Start-up: modificate le regole per la concessione delle agevolazioni

Modifiche ai criteri e alle modalità di concessione delle agevolazioni concernente il regime di aiuto finalizzato a sostenere la nascita e lo sviluppo, su tutto il territorio nazionale, di start-up innovative (Ministero dello Sviluppo Economico – Circolare 14 febbraio 2018, n. 102159).

Tra le novità per gli incentivi a sostegno delle start-up innovative, si evidenzia che:
– possono accedere alle agevolazioni anche le società costituite da non più di 60 mesi (precedentemente il limite era 48 mesi);
– possono ottenere le agevolazioni Smart&Start Italia anche le imprese straniere che si impegnano a istituire almeno una sede operativa sul territorio italiano;
– sono ammissibili al finanziamento gli investimenti per marketing e web marketing;
– oltre ai brevetti e alle licenze, sono finanziabili anche i marchi;
– è introdotta un’ulteriore modalità di erogazione su presentazione di fatture non quietanzate, in aggiunta alle fatture d’acquisto e alle quietanze di pagamento sottoscritte dai fornitori relative ai pagamenti ricevuti.

Deposito fiscale, in arrivo il codice tributo per il versamento

Istituito il codice tributo “6044” con il quale sarà possibile pagare, tramite il modello “F24  Versamenti  con elementi con identificativi” (F24 Elide), l’imposta sul valore aggiunto dovuta per l’immissione in consumo dal deposito fiscale dei carburanti. (Agenzia delle Entrate – Risoluzione n. 18/E del 20 febbraio 2018).

Con la pubblicazione del decreto ministeriale del MEF del 13 febbraio 2018 è stata data attuazione alle norme introdotte dalla Legge di bilancio 2018 (art. 1, commi da 937 a 941) per contrastare le frodi fiscali nel settore degli olii minerali. Il decreto, oltre ad aver previsto alcune condizioni soggettive di esclusione dal pagamento dell’Iva, connesse essenzialmente a criteri di affidabilità degli operatori, ha stabilito che, in taluni casi, l’estrazione dal deposito può essere effettuata senza il versamento dell’imposta presentando un’idonea garanzia in favore dell’Agenzia delle Entrate.
Per consentire l’applicazione delle nuove regole previste dalla Legge di bilancio 2018, con la risoluzione in oggetto, è stato istituito l’apposito codice tributo “6044”, da indicare nel modello F24 ELIDE, unitamente al codice fiscale del gestore del deposito e al relativo codice accisa. Il gestore del deposito, acquisita la ricevuta in originale del versamento, potrà successivamente verificare la correttezza dello stesso accedendo direttamente sul proprio cassetto fiscale dal sito www.agenziaentrate.gov.it..

Canone RAI, per gli over 75 aumenta la soglia di esenzione

Il Mef e il Mise hanno firmato il decreto per l’aumento della fascia di reddito di esenzione del Canone Rai per gli over 75. (Presidenza del Consiglio dei Ministri – Comunicato 19 Febbraio 2018).

È in corso di pubblicazione il decreto che per l’anno 2018 prevede un ampliamento dai 6.713,98 euro attuali a 8.000 euro della soglia di reddito ai fini dell’esenzione dal pagamento del canone di abbonamento TV, in favore di coloro che abbiano compiuto 75 anni.
I nuclei familiari esentati dal pagamento del Canone Rai passeranno così da 115.000 a circa 350.000. La misura è volta a dare maggior sostegno alle fasce più deboli della popolazione e a promuovere l’inclusione sociale.
Il vigente articolo 1, comma 132, della Legge n. 244/2007, esonera dal pagamento del canone Rai i cittadini che hanno compiuto 75 anni di età entro il termine per il pagamento del canone, non conviventi con altri soggetti diversi dal coniuge, possessori di un reddito che, unitamente a quello del proprio coniuge convivente, non sia superiore complessivamente ad euro 516,46 per tredici mensilità, il cui apparecchio televisivo sia ubicato nel luogo di residenza.
In caso di abuso del beneficio è irrogata una sanzione amministrativa, in aggiunta al canone dovuto e agli interessi di mora, d’importo compreso tra euro 500 ed euro 2.000 per ciascuna annualità evasa.

Opere cinematografiche/audiovisive: disposizioni applicative per l’attivazione del Registro pubblico

Stabilite le disposizioni applicative per il funzionamento del Registro pubblico delle opere cinematografiche e audiovisive (DPCM 8 gennaio 2018).

Il Registro è tenuto dalla Direzione generale cinema (DG Cinema) del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo avvalendosi delle risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili ed assicura:
a) la pubblicità e l’opponibilità a terzi dell’attribuzione dell’opera cinematografica o audiovisiva italiana ad autori e produttori, che sono reputati tali a seguito della registrazione, sino a prova contraria, nonché di tutti gli atti, accordi e le sentenze che accertino i diritti relativi alla produzione, alla distribuzione, alla rappresentazione e allo sfruttamento in Italia di opere cinematografiche e audiovisive;
b) la pubblicità sull’assegnazione di contributi pubblici statali, regionali e degli enti locali e sovranazionali, concessi alle opere cinematografiche e audiovisive italiane per le finalità di: scrittura della sceneggiatura; sviluppo; produzione; distribuzione; promozione;
c) la pubblicità sull’acquisto, la distribuzione e la cessione dei diritti di antenna alle reti del servizio pubblico radio-televisivo.

Al fine di realizzare gli effetti di pubblicità dichiarativa sul Registro vengono iscritte:
a) obbligatoriamente, tutte le opere cinematografiche e audiovisive di nazionalità italiana, ivi incluse quelle che hanno beneficiato di contributi pubblici statali, regionali e degli enti locali o di finanziamenti dell’Unione europea e di altri organismi sovranazionali; in particolare sono obbligatoriamente annotati tutti gli atti, gli accordi e sentenze aventi ad oggetto i diritti alla distribuzione, rappresentazione o sfruttamento in Italia e all’estero delle medesime opere;
b) le opere cinematografiche e audiovisive non aventi la nazionalità italiana, incluse quelle importate in Italia e, in particolare, gli atti, accordi e sentenze aventi ad oggetto i diritti relativi alla distribuzione, rappresentazione o sfruttamento in Italia delle medesime opere.

Il produttore o gli autori o i titolari dei diritti delle opere cinematografiche e audiovisive italiane o distribuite in Italia richiedono l’iscrizione delle medesime opere nel Registro, presentando apposita domanda alla DG Cinema, entro trenta giorni dalla data della prima uscita in sala o della prima trasmissione televisiva.
La domanda per l’iscrizione al Registro va presentata per via telematica, utilizzando la piattaforma messa a disposizione dalla DG Cinema ed allegando l’attestazione di pagamento della relativa tariffa, che costituisce condizione per l’iscrizione.
La DG Cinema provvede alla definizione delle domande in ordine cronologico di arrivo, secondo il rispettivo numero di richiesta e comunica al soggetto istante, all’esito dell’istruttoria, l’avvenuta iscrizione dell’opera o i motivi ostativi alla sua iscrizione.
Il Registro contiene, per ciascuna opera cinematografica e audiovisiva, i dati previsti per le opere cinematografiche e audiovisive di nazionalità italiana e non, che ne costituisce parte integrante.
Nel Registro sono altresì trascritti gli atti aventi ad oggetto i diritti alla distribuzione, rappresentazione o sfruttamento in Italia e all’estero delle opere.

Ai fini della trascrizione degli atti, è presentata una apposita nota di trascrizione contenente gli elementi indicati. Qualora un atto abbia per oggetto più opere cinematografiche o audiovisive, devono essere redatte e presentate altrettante distinte note di trascrizione, ognuna riportante il contenuto dispositivo relativo a ciascuna opera.
Nel caso di opera cinematografica o audiovisiva italiana, alla richiesta di iscrizione deve essere allegata una dichiarazione della Cineteca nazionale attestante l’avvenuto deposito, dell’opera, qualora l’opera sia destinataria di contributi.
La DG Cinema, verificata, secondo l’ordine cronologico di presentazione delle note, la rispondenza tra i contenuti della nota e i contenuti dell’atto oggetto di trascrizione, ne riporta il contenuto sul registro, in corrispondenza del titolo dell’opera cui l’atto si riferisce, e comunica alla parte o alle parti richiedenti, l’avvenuta trascrizione, ovvero, la mancata trascrizione, specificando, in quest’ultimo caso, le relative motivazioni.
La cancellazione di una trascrizione già eseguita è consentita solo a seguito di errore materiale accertato dall’Amministrazione, d’ufficio o su richiesta di parte, oppure a seguito di provvedimento dell’autorità giudiziaria passato in giudicato, promosso dalla parte interessata ed a cura della medesima, notificato alla DG Cinema. In tutti i casi, la DG Cinema comunica l’avvenuta cancellazione alle parti interessate entro e non oltre sette giorni dalla cancellazione medesima.

Applicazione dell’imposta sostitutiva alle cessioni di credito

Ricadano nell’ambito di applicazione dell’imposta sostitutiva oltre alle cessioni di credito stipulate in relazione ai finanziamenti che beneficiano del regime sostitutivo delle imposte, anche le eventuali successive cessioni dei relativi crediti o contratti unitamente ai trasferimenti delle garanzie ad essi relativi (AGENZIA DELLE ENTRATE – Risoluzione 16 febbraio 2018, n. 17/E).

Il vigente articolo 15 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 601 stabilisce che le operazioni relative ai finanziamenti a medio e lungo termine e tutti i provvedimenti, atti, contratti e formalità inerenti alle operazioni medesime, alla loro esecuzione, modificazione ed estinzione, alle garanzie di qualunque tipo da chiunque e in qualsiasi momento prestate e alle loro eventuali surroghe, sostituzioni, postergazioni, frazionamenti e cancellazioni anche parziali, ivi comprese le cessioni di credito stipulate in relazione a tali finanziamenti, nonché alle successive cessioni dei relativi contratti o crediti e ai trasferimenti delle garanzie ad essi relativi effettuate da aziende e istituti di credito sono esenti dall’imposta di registro, dall’imposta di bollo, dalle imposte ipotecarie e catastali e dalle tasse sulle concessioni governative.
Sulla base del citato articolo, quindi, oltre alle cessioni di credito stipulate in relazione ai finanziamenti che beneficiano del regime sostitutivo delle imposte, anche le eventuali successive cessioni dei relativi crediti o contratti unitamente ai trasferimenti delle garanzie ad essi relativi ricadano nell’ambito di applicazione dell’imposta sostitutiva.
L’effetto sostitutivo derivante dall’applicazione dell’imposta sui finanziamenti opera, tra l’altro, con riferimento alle cessioni di credito derivanti da finanziamenti soggetti ad imposta sostitutiva ed ai trasferimenti di garanzia posti in essere dalle banche (nonché dagli altri soggetti “qualificati” individuati dalle norme in argomento), a prescindere dalla natura del soggetto cessionario.
Il richiamato articolo 15 non prevede, infatti, quale condizione per l’applicabilità del regime sostitutivo particolari requisiti in capo al soggetto cessionario del credito e subentrante nella relativa garanzia.
Anche l’atto di cessione del credito derivante da un finanziamento soggetto ad imposta sostitutiva, e di trasferimento della relativa garanzia ipotecaria, da una Banca a favore di una società può beneficiare dell’effetto sostitutivo previsto dall’articolo 15.
Si ritiene, dunque, applicabile il regime tributario previsto dagli articoli 15 e seguenti del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 601 anche nel caso in cui il cessionario è un soggetto diverso da una azienda o istituto di credito.