Poste Italiane S.p.a: approvato il nuovo CCNL

Sciolta la riserva sul nuovo CCNL 2021-2023 per i dipendenti dele Poste Italiane

Significativi i risultati ottenuti sulla parte economica. Definitivo un emolumento di 1700 euro, da liquidare in un’unica soluzione con le competenze del prossimo mese di luglio. La cifra verrà così ripartita:
– 900 euro a titolo di vacanza contrattuale relativa all’anno 2020;
– 800 euro quale anticipazione sui miglioramenti contrattuali relativi dell’anno 2021.
Pattuito altresì un incremento mensile di 110 euro, di cui 90 euro riversati sui minimi tabellari e 20 euro sui ticket restaurant.

Arretrati Anno 2020
Le somme sopra indicate verranno corrisposte, a titolo di vacanza contrattuale per l’anno 2020, esclusivamente al personale con contratto a tempo indeterminato in servizio alla data di sottoscrizione del presente CCNL. Tali somme saranno corrisposte nella misura di 1/12 per ogni mese di servizio o frazione di esso superiore a 15 giorni, prestato nel suddetto periodo. Null’altro è dovuto a titolo di vacanza contrattuale. L’erogazione delle suddette somme avverrà con le competenze del mese di luglio

Livelli professionali

Anno di riferimento 2020

A1 1.193,38
A2 1.083,46
B 957,31
C 900,00
D 869,06
E 796,69
F 734,75

Anticipo  futuri aumenti contrattuali
Le somme verranno corrisposte  verranno corrisposte a titolo di futuri aumenti contrattuali e saranno corrisposti esclusivamente al personale assunto a tempo indeterminato in servizio al 23/6/2021.  L’erogazione delle suddette somme verrà erogata con le competenze del mese di luglio 2021

Livelli professionali

Anno di riferimento 2021

A1 1.060,78
A2 963,08
B 850,94
C 800,00
D 772,50
E 708,17
F 653,11

AUMENTI MENSILI DEI MINIMI TABELLARI

Livelli professionali

01/07/2022

01/07/2023

Al 63,64 55,69
A2 57,77 51,49
B 51,05 46.68
C 48,00 42,00
D 46,34 40,56
E 42,48 37,18
F 39,18 34,29

Da Luglio 2022 rivalutazione ticket di 10 euro mensili pari a 0,50 centesimi al giorno Da Luglio 2023 rivalutazione ticket di 10 euro mensili pari a 0,50 centesimi al giorno.
Si è mantenuto intatto l’intero impianto normativo, implementandolo di ulteriori avanzamenti, oltre a respingere i tentativi di arretramento su istituti fondamentali, si è riusciti ad apportare integrazioni importanti in tema di: rapporto di lavoro Part Time, considerato il ricorso sempre più frequente a tale modalità.
In materia di Contratti a Tempo Determinato, valutate adeguatamente gli ingenti flussi di giovani che accedono ogni anno a tale formula assunzionale. Sancito inoltre il principio della buona occupazione, a sostegno delle politiche di stabilizzazione del lavoro precario.
Sono stati recepiti gli accordi aziendali sul Lavoro Agile, consapevoli degli oramai indubbi vantaggi ad esso correlati, focalizzando linee di sviluppo anche in prospettiva dell’uscita dalla crisi pandemica e alla conseguente cessazione della decretazione d’urgenza del Governo.
Novità importanti sono state introdotte in tema di ferie (fruizione frazionata delle stesse), di trasferimenti (riduzione delle distanze per i trasferimenti involontari), di festivi (migliorata la parte economica connessa alla doppia coincidenza).
Sono stati mantenuti inalterati i trattamenti previsti in caso di malattia, nonostante i ripetuti tentativi di revisione in peius del comporto e di introduzione dell’istituto della carenza (non remunerazione dei primi tre giorni di malattia di ogni singolo evento). Incrementato il novero delle gravi patologie, in riferimento alle quali l’attuale normativa rafforza l’impianto delle tutele.

INPS: chiarimenti sulla gestione delle domande di emersione

Si forniscono chiarimenti sulla gestione delle domande di emersione per i lavoratori domestici.

Con disposto dal il Ministero dell’Interno e il Ministero del Lavoro hanno disposto che in caso di “dichiarazione di sussistenza del rapporto di lavoro, in tutte le ipotesi previste dal comma 3 del decreto legge 34/2020, convertito nella legge 17 luglio 2020, n. 77, il sistema informatico del Ministero dell’Interno che riceve l’istanza provvede anche alla trasmissione della comunicazione obbligatoria di assunzione se il codice fiscale del lavoratore è già indicato nella stessa. Nel caso in cui il lavoratore sia privo di un codice fiscale, il Ministero dell’Interno trasmette un elenco massivo dei suddetti lavoratori all’Agenzia delle Entrate che provvede ad attribuire il codice fiscale e restituire il predetto elenco al fine di inserire il dato nell’istanza; a questo punto viene generata la comunicazione obbligatoria con la data di assunzione indicata nell’istanza. Il datore di lavoro potrà, comunque, consultare la comunicazione obbligatoria di assunzione, accedendo alla propria home page del sito internet attraverso il quale è stata inviata l’istanza di regolarizzazione”.
Pertanto, in tutti i casi in cui la comunicazione obbligatoria di assunzione a seguito di domanda di emersione per sussistenza non risulti pervenuta il datore di lavoro in prima istanza dovrebbe contattare lo Sportello Unico dell’Immigrazione per sollecitare l’invio della stessa o informarsi sulle motivazioni che non ne hanno permesso l’invio.
Questo caso, quindi, si presenta quando, per un datore di lavoro, che ha inoltrato una domanda di emersione allo Sportello Unico dell’Immigrazione per dichiarare la sussistenza di un rapporto di lavoro irregolare, non è presente l’Unilav nell’archivio intranet delle “Comunicazioni Obbligatorie del Ministero del Lavoro”. Poiché la C.O. rappresenta il canale di comunicazione attraverso il quale l’Istituto viene a conoscenza della presenza di un’istanza d’emersione presentata allo Sportello Unico dell’Immigrazione, in assenza di questa il rapporto denunciato non risulta iscritto in via automatica negli archivi afferenti al lavoro domestico.
In considerazione del fatto che è già trascorso più di un anno dall’inizio del procedimento di emersione, al fine di permettere i pagamenti della contribuzione ordinaria dal giorno successivo alla data della domanda, potrebbe rendersi necessario per la sede inserire il rapporto di lavoro attraverso la procedura Intranet per la gestione del lavoro domestico.
A tale scopo la funzione di “Inserimento Domande” è stata implementata con la possibilità di indicare che si tratta di iscrizione per “EMERSIONE ART 103 DL 34 2020”, anche per i rapporti di lavoro iniziati in data antecedente il 1° giugno 2020; è richiesto di inserire obbligatoriamente l’identificativo della domanda rilasciato dallo Sportello Unico dell’Immigrazione e, come data di presentazione, dovrà essere indicata quella presente sulla ricevuta della domanda di emersione.

Vi sono casi in cui, pur essendo pervenuta la C.O. dall’Ufficio Immigrazione della Prefettura, non si è potuto procedere con la registrazione negli archivi del Lavoro Domestico per la mancanza della data di presentazione della domanda di emersione. Questa data, infatti, è indispensabile per permettere alle procedure di distinguere un rapporto di lavoro in sussistenza da uno in conclusione; quando detta data di presentazione è uguale o successiva alla data di inizio dell’attività si tratta di un rapporto in sussistenza ed è dovuto il pagamento della contribuzione forfettaria mensile dal mese di inizio al mese di presentazione della domanda di emersione.
La “data presentazione” viene comunicata periodicamente dal Ministero dell’Interno su un flusso dati dedicato; tuttavia, constatata la persistenza di domande d’emersione per le quali questa informazione risulta assente, e per venire incontro tempestivamente alle richieste dell’utenza, a breve sarà rilasciata una apposita funzione che permetterà di inserire la data di presentazione della domanda di emersione nei casi appena rappresentati con la conseguente creazione da flusso automatico del rapporto di lavoro d’emersione.
Con riferimento ai rapporti di lavoro in conclusione, il datore di lavoro, che al momento della domanda aveva dichiarato solo l’intenzione di assumere un lavoratore straniero già presente nel territorio italiano, deve presentare la C.O. di assunzione attraverso il servizio presente sul Portale dell’Istituto entro il giorno precedente l’effettivo inizio dell’attività lavorativa. Nel giorno in cui le parti sono convocate presso lo Sportello Unico dell’Immigrazione per la stipula del contratto di soggiorno, l’Ufficio Immigrazione della Prefettura invia una nuova C.O. che sarà gestita dai servizi informatici dell’Istituto, e il rapporto sarà modificato in automatico da provvisorio a definitivo.

Relativamente alla ricezione da parte dello Sportello Unico dell’Immigrazione dell’esito positivo della procedura d’emersione, si procederà centralmente alla trasformazione del rapporto di lavoro da provvisorio da “emersione art. 103 DL 34 del 2020” a rapporto di lavoro definitivo. Tale lavorazione sarà totalmente automatica nei casi in cui non siano presenti incongruenze nei dati. Per la gestione dei casi residuali sarà predisposta un’apposita procedura a disposizione della sede.
A fronte della ricezione da parte dello Sportello Unico dell’Immigrazione dell’esito negativo della procedura d’emersione verrà messa a disposizione della sede una apposita funzionalità che mostrerà il motivo dell’esito negativo e consentirà di attivare, a seconda del caso, una delle lavorazioni di seguito:
– se vi è stata attività lavorativa il rapporto di lavoro dovrà essere cessato alla data del provvedimento oppure all’ultimo sabato coperto da contribuzione.
– se non vi è stata attività lavorativa (per esempio nel caso di lavoro fittizio o di disconoscimento) si dovrà annullare l’eventuale contribuzione senza predisposizione di rimborso e successivamente si potrà respingere il rapporto di lavoro.
In caso di disconoscimento di una domanda di “emersione art. 103 D.L. 34/2020” da parte di un utente che ha ricevuto comunicazioni in merito alla stessa, dall’INPS o dallo Sportello Unico dell’Immigrazione, è necessario che il soggetto interessato presenti la denuncia per furto d’identità alle Autorità Giudiziarie, in quanto c’è stata appropriazione e utilizzo fraudolento dei suoi documenti d’identità, dei suoi dati personali e/o delle sue credenziali di accesso.

Rinnovato il CIPL Operai Agricoli di Novara e V.C.O.

Firmato il 12/7/2021, tra CONFAGRICOLTURA di Novara e VCO, FEDERAZIONE INTERPROVINCIALE COLDIRETTI di Novara e VCO, CONFEDERAZIONE ITALIANA AGRICOLTORI Novara Vercelli e VCO e FLAI-CGIL di Novara – VCO, FAI-CISL Piemonte Orientale, UILA-UIL territoriale di Novara, Vercelli, Biella e Verbania, il CIPL per gli operai agricoli e florovivaisti delle Province di Novara e VCO scaduto il 31/12/2019

Il nuovo accordo che decorre dall’1/1/2020 e scadrà il 31/12/2023, per la parte economica prevede quanto segue:

Salario
Il salario contrattuale provinciale in vigore al 31/12/2019 viene incrementato per tutto il personale in forza alla data di sottoscrizione del presente accordo, nella misura percentuale complessiva del 1,6% da corrispondersi in un’unica soluzione a decorrere dall’1/7/2021.
Agli Operai a tempo indeterminato – per tutte le aree e livelli – in forza alla data dell’1/7/2021 e già in forza nell’anno 2020, verrà corrisposto, quale “carenza contrattuale”, un elemento economico di compensazione forfettario “una tantum” di euro 50,00 da versarsi in due tranche: euro 25,00 con la paga di luglio 2021 ed euro 25,0 con la paga di gennaio 2022. Le stesse condizioni saranno applicate anche agli opera a tempo determinato già in forza alla data dell’1/7/2021, sempreché abbiano effettuato attività lavorativa per più di 151 giorni nell’anno 2020. Tale indennità verrà riproporzionata alle giornate effettivamente svolte nell’anno 2020 (es. 50/312 x n. giorni lavorati) e verrà erogata alla cessazione del rapporto di lavoro.

Tariffa di raccolta
Si conferma, in via sperimentale e sino al 31/12/2023, la figura degli addetti alle operazioni di raccolta nel settore vitivinicolo, orticolo e frutticolo, con retribuzione pari a euro 8,00 orarie comprensiva del terzo elemento.

Welfare contrattuale
Il datore di lavoro è tenuto obbligatoriamente a versare la contribuzione all’Ente Bilaterale Agricolo secondo le percentuali stabilite. Qualora lo stesso omettesse di versare la suddetta contribuzione, fermo restando l’obbligo di corrispondere al lavoratore prestazioni di infortunio e malattia equivalenti a quanto stabilito dalla contrattazione collettiva, deve erogare al lavoratore medesimo una quota aggiuntiva di retribuzione pari a euro 100,00 mensili per gli OTI ed euro 5,00 giornalieri per gli OTD.

Indennità
Ai dipendenti addetti all’attività di manutenzione del verde pubblico e privato, che svolgono attività lavorativa in cantieri siti dai 40 ai 100 km. dalla sede aziendale e per i quali è previsto il rientro in giornata, è riconosciuta un’indennità di trasferta pari a euro 8,00 giornalieri.

Trasferte: rimborso spese
Nel caso di trasferte, qualora non fosse possibile la presentazione del piè di lista, il rimborso forfetario è di Euro 13,00.

Apprendistato istruzione secondaria superiore nell’industria di Bolzano

Siglato il 6/7/2021, tra l’Assoimprenditori Alto Adige/Unternehmerverband Siidtirol e l’ASGB, la CGIL-AGB, la SGBCISL, la UIL-SGK, l’accordo provinciale per la disciplina dell’apprendistato per il conseguimento del diploma di istruzione secondaria superiore nel settore industria della provincia autonoma di Bolzano.

Possono essere assunti con contratto di apprendistato per il conseguimento del diploma di istruzione secondaria superiore in tutti settori di attività i soggetti che abbiano compiuto quindici anni e non abbiano ancora compiuto i 25 anni e che sono in possesso dei requisiti per poter frequentare il corso biennale per il conseguimento del diploma di istruzione secondaria come disciplinato dalla normativa provinciale; tali requisiti sono il conseguimento del diploma professionale o la conclusione del percorso di quattro anni di studio presso la scuola professionale e il superamento dell’apposito esame di ammissione.
La formazione degli apprendisti nei rispettivi ambiti di apprendimento (scuola e azienda) è disciplinata dagli ordinamenti formativi dei rispettivi mestieri.
Le Parti firmatarie riconoscono che i contenuti formativi del percorso finalizzato al conseguimento del diploma di maturità attraverso l’apprendistato costituisce un implicito e significativo arricchimento complessivo delle competenze generali e professionali del lavoratore.
Tenuto conto della legislazione speciale vigente in Provincia di Bolzano in materia di apprendistato, si stabilisce che qualora la durata del periodo di apprendistato fissato in 24 mesi, fermo restando l’eventuale periodo di prolungamento, venga a scadere nel corso dell’anno scolastico, il datore di lavoro, possa recedere dal contratto con un preavviso di 15 giorni oppure, in alternativa, confermare la qualifica professionale con la possibilità di concedere i permessi giornalieri non retribuiti per la frequenza della scuola professionale fino alla sessione di esame di fine apprendistato relativa all’anno scolastico in corso e per i giorni d’esame, secondo le modalità ed i termini fissati dal Regolamento di attuazione.

La retribuzione dell’apprendista è determinata per tutta la durata del contratto in percentuale sulla retribuzione globale lorda prevista dal rispettivo contratto collettivo nazionale di lavoro per l’operaio/impiegato qualificato, nella seguente misura:
– 85% nel caso di distribuzione dell’orario di lavoro settimanale su cinque giorni;
– 75% nel caso di distribuzione dell’orario di lavoro settimanale su sei giorni.
La retribuzione come sopra evidenziata è dovuta anche per le ore di frequenza scolastica a condizione che si svolgano durante il normale orario di lavoro.
Le Parti concordano che nell’ipotesi in cui l’apprendista aderente al fondo di previdenza complementare di categoria, ovvero, al Fondo Laborfonds aumenti la propria quota a favore di detto fondo ad una percentuale pari al 3% o a una percentuale superiore al 3% della retribuzione a tal fine prevista dal rispettivo CCNL, il datore di lavoro destinerà a tale fondo una quota pari al 3% della stessa retribuzione a decorrere dalla rispettiva comunicazione al datore di lavoro.

Il presente accordo decorre dalla data di sottoscrizione e avrà vigore fino al 31/12/2022.

Gestione commercianti, nessun obbligo di iscrizione del socio per la mera locazione di immobili

Ai fini della iscrizione nella Gestione commercianti, l’attività di mera riscossione dei canoni di un immobile affittato non costituisce di norma attività di impresa, indipendentemente dal fatto che ad esercitarla sia una società commerciale, salvo che si dia prova che costituisca attività commerciale di intermediazione immobiliare (Corte di Cassazione, ordinanza 15 luglio 2021, n. 20258)

Una Corte d’Appello territoriale, in riforma della sentenza del Tribunale di primo grado, aveva dichiarato non dovute le somme richieste dall’Inps con cartella esattoriale, a titolo di contributi e sanzioni per l’iscrizione d’ufficio alla Gestione commercianti di un socio accomandatario di società svolgente attività di locazione immobiliare.
A d avviso della Corte di merito, l’obbligo di iscrizione sorge solo ove il socio accomandatario svolga attività di natura commerciale, non essendo tale il mero godimento immobiliare ottenuto dalla locazione di immobili, né, come nella fattispecie, il comodato gratuito a coltivatore diretto.
Avverso tale sentenza ricorre l’Inps, lamentando come la sentenza impugnata avesse trascurato che la riscossione dei canoni di locazione immobili rientra nella gestione del patrimonio immobiliare e nell’attività di impresa.
Per la Suprema Corte il ricorso non merita accoglimento.
Secondo affermato principio di legittimità (ex multis, Corte di Cassazione, ordinanza n. 5052/2020), ai fini della iscrizione nella Gestione commercianti, l’attività di mera riscossione dei canoni di un immobile affittato non costituisce di norma attività di impresa, indipendentemente dal fatto che ad esercitarla sia una società commerciale (Corte di Cassazione, sentenza n. 3145/2013), salvo che si dia prova che costituisca attività commerciale di intermediazione immobiliare (Corte di Cassazione, ordinanza 24 maggio 2018, n. 12981).
Inoltre, l’eventuale impiego dello schema societario per attività di mero godimento, non può trovare una sanzione indiretta nel riconoscimento di un obbligo contributivo di cui difettino i presupposti.
In ogni caso, l’onere della prova grava sull’Ente che esige i contributi (Corte di Cassazione, sentenza n. 5210/2017) ed esso può dirsi assolto attraverso la prova di un effettivo svolgimento di una attività di lavoro prevalente ed abituale all’interno della società. Rispetto a tale condizione, la dichiarazione del contribuente nella compilazione della dichiarazione dei redditi può svolgere una funzione probatoria laddove la stessa offra gli elementi di fatto da cui sia desumibile la sussistenza effettiva dell’attività lavorativa, riguardando altrimenti la citata annotazione soltanto le pretese impositive che si fondino sui dati allegati dall’obbligato.
Infine, quanto ai requisiti congiunti di abitualità e di prevalenza dell’attività di socio di società, essi sono da riferire all’attività lavorativa espletata dal soggetto in seno all’impresa che costituisce l’oggetto della società, a prescindere dall’attività eventualmente esercitata in quanto amministratore, per la quale semmai ricorre l’obbligo dell’iscrizione alla Gestione separata (L. n. 335/1995), in modo che sia assicurato alla Gestione commercianti il socio di società che si dedica abitualmente e prevalentemente al lavoro in azienda, indipendentemente dal fatto che il suo apporto sia prevalente rispetto agli altri fattori produttivi (naturali, materiale e personali) dell’impresa (Corte di Cassazione, sentenza 17 luglio 2017, n. 17639).