Studi associati e società professionali soggetti ad Irap


Secondo la Corte di Cassazione, gli studi associati e le società professionali sono sempre soggetti ad Irap (Ordinanza 21 settembre 2017, n. 22026).

La Suprema Corte accoglie il ricorso proposto dall’Agenzia delle Entrate avverso la decisione della CTR, lamentando che, in materia di IRAP, i giudici d’appello, erroneamente, hanno ritenuto l’insussistenza del requisito “dell’autonoma organizzazione”, quale presupposto d’imposta al quale il ricorrente doveva essere assoggettato, per il fatto che si era avvalso, negli anni in contestazione e nell’esercizio della propria professione di architetto di “lavoro altrui”, per rilevanti importi, nonché per aver affrontato ulteriori rilevanti spese relative allo studio nel quale esercitava l’attività professionale ed altre spese documentate, aveva anche svolto l’attività di amministratore di una snc avente come oggetto sociale l’esercizio della medesima attività professionale.
La Corte ribadisce che il requisito della autonoma organizzazione non ricorre quando il contribuente responsabile dell’organizzazione impieghi beni strumentali non eccedenti il minimo indispensabile all’esercizio dell’attività e si avvalga di lavoro altrui non eccedente l’impiego di un dipendente con mansioni esecutive.
È, altresì, giurisprudenza consolidata che “L’esercizio di professioni in forma societaria costituisce “ex lege” presupposto dell’imposta regionale sulle attività produttive, senza che occorra accertare in concreto la sussistenza di un’autonoma organizzazione, questa essendo implicita nella forma di esercizio dell’attività”.
Secondo la Cassazione, nel caso di specie, i giudici d’appello non hanno approfondito le caratteristiche del supporto fornito da terzi all’esercizio dell’attività professionale del contribuente, se di natura continuativa o part time e se con mansioni meramente esecutive, ovvero di collaborazione con altri professionisti, (avuto riguardo al crescente ammontare delle relative spese negli anni in contestazione), nonché se le spese per l’immobile nel quale si è svolta l’attività professionale e soprattutto le non irrilevanti ulteriori “spese documentate” fossero espressione di ausili all’attività, in grado di evidenziare il presupposto “dell’autonoma organizzazione”, nonché, infine, stabilire l’incidenza dell’attività di amministratore di una società professionale, da parte del contribuente, sull’esercizio concreto della professione di architetto, ai fini dell’assoggettabilità all’Irap, atteso il ruolo apicale del professionista.