogate ai lavoratori assunti dalle Agenzie con contratto di lavoro a tempo determinato e, altresì, del contributo dello 0,30% delle retribuzioni imponibili erogate ai lavoratori assunti con contratto di lavoro a tempo indeterminato. Le risorse disponibili sono anche quelle derivanti dai versamenti all’ente effettuati da Forma.Temp per l’attuazione di misure di carattere previdenziale e di sostegno al reddito.
La realizzazione delle nuove prestazioni non determina alcun conseguente costo gestionale a carico dell’Ente.
Le nuove prestazioni bilaterali, ad implementazione di quelle già previste nell’allegato 2 del CCNL 27/2/2014, sono:
A. Contributo per trasporto extraurbano: spetta ai lavoratori con un contratto di lavoro in somministrazione, comprensivo di eventuali proroghe e di durata complessivamente pari ad almeno ad 1 mese, un rimborso pari all’80% del costo sostenuto per un abbonamento nominativo di trasporto pubblico extraurbano necessario per raggiungere il luogo di lavoro. Negli eventuali mesi successivi il contributo viene riconosciuto a fronte di un contratto di almeno 7 giorni nel mese. In ogni caso il costo rimborsabile, sempre a consuntivo e a seguito di presentazione di opportuna documentazione, non può eccedere il limite massimo di 150 euro per ogni mensilità di abbonamento;
B. Contributo asilo nido per lavoratori padri: solo in caso di morte o grave infermità della madre, abbandono del figlio da parte della madre, affidamento esclusivo al padre, nuclei monoreddito da lavoro in somministrazione;
C. Contributo “una tantum” per adozione o affido nazionale/internazionale;
D. Buono libri o materiale didattico per i figli dei lavoratori in somministrazione: spetta, per i lavoratori con figli a carico che frequentano la scuola primaria o secondaria, un contributo per ogni figlio a carico del valore di 150 euro per l’acquisto di libri o materiale didattico;
E. Buono libri per studenti lavoratori in somministrazione per frequenza corsi serali: spetta, ai lavoratori in somministrazione iscritti a corsi serali per il conseguimento del diploma di scuola pubblica secondaria di secondo grado, un contributo del valore di 150 euro per l’acquisto di libri o materiale didattico necessario al corso di studio;
F. Contributo retta universitaria per studenti lavoratori in somministrazione: contributo annuo di 150 euro per i costi delle tasse universitarie sostenuti dai lavoratori in somministrazione iscritti ad un corso di laurea presso una Università;
G. Integrazione contributo INPS in caso di maternità obbligatoria: contributo integrativo della indennità di maternità, fino al 100% della retribuzione precedentemente percepita, per le lavoratrici in maternità che ricevono direttamente l’indennità dall’INPS e alle quali sia scaduto il contratto di lavoro a tempo determinato in somministrazione;
H. Sostegno alla non autosufficienza: Si definisce un contributo annuo di 1.000 euro per i familiari fiscalmente a carico del lavoratore in somministrazione, con missione in corso e con una anzianità di servizio di almeno 90 giorni nel settore, che si trovino nelle condizioni di invalidità civile al 100% e ai quali si applicano le disposizioni della Legge 104/1992.

Rimborsi tributi locali, i chiarimenti del MEF

Forniti chiarimenti relativi agli adempimenti degli enti locali e dei contribuenti ai fini della corretta esecuzione delle procedure di riversamento, rimborso e regolazioni contabili relative ai tributi locali (Ministero dell’Economia e delle Finanze – Circolare 14 aprile 2016, n. 1/DF).

Le procedure in argomento riguardano prioritariamente:
– l’imposta municipale propria (IMU);
– la maggiorazione standard del tributo comunale sui rifiuti e sui servizi (Maggiorazione TARES);
– l’imposta municipale immobiliare (IMI), istituita dalla Provincia autonoma di Bolzano;
– l’imposta immobiliare semplice (IMIS), istituita dalla Provincia autonoma di Trento.
Si precisa che, proprio in considerazione della consistente mole di richieste di rimborso e al fine di gestire in modo adeguato e sicuro, a tutela dei diversi interessi in gioco, le suddette richieste, è stato previsto che la comunicazione dei relativi dati avvenga esclusivamente in via telematica.
Ciò comporta che non possano essere presi in considerazione i dati già inviati o che continueranno ad essere trasmessi con modalità diverse da quelle telematiche, facendo, tuttavia, salve le istanze e le comunicazioni già presentate dai contribuenti e acquisite dai comuni.
In particolare sono stati forniti chiarimenti sul:
– versamento a ente locale incompetente;
– versamento in misura superiore al dovuto al comune competente e/o allo stato;
– versamento allo stato di una somma spettante al comune e successiva regolazione verso il comune;
– versamento allo stato di una somma spettante al comune che non dà luogo a rimborsi;
– versamento al comune di una somma spettante allo stato che non dà luogo a rimborsi.

Firmato il testo definitivo del contratto nazionale dei bancari

L’associazione Bancari italiani e i sindacati di categoria hanno proceduto alla stesura definitiva del ccnl del 31/3/2015 per i dipendenti di imprese creditizie, finanziarie e strumentali del settore. L’intesa sarà in vigore fino al 31/12/2018.

Con il presente accordo, che recepisce quanto già sottoscritto nel testo contrattuale del 31/3/2015, le Parti confermano:

– il valore della contrattazione nazionale e il ruolo delle relazioni industriali di II livello in una fase decisiva del riassetto complessivo del settore bancario;

– la volontà di un confronto nazionale sul tema delle politiche commerciali che porti alla definizione di un accordo di sistema sulla vendita sostenibile, che restituisca rispetto e tranquillità ai lavoratori e tuteli gli stessi risparmiatori.