Collocamento disabili nelle aziende di vigilanza, prevenzione e primo intervento antincendio

 

Con riferimento alle aziende che svolgono attività di vigilanza, prevenzione e primo intervento antincendio, la determinazione della base di computo, ai fini del rispetto degli obblighi occupazionali del personale disabile, deve effettuarsi, in linea di prinicipio, secondo gli ordinari criteri di calcolo.

Le norme per il collocamento dei lavoratori diversamente abili si applicano al solo personale impiegato in ruoli di tipo amministrativo, per quanto concerne i servizi di polizia, protezione civile e difesa nazionale. Ciò premesso, tale limitazione non può riferirsi anche alle aziende che svolgono attività di vigilanza, prevenzione e primo intervento antincendio, sia in ambito “terrestre” – ovvero presso teatri, musei, impianti sportivi, mostre, congressi e manifestazioni in genere ed impianti industriali – sia nei settori demaniale, marittimo e aeroportuale, ivi comprese le navi ed i natanti in genere.
In particolare, la limitazione è dettata in considerazione delle modalità di svolgimento delle attività di polizia, protezione civile e difesa nazionale, le quali risultano strettamente connesse a situazioni di emergenza, nonché volte alla salvaguardia di interessi di carattere generale costituenti espressione di valori costituzionali quali, tra gli altri, l’incolumità e l’ordine pubblico, la salute e la salubrità ambientale. Sicchè, nonostante i servizi specialistici di prevenzione e primo intervento antincendio possano essere assimilati alle attività contemplate nell’ambito dei servizi di polizia, sarebbe possibile l’estensione della disposizione solo laddove le aziende in questione espletino l’attività di vigilanza in via esclusiva. Peraltro, le attività citate si estrinsecano perlopiù nell’espletamento di mansioni di semplice attesa e custodia.

Al via il fondo di assistenza sanitaria perl’editoria e la grafica

 

Dall’1/6/2013 è attivo il Fondo di assistenza sanitaria per i dipendenti dell’industria grafica ed editoriale. Ad usufruire delle prestazioni, a partire da gennaio 2014, saranno anche i lavoratori a cui si applica il CCNL Carta industria.

Il Fondo “Salute sempre” costituito il 17/12/2012 stabilisce che

– dall’1/6/2013 gli aventi diritto potranno godere delle prestazioni previste;

– per il solo anno 2013 l’iscrizione al Fondo è automatica per tutti i lavoratori con contratto a tempo indeterminato che non benediciano già di forme di assistenza sanitaria integrativa derivanti da specifici accordi aziendali;

– le aziende dovranno, entro il 10/5/2013, effettuare l’iscrizione obbligatoria mediante compilazione del modulo elettronico disponibile sul sito www.salutesempre .it,

– dall’1/1/2014 potranno confermare l’iscrizione, su base volontaria, i lavoratori con contratto a tempo indeterminato che non beneficiano di altre forme di assistenza aziendale;

– per l’anno 2013 l’azienda dovrà versare al fondo un contributo di 10 euro mensili per ogni dipendente, che però a decorrere dal 2014 sarà suddiviso tra azienda e lavoratore con le rispettive percentuali del 70% e del 30%;

– sono escluse dall’obbligo contrattuale tutte le aziende che hanno già forme di assistenza sanitaria integrativa in favore dei loro dipendenti.

– a partire dall’1/1/2014 anche ai dipendenti a cui si applica il CCNL Carta industria potranno iscriversi al fondo.

Si rende noto che gli interessati potranno consultare la Guida al Piano Sanitario collegandosi al sito www.salutesempre .it, dove potranno trovare tutte informazioni utili in merito all’elenco delle prestazioni, alle strutture convenzionate, ai contributi ecc.

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Siglato l’accordo di rinnovo delle Istituzioni Socio Assistenziali – Anffas

 

 

Sottoscritto il 10/6/2013, tra l’ANFFAS ONLUS e la FP-CGIL, la CISL-FP, la UIL-FPL, il Contratto Collettivo Integrativo Nazionale per le lavoratrici ed i lavoratori dipendenti dalle strutture associative dell’ANFFAS.

Tale accordo ha definito i seguenti contenuti:

Contratto di apprendistato
L’istituto del contratto di apprendistato rientra tra le forme di lavoro a tempo indeterminato finalizzato alla formazione ed alla occupazione dei giovani ed è valido strumento per il raggiungimento delle capacità lavorative necessarie al passaggio dal sistema scolastico a quello lavorativo.

Ammissibilità:
L’apprendistato professionalizzante è ammesso per tutte le qualifiche e le mansioni previste nella classificazione del personale comprese:
– nelle categorie A, B, C alle posizioni 1 e 2;
– nella categoria D, E, F alla posizione 1 e con esclusione delle funzioni di medico e di psicologo.

Riconoscimento precedenti periodi di apprendistato:
Il periodo di apprendistato effettuato presso altre aziende, le ore di formazione per l’acquisizione di competenze base e trasversali e le ore di formazione professionalizzante saranno computate presso il nuovo datore, anche ai fini dell’assolvimento degli obblighi formativi, purché per la formazione professionalizzante, l’addestramento si riferisca alle stesse attività e non sia intercorsa, tra un periodo e l’altro, una interruzione superiore ad un anno.

Trattamento economico:
Il trattamento economico per gli apprendisti è determinato applicando le percentuali sotto indicate sul minimo contrattuale conglobato mensile relativo alle posizioni economiche in cui è inquadrata la mansione professionale da conseguire:
– per contratti di durata fino a 18 mesi:
   – dal 1° al 9° mese: 85% della posizione economica della qualifica da conseguire;
   – dal 10° al 18° mese: 90% della posizione economica della qualifica da conseguire.
– per contratti di durata fino a 24 mesi:
   – dal 1° al 12° mese: 85% della posizione economica della qualifica da conseguire;
   – dal 13°al 24° mese: 90% della posizione economica della qualifica da conseguire.

– per contratti di durata fino a 36 mesi:
   – dal 1° al 18° mese: 85% della posizione economica della qualifica da conseguire;
   – dal 19° al 36° mese: 90% della posizione economica della qualifica da conseguire.

Alla fine dell’apprendistato la posizione economica di inquadramento sarà quella corrispondente alla qualifica eventualmente conseguita.

Durata dell’apprendistato:
Il rapporto di apprendistato si estingue in relazione alle qualifiche da conseguire secondo le scadenze espresse in mesi per le seguenti categorie:

Categoria Durata
A 18 mesi
B – C 24 mesi
D-E-F 36 mesi

La durata del contratto instaurato nei confronti degli operatori socio sanitari effettivamente operanti in servizi e strutture socio sanitarie (C2) viene ridotta a 18 mesi, con la seguente progressione retributiva:
– dal 1° al 9° mese: 85%;
– dal 10° al 18° mese: 90%.

Durata della formazione:
L’impegno formativo dell’apprendista è determinato, per l’apprendistato professionalizzante in un monte ore di formazione interna o esterna all’azienda, secondo quanto definito all’interno dei percorsi formativi relativi ai profili professionali.
Per il contratto di apprendistato per la qualifica ed il diploma professionale e per il contratto di apprendistato di alta formazione di ricerca, le parti attueranno quanto sarà definito in materia dalla normativa nazionale e dalle Regioni.
Le attività formative, strutturate in forma modulare, sono articolate in contenuti a carattere trasversale di base e contenuti a carattere professionalizzante di tipo tecnico ed operativo, tra loro connessi e complementari finalizzati alla comprensione dei processi lavorativi.

Contratto a tempo determinato:
Il ricorso al contratto di lavoro a tempo determinato è consentito a fronte di ragioni di carattere tecnico, produttivo, organizzativo o sostitutivo, anche se riferibili alla ordinaria attività del datore di lavoro.
Il primo contratto di lavoro a termine di durata non superiore a dodici mesi può essere stipulato anche in assenza delle ragioni di ordine tecnico, produttivo, organizzativo o sostitutivo.
Non è ammessa l’assunzione di personale a tempo determinato per sopperire a carenza stabili dell’organico e, comunque, in specifici casi previsti dalla contrattazione nazionale.
Il termine finale del contratto può essere prorogato, per una sola volta, quando il contratto iniziale ha una durata inferiore a tre anni e con il consenso della lavoratrice e del lavoratore. La proroga è ammessa quando sussistono ragioni oggettive e si riferisce alla stessa attività lavorativa per la quale era stato stipulato il contratto iniziale.
Se il contratto a tempo determinato ha durata inferiore a mesi sei la lavoratrice o il lavoratore potrà essere riassunto con un nuovo contratto a tempo determinato non prima di giorni venti dalla data di scadenza del primo contratto.
Se il contratto a tempo determinato ha durata superiore a mesi sei la lavoratrice o il lavoratore potrà essere riassunto con un nuovo contratto a tempo determinato non prima di giorni trenta dalla data di scadenza del primo contratto.
Qualora il rapporto di lavoro abbia complessivamente superato i 36 mesi, comprensivi di proroghe e rinnovi, indipendentemente dai periodi di interruzione che intercorrono tra un contratto e l’altro, il rapporto di lavoro si considera a tempo indeterminato a partire dalla scadenza dell’ultimo termine.
Se il rapporto di lavoro prosegue dopo la scadenza del termine inizialmente fissato o successivamente prorogato, il datore di lavoro deve corrispondere alla lavoratrice o al lavoratore una maggiorazione della retribuzione complessiva pari al 20% fino al decimo giorno successivo alla scadenza, e pari al 40% per ogni giorno ulteriore.
La percentuale delle lavoratrici e dei lavoratori assunti con contratto a tempo determinato non può essere superiore al 15% del personale assunto a tempo indeterminato. Tale percentuale potrà essere ridefinita dal confronto tra le parti a livello aziendale fino ad un limite del 30%.

Tares con F24: i chiarimenti dell’Agenzia delle entrate

Per gli F24 presentati fino al prossimo 30 giugno, l’Agenzia invita i contribuenti a barrare la casella “Acc.”, presente nella sezione “IMU e altri tributi locali” del modello. (Agenzia delle entrate – Comunicato 12 giugno 2013)

Dal 27 maggio 2013 è possibile pagare il tributo comunale sui rifiuti e sui servizi (Tares) utilizzando il modello F24 presso gli sportelli di banche, Poste e agenti della riscossione, oppure avvalendosi dei servizi di home-banking e remote-banking o dei servizi online messi a disposizione dall’Agenzia delle Entrate (Entratel e Fisconline) su www.agenziaentrate.it.
Per gli F24 presentati fino al prossimo 30 giugno, l’Agenzia invita i contribuenti a barrare la casella “Acc.”, presente nella sezione “IMU e altri tributi locali” del modello, al fine di evitare criticità legate ai differenti tempi di allineamento tecnico e in attesa che gli intermediari completino l’adeguamento dei propri sistemi informativi.
In ogni caso ai contribuenti sarà data tutta l’assistenza necessaria per facilitare le operazioni di pagamento, anche successivamente al 30 giugno 2013.
Il versamento del tributo, tramite modello F24, va effettuato attraverso i seguenti codici tributo:
– “3944” denominato “TARES – tributo comunale sui rifiuti e sui servizi – art. 14, d.l. n. 201/2011 e succ. modif.”
– “3950” denominato “TARIFFA – art. 14, c. 29, d.l. n. 201/2011 e succ. modif.”
– “3955” denominato “MAGGIORAZIONE – art. 14, c. 13, d.l. n. 201/2011 e succ. modif.”
Tali codici possono essere utilizzati anche per il versamento dei tributi dovuti a seguito dell’attività di controllo.
Per consentire ai contribuenti di effettuare il versamento delle sanzioni e degli interessi dovuti a seguito dell’attività di controllo vanno, invece, utilizzati i seguenti codici tributo:
– “3945” denominato “TARES – tributo comunale sui rifiuti e sui servizi – art. 14, d.l. n. 201/2011 e succ. modif. – INTERESSI”
– “3946” denominato “TARES – tributo comunale sui rifiuti e sui servizi –- art. 14, d.l. n. 201/2011 e succ. modif. – SANZIONI”
– “3951” denominato “TARIFFA – art. 14, c. 29, d.l. n. 201/2011 e succ. modif. – INTERESSI”
– “3952” denominato “TARIFFA – art. 14, c. 29, d.l. n. 201/2011 e succ. modif. – SANZIONI”
– “3956” denominato “MAGGIORAZIONE – art. 14, c. 13, d.l. n. 201/2011 e succ. modif. – INTERESSI”
– “3957” denominato “MAGGIORAZIONE – art. 14, c. 13, d.l. n. 201/2011 e succ. modif. – SANZIONI”.

17.6.2013: ultimo giorno per versare la I rata dell’IMU

Il versamento della prima rata dell’IMU dovuta per il 2013 va effettuato quest’anno entro lunedì 17 giugno, poiché il 16 cade di domenica.

Il versamento della prima rata va fatto sulla base dell’aliquota e delle detrazioni dei dodici mesi dell’anno precedente. Il versamento della seconda rata dovrà invece essere eseguito, a saldo dell’imposta dovuta per l’intero anno, con eventuale conguaglio sulla prima rata versata, sulla base degli atti pubblicati nel sito informatico www.finanze.it alla data del 28 ottobre di ciascun anno di imposta. In caso di mancata pubblicazione entro il termine del 28 ottobre, si applicano gli atti adottati per l’anno precedente.
La riserva allo Stato della quota di imposta è soppressa. Allo Stato viene riservato solo il gettito dell’IMU, derivante dagli immobili ad uso produttivo classificati nel gruppo catastale D, calcolato ad aliquota standard dello 0,76%.
Infine viene confermato che in attesa di una complessiva riforma della disciplina dell’imposizione fiscale sul patrimonio immobiliare il versamento della prima rata dell’IMU dovuta per il 2013, scadente il 17 giugno 2013, viene sospeso per le seguenti categorie di immobili:
– abitazioni principali e relative pertinenze, esclusi i fabbricati classificati nelle categorie catastali A/1 (abitazioni di tipo signorile), A/8 (ville) e A/9 (castelli o palazzi di pregio storico o artistico);
– unità immobiliari appartenenti alle cooperative edilizie a proprietà indivisa, adibite ad abitazione principale e relative pertinenze dei soci assegnatari;
– alloggi regolarmente assegnati dagli Istituti autonomi per le case popolari (IACP) o dagli enti di edilizia residenziale pubblica, comunque denominati, aventi le stesse finalità degli IACP;
– terreni agricoli e fabbricati rurali.
In caso di mancata adozione della riforma entro la data del 31 agosto 2013, continua ad applicarsi la disciplina vigente e il termine di versamento della prima rata dell’IMU degli immobili suddetti è fissato al 16 settembre 2013.