Somministrazione di alimenti sui traghetti pubblici: chiarimenti

Forniti chiarimenti sulla nuova procedura di avvio dell’attività di somministrazione di alimenti e bevande effettuata su più traghetti che svolgono servizio pubblico e sulla competenza alla ricezione della relativa modulistica (Ministero Sviluppo Economico – risoluzione n. 494078/2017).

Relativamente alla competenza di ricezione della relativa modulistica di avvio attività, già in passato è stato chiarito che:
– nel caso di somministrazione di alimenti e bevande sui mezzi di trasporto pubblico, il titolo legittimante all’esercizio è competenza del Sindaco del Comune nel quale l’impresa che esercita l’attività di somministrazione ha sede legale, ovvero, ove trattasi di persona fisica, ove questi ha la residenza;
– il predetto titolo legittimante ha validità su tutto il territorio nazionale, dovendosi escludere, per l’oggettiva impraticabilità in termini di logica e di costi, un coinvolgimento di diversi Comuni;
– nel caso in cui la somministrazione di alimenti e bevande sia effettuata quale prestazione non compresa nel trasporto, direttamente dal vettore, il rilascio del titolo deve essere richiesto dalla compagnia di trasporto marittimo, mentre, nel caso in cui sia appaltata ad altro soggetto appositamente incaricato dalle compagnie di trasporto marittimo, è quest’ultimo a dover risultare legittimato all’esercizio.

Per ciò che rileva invece per l’avvio dell’attività, a seguito dell’entrata in vigore dei modelli unici standardizzati e alla luce delle vigenti norme generali in materia di igiene dei prodotti alimentari destinate agli operatori del settore alimentare, per ciascun mezzo di trasporto utilizzato, deve essere presentata una SCIA UNICA corredata della relativa notifica di registrazione sanitaria, stante la necessità, di far pervenire all’opportuna autorità sanitaria competente informazioni aggiornate perché la stessa possa effettuare in modo efficace i controlli ufficiali di propria competenza ed impartire all’occorrenza le necessarie prescrizioni con riferimento ad ogni singola unità motonave posta sotto il controllo dell’operatore del settore alimentare che esegue una qualsiasi delle fasi di produzione, trasformazione e distribuzione di alimenti.

Agenzie di stampa: Rinnovo del CCNL – Efficacia sospesa

Sottoscritta, il 19/2/2018, tra Fieg-Asig e Slc-Cgil, Fistel-Cisl e Uilcom-Uil l’ipotesi di accordo per il rinnovo del CCNL per i dipendenti di aziende editrici e stampatrici di giornali quotidiani e agenzie di stampa. La sua efficacia è sospesa nell’attesa dell’approvazione definitiva

La presente ipotesi di accordo non modificabile, avrà efficacia a seguito delle verifiche associative interne delle parti firmatarie da espletare entro 30 giorni dalla data della stipula. Essa decorre dall’1/4/2018 e scadrà il 31/12/2019.

Prime informazioni sulla parte economica
I valori dei minimi tabellari saranno incrementati prendendo a riferimento il VII livello professionale e applicando la scala parametrale.
Pertanto i nuovi valori dei minimi tabellari sono i seguenti:

Livelli

Parametro

Aumenti da aprile 2018

Minimi da aprile 2018

Aumenti da aprile 2019

Minimi da aprile 2019

10 300 59,21 1.826,72 26,32 1.853,04
9 272 53,68 1.656,22 23,66 1.680,08
8 248 48,95 1.656,22 21,75 1.531,84
7 228 45,00 1.510,09 20,00 1.408,31
6 208 41,05 1.388,31 18,25 1.284,77
5 185 36,51 1.266,52 16,23 1.142,70
4 164 32,37 1.126,47 14,39 1.013,00
3 145 28,62 998,61 12,72 895,64
2 128 25,26 882,92 11,23 790,63
1 100 19,74 779,40 8,77 617,68

Indennità integrativa temporanea
In relazione alla durata ridotta di vigenza del presente rinnovo contrattuale, le Parti convengono di introdurre una Indennità integrativa temporanea con scadenza al 31 dicembre 2019.
La presente indennità integrativa temporanea, salvo diverso accordo fra le Parti, non sarà prorogata neanche in caso di proroga dell’accordo stesso.
L’indennità integrativa temporanea sarà corrisposta per le sole mensilità di novembre e dicembre 2019 nelle seguenti misure mensili:

Livelli

Parametri

Indennità integrativa temporanea

10 300 32,89
9 272 29,82
8 248 27,19
7 228 25,00
6 208 22,81
5 185 20,29
4 164 17,98
3 145 15,90
2 128 14,04
1 100 10,96

Tale indennità, limitatamente al periodo di erogazione, costituisce base di calcolo per la tredicesima mensilità e per le maggiorazioni orarie legate ai turni di lavoro, al lavoro festivo e alle flessibilità contrattuali (flessibilità programmata e banca ore), mentre non costituisce base di calcolo per le maggiorazioni relative al lavoro straordinario.

Assistenza sanitaria integrativa
Le aziende provvederanno ad assicurare tutti i lavoratori a tempo indeterminato disciplinati dal presente CCNL alla forma di assistenza sanitaria integrativa che sarà individuata e che opererà dall’entrata in vigore del CCNL.
Il contributo complessivo per ciascun lavoratore sarà pari a 120 € annui e sarà interamente a carico delle aziende.
In caso di esistenza di pregressa forma di assistenza sanitaria integrativa stipulata a livello aziendale, la stessa proseguirà sino a sua scadenza per poi confluire in quella di settore, nei tempi utili per garantire continuità di prestazione.
In tal caso, nelle more della confluenza nella assistenza sanitaria di settore, l’importo di cui al secondo comma potrà essere finalizzato a forme integrative m assistenza sanitaria o ad altre forme di welfare aziendale.

Deposito fiscale, in arrivo il codice tributo per il versamento

Istituito il codice tributo “6044” con il quale sarà possibile pagare, tramite il modello “F24  Versamenti  con elementi con identificativi” (F24 Elide), l’imposta sul valore aggiunto dovuta per l’immissione in consumo dal deposito fiscale dei carburanti. (Agenzia delle Entrate – Risoluzione n. 18/E del 20 febbraio 2018).

Con la pubblicazione del decreto ministeriale del MEF del 13 febbraio 2018 è stata data attuazione alle norme introdotte dalla Legge di bilancio 2018 (art. 1, commi da 937 a 941) per contrastare le frodi fiscali nel settore degli olii minerali. Il decreto, oltre ad aver previsto alcune condizioni soggettive di esclusione dal pagamento dell’Iva, connesse essenzialmente a criteri di affidabilità degli operatori, ha stabilito che, in taluni casi, l’estrazione dal deposito può essere effettuata senza il versamento dell’imposta presentando un’idonea garanzia in favore dell’Agenzia delle Entrate.
Per consentire l’applicazione delle nuove regole previste dalla Legge di bilancio 2018, con la risoluzione in oggetto, è stato istituito l’apposito codice tributo “6044”, da indicare nel modello F24 ELIDE, unitamente al codice fiscale del gestore del deposito e al relativo codice accisa. Il gestore del deposito, acquisita la ricevuta in originale del versamento, potrà successivamente verificare la correttezza dello stesso accedendo direttamente sul proprio cassetto fiscale dal sito www.agenziaentrate.gov.it..

Start-up: modificate le regole per la concessione delle agevolazioni

Modifiche ai criteri e alle modalità di concessione delle agevolazioni concernente il regime di aiuto finalizzato a sostenere la nascita e lo sviluppo, su tutto il territorio nazionale, di start-up innovative (Ministero dello Sviluppo Economico – Circolare 14 febbraio 2018, n. 102159).

Tra le novità per gli incentivi a sostegno delle start-up innovative, si evidenzia che:
– possono accedere alle agevolazioni anche le società costituite da non più di 60 mesi (precedentemente il limite era 48 mesi);
– possono ottenere le agevolazioni Smart&Start Italia anche le imprese straniere che si impegnano a istituire almeno una sede operativa sul territorio italiano;
– sono ammissibili al finanziamento gli investimenti per marketing e web marketing;
– oltre ai brevetti e alle licenze, sono finanziabili anche i marchi;
– è introdotta un’ulteriore modalità di erogazione su presentazione di fatture non quietanzate, in aggiunta alle fatture d’acquisto e alle quietanze di pagamento sottoscritte dai fornitori relative ai pagamenti ricevuti.

INL: chiarimenti sull’installazione e utilizzazione impianti audiovisivi

I sistemi di videosorveglianza di più recente introduzione si basano su tecnologie digitali adatte all’elaborazione su PC e trasmissione su rete dati. Tuttavia, l’accesso da postazione remota alle immagini in tempo reale deve essere autorizzato solo in casi eccezionali debitamente motivati. Questa una delle indicazioni operative fornite, in materia di videosorveglianza, dall’Ispettorato nazionale del lavoro.

L’art. 4 dello Statuto dei lavoratori, come modificato dall’art. 25, co. 1, del D.Lgs. n. 151/2015 e, da ultimo, dall’art. 5, co. 2, del D.Lgs. n. 185/2016, dispone che gli impianti audiovisivi e gli altri strumenti dai quali derivi anche la possibilità di controllo a distanza dell’attività dei lavoratori possono essere impiegati esclusivamente per esigenze organizzative e produttive, per la sicurezza del lavoro e per la tutela del patrimonio aziendale e possono essere installati previo accordo collettivo stipulato dalla rappresentanza sindacale unitaria o dalle rappresentanze sindacali aziendali. In alternativa, nel caso di imprese con unità produttive ubicate in diverse province della stessa regione ovvero in più regioni, tale accordo può essere stipulato dalle associazioni sindacali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale. In mancanza di accordo, gli impianti e gli strumenti di cui al primo periodo possono essere installati previa autorizzazione della sede territoriale dell’Ispettorato nazionale del lavoro o, in alternativa, nel caso di imprese con unità produttive dislocate negli ambiti di competenza di più sedi territoriali, della sede centrale dell’Ispettorato nazionale del lavoro. Detto divieto non si applica agli strumenti utilizzati dal lavoratore per rendere la prestazione lavorativa e agli strumenti di registrazione degli accessi e delle presenze.

Istruttoria delle istanze presentate
Una prima questione riguarda le modalità secondo cui effettuare l’istruttoria in ordine alle istanze presentate per il rilascio del provvedimento e, in particolare, la valutazione dei presupposti legittimanti il controllo a distanza dei lavoratori.
L’istruttoria in questione non coinvolge normalmente aspetti tecnici particolari che debbano essere valutati da personale con la qualifica di “ispettore tecnico” e, pertanto, tale attività va demandata al personale ispettivo ordinario o amministrativo e, solo in casi assolutamente eccezionali, anche al personale ispettivo tecnico.
Il provvedimento autorizzativo viene rilasciato sulla base delle specifiche ragioni dichiarate dall’istante in sede di richiesta. L’attività di controllo, pertanto, è legittima se strettamente funzionale alla tutela dell’interesse dichiarato, interesse che non può essere modificato nel corso del tempo nemmeno se vengano invocate le altre ragioni legittimanti il controllo stesso ma non dichiarate nell’istanza di autorizzazione.

Tutela del patrimonio aziendale
Fra le ragioni giustificatrici del controllo a distanza dei lavoratori, la novità più recente introdotta dal Legislatore è rappresentata dalla tutela del patrimonio aziendale che in precedenza veniva considerato come unico criterio legittimante delle visite personali di controllo. Tuttavia l’ampiezza della nozione di “patrimonio aziendale” rischia di non fungere da “idoneo filtro” alla ammissibilità delle richieste di autorizzazione.
Si chiarisce, pertanto, che tale problematica non si pone per le richieste che riguardano dispositivi collegati ad impianti di antifurto, in quanto essi entrano in funzione soltanto quando in azienda non sono presenti lavoratori. Diversa invece è l’ipotesi in cui la richiesta di installazione riguardi dispositivi operanti in presenza del personale aziendale, in tali fattispecie, infatti, i principi di legittimità e determinatezza del fine perseguito, nonché della sua proporzionalità, correttezza e non eccedenza, impongono una gradualità nell’ampiezza e tipologia del monitoraggio, che rende assolutamente residuali i controlli più invasivi, legittimandoli solo a fronte della rilevazione di specifiche anomalie e comunque all’esito dell’esperimento di misure preventive meno limitative dei diritti dei lavoratori.
Telecamere
I sistemi di videosorveglianza di più recente introduzione si basano su tecnologie digitali adatte all’elaborazione su PC e trasmissione su rete dati (tipo internet). Tuttavia, l’accesso da postazione remota alle immagini in tempo reale deve essere autorizzato solo in casi eccezionali debitamente motivati.
L’accesso alle immagini registrate, sia da remoto che “in loco”, deve essere necessariamente tracciato anche tramite apposite funzionalità che consentano la conservazione dei “log di accesso” per un congruo periodo, non inferiore a sei mesi; pertanto non va più posta più come condizione, nell’ambito del provvedimento autorizzativo, l’utilizzo del sistema della “doppia chiave fisica o logica”.
Quanto invece al “perimetro” spaziale di applicazione della disciplina in esame, l’orientamento giurisprudenziale tende ad identificare come luoghi soggetti alla normativa in questione anche quelli esterni dove venga svolta attività lavorativa in modo saltuario o occasionale (ad es. zone di carico e scarico merci). Sarebbero invece da escludere dall’applicazione della norma quelle zone esterne estranee alle pertinenze della ditta, come ad es. il suolo pubblico, anche se antistante alle zone di ingresso all’azienda, nelle quali non è prestata attività lavorativa.

Dati biometrici
Secondo quanto evidenziato dal Garante della privacy, “l’adozione di sistemi biometrici basati sull’elaborazione dell’impronta digitale o della topografia della mano può essere consentita per limitare l’accesso ad aree e locali ritenuti “sensibili” in cui è necessario assicurare elevati e specifici livelli di sicurezza oppure per consentire l’utilizzo di apparati e macchinari pericolosi ai soli soggetti qualificati e specificamente addetti alle attività”. Ne consegue che il riconoscimento biometrico, installato sulle macchine con lo scopo di impedire l’utilizzo della macchina a soggetti non autorizzati, necessario per avviare il funzionamento della stessa, può essere considerato uno strumento indispensabile a “…rendere la prestazione lavorativa…” e pertanto si possa prescindere sia dall’accordo con le rappresentanze sindacali sia dal procedimento amministrativo di carattere autorizzativo previsto dalla legge.