Deducibilità delle somme restituite al soggetto erogatore

Ai fini della deducibilità fiscale, la restituzione delle somme al soggetto erogatore deve essere fatta al lordo delle ritenute operate dallo stesso al momento del pagamento. Se è in essere il rapporto di lavoro dipendente, il datore di lavoro deve calcolare il reddito imponibile al netto delle somme restituite. Se invece il rapporto di lavoro è cessato, la restituzione deve essere attestata con apposita dichiarazione (Agenzia delle Entrate – Risposta a interpello n. 206 del 2019)

Qualora nell’ambito di una controversia di lavoro il dipendente percepisca somme assoggettate a tassazione con ritenute alla fonte, secondo il principio di cassa, e poi con successiva sentenza sia disposta la restituzione al soggetto erogatore perché non dovute, è riconosciuta al dipendente la possibilità di dedurre le somme restituite dal reddito complessivo dell’anno di restituzione, al fine di recuperare le imposte pagate al momento dell’erogazione.
Più precisamente, l’ammontare delle somme restituite al soggetto erogatore in un periodo d’imposta diverso da quello in cui sono state assoggettate a tassazione, anche separata, può essere portato in deduzione dal reddito complessivo nell’anno di restituzione o, se in tutto o in parte non dedotto nel periodo d’imposta di restituzione, nei periodi d’imposta successivi; in alternativa, è possibile chiedere il rimborso dell’imposta corrispondente all’importo non dedotto presentando istanza in carta libera agli uffici territoriali dell’Agenzia delle Entrate entro due anni dalla data di scadenza del termine di presentazione della dichiarazione dei redditi relativa al periodo di imposta nel quale sono state restituite le somme. L’importo da rimborsare è determinato applicando all’intero ammontare delle somme non dedotte l’aliquota corrispondente al primo scaglione di reddito.
Presupposto per la deducibilità è:
– che le somme restituite siano state assoggettate a tassazione;
– che le somme assoggettate a tassazione siano state restituite interamente.
In proposito, l’Agenzia delle Entrate ha precisato che il dipendente deve restituire al soggetto erogatore la somma statuita dal giudice al lordo delle ritenute IRPEF operate in sede di erogazione.
A fronte della restituzione delle somme, qualora il rapporto di lavoro sia ancora in essere, il datore di lavoro (soggetto erogatore) riconosce l’onere deducibile fino alla capienza del reddito di lavoro dipendente, il cui imponibile sarà, pertanto, calcolato al netto della somma restituita dal lavoratore.
Nel caso contrario in cui il rapporto di lavoro fosse cessato, al fine di consentire al dipendente di avvalersi in sede di dichiarazione dell’onere deducibile, il soggetto erogatore deve rilasciare apposita dichiarazione attestante la percezione dell’importo stabilito dal giudice, al lordo delle ritenute IRPEF operate in sede di erogazione delle somme.

Datori di lavoro agricoli, le regole semplificate di compilazione della DA

L’Inps, con messaggio n. 2384 del 26 giugno 2019, fornisce indicazioni in merito alle semplificazioni relative alla compilazione della Denuncia Aziendale da parte dei datori di lavoro agricoli.

Come noto, di recente, il Legislatore è intervenuto in materia di semplificazioni per imprese e lavoro, prevedendo che alcuni dei dati della denuncia aziendale, alla cui presentazione sono tenuti i datori di lavoro agricolo, ai fini dell’accertamento dei contributi previdenziali dovuti per gli operai agricoli occupati, possono essere acquisiti d’ufficio dall’Inps, dal fascicolo aziendale AGEA, istituito nell’ambito dell’anagrafe delle aziende agricole, gestito dal Sistema informativo agricolo nazionale (SIAN). I dati in questione riguardano:
– ubicazione, denominazione ed estensione dei terreni distintamente per titolo del possesso e per singole colture praticate;
– indicazione della ditta intestata in catasto e delle partite, fogli e particelle catastali dei terreni condotti;
– numero dei capi di bestiame allevati, distintamente per specie, e modalità di allevamento.
Si tratta, in concreto, dei dati contenuti nei quadri “F” e “G” della Denuncia Aziendale (DA). Pertanto, a decorrere dalla data di entrata in vigore della norma di semplificazione, i datori di lavoro agricolo non sono più obbligati alla compilazione dei citati quadri, mentre resta immutato l’obbligo di compilazione di tutti gli altri quadri del modello. In particolare, per i datori di lavoro che assumono operai a tempo determinato, permane l’obbligo dell’indicazione, presente nel quadro “E”, del presunto fabbisogno di manodopera (art. 01, co. 8, D.L. 10 gennaio 2006, n. 2, conv. in L. 11 marzo 2006, n. 81; Inps, circolare n. 88 del 11 luglio 2006). In sostanza, ai fini dell’istruttoria e validazione della DA per il corretto inquadramento nel settore della contribuzione agricola unificata, fanno fede, a tutti gli effetti, i dati acquisiti d’ufficio dal fascicolo AGEA, a prescindere dalla circostanza che gli stessi siano anche dichiarati nella DA. Fa eccezione l’ipotesi in cui le imprese non abbiano costituito o aggiornato il fascicolo aziendale AGEA, per cui permane l’obbligo della compilazione dei quadri “F” e “G” della DA.
Al riguardo, nel quadro “E” il campo “Tipologia Dichiarazione dei terreni/allevamenti (ex campo “Senza terra”) può assumere i valori:
– “S” = senza terra;
– “N” = da quadri F/G (l’azienda ha terreni/allevamenti che vengono dichiarati direttamente nella DA);
– “A” = da AGEA (l’azienda ha terreni/allevamenti che non vengono dichiarati nella DA e che l’INPS acquisisce d’ufficio dal fascicolo AGEA).
Nel caso in cui venga selezionata l’opzione “A” è possibile inviare la DA senza aver compilato i quadri “F” e “G”, tuttavia nel caso in cui l’azienda già iscritta aggiorni i fascicoli AGEA nel Sistema informativo agricolo nazionale (SIAN) con variazioni dei dati relativi ai terreni e agli allevamenti, deve necessariamente variare il fabbisogno nella DA. I dati che possono essere prelevati d’ufficio sono indispensabili per l’istruttoria e la validazione della DA ai fini del corretto inquadramento previdenziale, nonché per la verifica del fabbisogno dichiarato, da parte degli operatori di Sede. Qualora gli operatori di Sede, accedendo al portale SIAN, non riscontrino l’esistenza di un fascicolo istituito, procedono nell’istruttoria richiedendo all’azienda la compilazione dei dati nei quadri “F” e “G” della DA.

Nuova contribuzione al Fondo Foncer

A decorrere dall’1/7/2019 si avrà un incremento dell’aliquota di contribuzione destinata al Fondo Foncer, a carico del datore di lavoro, per le sole aziende operanti nel settore di ceramica sanitaria, di porcellane e ceramiche ornamentale, stoviglierie, ceramica tecnica e tubi in gres.

Con circolare n. 1/2019 il Fondo Foncer ha comunicato che a decorrere dall’1/7/2019, sulla base del CCNL vigente, per le sole aziende operanti nel settore di ceramica sanitaria, di porcellane e ceramiche ornamentale, stoviglierie, ceramica tecnica e tubi in gres, l’aliquota di contribuzione destinata al fondo di previdenza complementare a carico del datore di lavoro si incrementerà di un’ulteriore quota di contribuzione pari allo 0,10% della retribuzione utile al calcolo del TFR.
Pertanto, a partire dall’1/7/2019, le aziende operanti nel settore operanti nel settore di ceramica sanitaria, di porcellane e ceramiche ornamentale, stoviglierie, ceramica tecnica e tubi in gres verseranno un contributo datoriale corrispondente all’1,80% della retribuzione utile al calcolo del TFR; rimane invariato il contributo dello 0,20% per il pagamento del premio per le prestazioni accessorie che, in caso di morte, di invalidità permanente o di altre condizioni che non consentano la prosecuzione del rapporto di lavoro o la non autosufficienza, permettano al lavoratore o ai suoi eredi di avere delle prestazioni aggiuntive su base assicurativa.
Il versamento al fondo deve essere effettuato il 20/8/2019, data di pagamento riferita alla competenza del mese di luglio 2019.

Tirocini per giovani neet nella Regione Abruzzo

La Regione Abruzzo ha approvato, lo socrso 17 giugno, l’avviso pubblico per l’attuazione dei tirocini extracurriculari in ambito regionale.

I destinatari dei tirocini sono i giovani neet iscritti al programma Garanzia Giovani che abbiano compiuto 18 anni. In particolare, i giovani neet, dopo essersi registrati al Programma, devono aver sottoscritto il Patto di Attivazione presso un CPI e aver opzionato la Misura 5-A “Tirocinio extracurriculare in ambito regionale”; tale scelta può essere effettuata anche dopo la sottoscrizione del Patto di Attivazione, attraverso la sottoscrizione di un Addendum.
Possono accedere ai tirocini anche i giovani neet che fruiscono di forme di sostegno al reddito, in questo caso, l’Inps provvede al pagamento della sola quota eccedente l’importo del sostegno, a concorrenza dell’importo della quota mensile di indennità a carico del programma.
Non possono accedere ai benefici i giovani che abbiano già fruito di un tirocinio extracurriculare in ambito regionale a valere su Garanzia Giovani anche laddove abbiano concluso la loro esperienza dentro il programma, completata o interrotta, ed effettuato una nuova iscrizione. I giovani che abbiano fruito di misure diverse da quella in argomento e concluso la loro esperienza in Garanzia Giovani possono, avendone ancora i requisiti, procedere a nuova iscrizione per accedere ai benefici previsti a valere sull’avviso in questione.
I destinatari non possono essere avviati a tirocinio presso un Soggetto Ospitante con il quale abbiano avuto rapporti di lavoro, conclusi entro i 2 anni precedenti la richiesta di autorizzazione, per i quali risulti una COB o con il quale abbiano già svolto altro tirocinio.
I soggetti attuatori sono tutti i CPI della regione Abruzzo nonché gli OdF e le APL autorizzati alla erogazione della misura in commento, inseriti nel Catalogo degli Operatori della Nuova Garanzia Giovani per la regione Abruzzo.
Possono, invece, ospitare i tirocinanti i datori di lavoro privati che agiscono in qualità di Soggetti Ospitanti, in possesso di tutti i requisiti previsti dalle Linee Guida regionali per l’attuazione di tirocini extracurriculari nella regione Abruzzo. La sede presso la quale si svolge il tirocinio deve essere localizzata nella regione Abruzzo con le eccezioni previste dalla normativa regionale. Non possono essere soggetti ospitanti datori di lavoro pubblici o a partecipazione pubblica. Non sono ammissibili i datori di lavoro per i quali, nel corso di attuazione dei tirocini finanziati a valere su Garanzia Giovani, la Regione Abruzzo abbia riscontrato delle irregolarità con rilevanza penale.
I datori di lavoro che nell’ambito della precedente programmazione di Garanzia Giovani abbiano avviato un numero di tirocinanti superiore a 3 e non ne abbiano assunto nessuno (con contratto a tempo determinato di almeno 6 mesi o con contratto a tempo indeterminato) entro 120 giorni dal termine del tirocinio, non possono attivare più di 2 tirocini a valere sul programma, compatibilmente con i limiti numerici previsti.
Ad essere finanziati sono i tirocini extracurriculari in ambito regionale della durata di 6 mesi a favore di giovani neet iscritti al programma Garanzia Giovani. Nel caso di destinatari neet rientranti nelle categorie “persone svantaggiate”, e “disabili”, il tirocinio può avere una durata di 12 mesi.
I progetti formativi in parola devono prevedere un orario giornaliero fino a un massimo a 8 ore e un orario mensile variabile tra un minimo di 80 ore ed un massimo di 120 ore. La differenza deve essere dettata dal livello di complessità delle competenze da costruire.
Non sono attivabili tirocini in favore di giovani in possesso di qualifica o abilitati all’esercizio di professioni regolamentate (incluso le professioni per le quali il possesso del titolo di studio costituisca titolo abilitante al relativo esercizio) per le attività tipiche o riservate alla professione. I Soggetti attuatori sono tenuti ad accertare con il destinatario il possesso di eventuali qualifiche o abilitazioni.

Ai fini dell’attivazione di un tirocinio, il giovane neet può rivolgersi ad uno o più Soggetti attuatori autorizzati ad erogare la misura del programma Nuova Garanzia Giovani. Tali Soggetti devono verificare tra le proprie offerte la disponibilità di una posizione di tirocinio adatta al giovane ovvero a verificare la possibilità di individuarne una adeguata sul mercato, qualora il giovane neet non abbia già individuato autonomamente il Soggetto ospitante. Il destinatario è tenuto a consegnare al Soggetto attuatore copia del Patto di Attivazione e di eventuale Addendum, nonché copia della dichiarazione relativa al calcolo dell’indice di profiling.
Laddove la procedura di incrocio si perfeziona, il giovane sceglie sul sistema Borsa Lavoro Abruzzo il Soggetto attuatore che lo ha accompagnato nell’incrocio e che lo accompagnerà durante tutto il percorso; effettuata la scelta, è il medesimo Soggetto attuatore individuato dal giovane ad inoltrare la richiesta di autorizzazione per l’attivazione del tirocinio alla Regione Abruzzo, seguendo la procedura indicata negli Indirizzi Operativi. Il Soggetto attuatore, una volta scelto dal neet, al fine di attivare il tirocinio è tenuto a convocare il giovane per un colloquio conoscitivo per verificare la possibilità di effettuare un matching tra le sue caratteristiche e aspirazioni e le opportunità di tirocinio disponibili. E’ tenuto, inoltre, a verificare, sul sistema Borsa Lavoro, la corretta scelta del Soggetto attuatore da parte del neet.
Il Soggetto attuatore è tenuto a contattare il potenziale Soggetto ospitante e verificare la possibilità di chiudere l’incrocio; il Soggetto attuatore, nel momento in cui individua il Soggetto aspitante, deve verificare che risponda ai requisiti previsti dalla normativa regionale vigente.
I tirocini con durata prevista di 12 mesi possono essere avviati, al più tardi, entro il 1° maggio 2020, quelli con durata prevista di 6 mesi possono essere avviati, al più tardi, entro il 1° novembre 2020.

Premi di risultato detassati, periodo congruo e definizione degli obiettivi incrementali

La durata del “periodo congruo” è rimessa alla contrattazione di secondo livello e può essere indifferentemente annuale, infrannuale o ultrannuale dal momento che ciò che rileva è che il risultato conseguito dall’azienda in tale periodo sia misurabile e risulti migliore rispetto al risultato antecedente l’inizio del periodo stesso. (AGENZIA DELLE ENTRATE – Risposta 25 giugno 2019, n. 205).

La egge di Stabilità 2016, come modificata nel corso del tempo, prevede misure fiscali agevolative per le retribuzioni premiali, anche in collegamento con la partecipazione dei dipendenti all’organizzazione del lavoro, nonché per lo sviluppo del welfare aziendale.
Con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze del 25 marzo 2016 (di seguito decreto), pubblicato sul sito istituzionale del Ministero del lavoro in data 16 maggio 2016, di cui è stato dato avviso nella Gazzetta Ufficiale n. 112 del 14 maggio 2016, sono state disciplinate le modalità applicative delle predette disposizioni. Con circolari nn. 28/E del 15 giugno 2016 e 5/E del 29 marzo 2018, redatte d’intesa con il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, sono stati forniti chiarimenti in merito alla disciplina dell’agevolazione in argomento.
In particolare, con la previsione recata dall’articolo 1, comma 182, della l. n. 208 del 2015, come modificato dall’articolo 1, comma 160, lettera a), della l. n. 232 del 2016, è stata introdotta a regime una modalità di tassazione agevolata, consistente nell’applicazione di un’imposta sostitutiva dell’Irpef e delle relative addizionali del 10 per cento”, entro il limite complessivo di 3.000 euro lordi, ai premi di risultato di ammontare variabile, la cui corresponsione sia legata ad incrementi di produttività, redditività, qualità, efficienza e innovazione, misurabili e verificabili sulla base dei criteri definiti con il decreto di cui al comma 188″, ovvero il citato decreto emanato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, di concerto con il Ministero dell’Economia e delle finanze, in data 25 marzo 2016.
L’articolo 2, comma 1, del decreto definisce i premi di risultato come “somme di ammontare variabile la cui corresponsione sia legata ad incrementi di produttività, redditività, qualità, efficienza e innovazione”, individuando al successivo comma 2 – con una elencazione esemplificativa – alcuni criteri di misurazione degli indici incrementali ai quali devono essere commisurati i premi. Il successivo comma 187 dell’articolo 1 della legge di Stabilità 2016 subordina, inoltre, l’applicazione dell’agevolazione alla circostanza che l’erogazione delle somme avvenga “in esecuzione dei contratti aziendali o territoriali di cui all’articolo 51 del decreto legislativo 15 giugno 2015, n. 81”.
Al riguardo, il citato comma 2 dell’articolo 2 del decreto stabilisce, inoltre, che i contratti collettivi aziendali o territoriali “devono prevedere criteri di misurazione e verifica degli incrementi di produttività, redditività, qualità, efficienza e innovazione … rispetto ad un periodo congruo definito dall’accordo, il cui raggiungimento sia verificabile in modo obiettivo attraverso il riscontro di indicatori numerici o di altro genere appositamente individuati”. Quindi, solo al termine del periodo previsto dal contratto (cd. periodo congruo), ovvero di maturazione del premio, deve essere verificato un incremento di produttività, redditività ecc., costituente il presupposto per l’applicazione del regime agevolato.
La durata del “periodo congruo” è rimessa alla contrattazione di secondo livello e può essere indifferentemente annuale, infrannuale o ultrannuale dal momento che ciò che rileva è che il risultato conseguito dall’azienda in tale periodo sia misurabile e risulti migliore rispetto al risultato antecedente l’inizio del periodo stesso. Non è, pertanto, sufficiente che l’obiettivo prefissato dalla contrattazione di secondo livello sia raggiunto, dal momento che è, altresì, necessario che il risultato conseguito dall’azienda risulti incrementale rispetto al risultato antecedente l’inizio del periodo di maturazione del premio. Il requisito incrementale, rilevabile dal confronto tra il valore dell’obiettivo registrato all’inizio del periodo congruo e quello risultante al termine dello stesso, come detto, costituisce una caratteristica essenziale dell’agevolazione, così come prevista dalla legge di Stabilità 2016.