Mef, Banca d’Italia, Abi e Mcc: parte la Task Force

Per assicurare efficiente e rapido utilizzo delle misure a supporto della liquidità adottate dal Governo con il Decreto “Cura Italia”, il Ministero dell’Economia e delle Finanze, la Banca d’Italia, l’Associazione Bancaria Italiana e il Mediocredito Centrale (MCC) hanno costituito una Task Force (Comunicato 29 marzo 2020, n. 62).

Si rammenta che è stata adottata una moratoria fino al 30 settembre per i prestiti per le micro imprese, le Pmi, i professionisti e le ditte individuali, mentre l’operatività del Fondo di garanzia per le PMI, gestito da Mcc, è stata potenziata e ampliata, aumentandone le risorse e l’ambito di intervento e rendendo più veloci e semplici le procedure per l’ottenimento della garanzia.
La garanzia del Fondo è all’80% dell’importo (e al 90% in caso di riassicurazione di confidi) per tutti i prestiti fino a 1,5 milioni, ferma restando la possibilità di coprire all’80% anche i prestiti fino a 2,5 milioni quando siano rispettate alcune condizioni, fra cui l’imprenditoria femminile, per i prestiti nel Mezzogiorno e per i finanziamenti per investimenti, nonché per tutti i prestiti fino a 5 milioni che rientrino negli ambiti di attività coperti anche dalle sezioni speciali del Fondo stesso. È inoltre previsto l’avvio di una linea per la liquidità immediata (fino a 3.000 euro) per gli imprenditori persone fisiche (le cc.dd. partite IVA, anche se non iscritti al registro delle imprese) con accesso senza bisogno di alcuna valutazione da parte del Fondo, che si affianca alle garanzie all’80% già attive sul micro-credito e sui finanziamenti fino a 25.000 euro (cosiddetto importo ridotto).
La Task force opererà per mettere le banche e i soggetti interessati a conoscenza delle nuove procedure, e per agevolarne l’utilizzo. Proseguirà il lavoro di coordinamento e scambio di informazioni già positivamente avviato tra le parti in questi giorni, anche al fine di individuare le soluzioni più appropriate rispetto a eventuali problemi applicativi e facilitarne la divulgazione, contribuendo all’aggiornamento e all’alimentazione della sezione dedicata a ‘Domande e Risposte’ nel sito del Ministero dell’Economia e delle Finanze. La Task force coordinerà la raccolta e la diffusione dei dati sugli strumenti previsti dalla normativa.

Accordo Agenzia delle Entrate-Riscossione per emergenza Coronavirus

Firmato il giorno 30/3/2020, tra AGENZIA DELLE ENTRATE-RISCOSSIONE e FABI, FIRST-CISL, FISAC-CGIL e UILCA, l’accordo per gestire nel settore della Riscossione l’emergenza Covid-19

Le Parti firmatarie dell’accordo del 30/3/2020, partendo dalla consapevolezza della grave situazione che si è creata per il diffondersi del virus COVID-19 e dalla necessità del rispetto delle misure emesse dalle istituzioni a contenimento dell’emergenza, prendono atto che:
– il quantitativo di ferie e permessi banca delle ore non goduti relativi ad anni pregressi accumulato da lavoratori e lavoratrici dell’Ente registrava, al 29 febbraio 2020, il considerevole numero di 44.145 giornate di ferie e un quantitativo di banca delle ore equivalente a 20.544 giornate;
– la persistenza di tale residuo di arretrati non si concilia con l’esigenza di garantire la fruizione delle ferie di competenza 2020 che verosimilmente dovrà calarsi in un contesto nel quale, cessata l’emergenza, tutto il personale sarà chiamato ad un impegno significativo coerente con la ripresa delle attività di competenza dell’Ente;
– l’utilizzo di ferie e permessi residui rappresenta lo strumento da adottare per fronteggiare, in questa fase, la graduale riduzione dei carichi e delle attività lavorative e può costituire, inoltre, un’opportunità per le situazioni per le quali risulta particolarmente critico lo svolgimento della prestazione in lavoro agile.
Premesso che i DPCM emanati per l’emergenza, hanno raccomandato ai datori di lavoro pubblici e privati di promuovere la fruizione da parte dei lavoratori dipendenti dei periodi congedo ordinario e di ferie. le Parti, per gestire la fase emergenziale, così come delineata in particolare dal DL n.18/2020, confermano la volontà di ricorrere:
– prioritariamente al lavoro agile, come strumento lavorativo da adottare in via ordinaria per evitare la diffusione del contagio, anche migliorando l’efficacia delle modalità operative;
– al mantenimento di una limitata presenza fisica in azienda dedicata esclusivamente alle attività essenziali,non differibili nel tempo;
– alla fruizione entro la data del 30 aprile 2020 delle ferie e dei permessi banca ore maturati al 31 dicembre 2019, salvaguardando la dotazione dell’anno in corso.

Emergenza Covid-19: consentite le passeggiate sotto casa

Nell’ambito delle misure di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19 adottate sull’interno territorio nazionale, il Ministero dell’Interno ha fornito chiarimenti in merito a profili applicativi in tema di divieto di assembramento e di spostamenti di persone fisiche, ritenendo consentite le passeggiate e le camminate sotto casa (Ministero interno – circolare 31 marzo 2020, n. 15350).

Fermo restando il divieto di ogni forma di assembramento di persone in luoghi pubblici o aperti al pubblico, le restrizioni agli spostamenti sia intercomunali che infracomunali, nonché le prescrizioni che vanno dal rispetto della distanza interpersonale di un metro fino alle limitazioni riguardanti l’attività motoria, il Ministero dell’Interno ha chiarito che il suddetto divieto di assembramento non può ritenersi violato dalla presenza in spazi all’aperto di persone ospitate nella medesima struttura di accoglienza (ad esempio, case-famiglia).
In tali strutture, peraltro, chiunque acceda dall’esterno (operatori, fornitori, familiari, ecc.) è comunque tenuto al rispetto del divieto di assembramento, della distanza interpersonale di un metro e dall’utilizzo degli occorrenti presidi sanitari (mascherine e guanti).
Per quanto riguarda gli spostamenti di persone fisiche, è consentito, ad un solo genitore, camminare con i propri figli minori in quanto tale attività può essere ricondotta alle attività motorie all’aperto, purché in prossimità della propria abitazione. La stessa attività può essere svolta, inoltre, nell’ambito di spostamenti motivati da situazioni di necessità o per motivi di salute.
Inoltre, nel rammentare che resta non consentito svolgere attività ludica o ricreativa all’aperto ed accedere ai parchi, alle ville, alle aree gioco e ai giardini pubblici, il Ministero ha ulteriormente chiarito che l’attività motoria generalmente consentita non va intesa come equivalente all’attività sportiva (jogging), potendosi far ricomprendere nella prima il camminare in prossimità della propria abitazione.
Sono, altresì, consentiti spostamenti nei pressi della propria abitazione giustificati da esigenze di accompagnamento di anziani o inabili da parte di persone che ne curano l’assistenza, in ragione della riconducibilità dei medesimi spostamenti a motivazioni di necessità o di salute.

Emergenza Covid-19: attestazioni camerali delle imprese di sussistenza cause forza maggiore

Le imprese possono richiedere alle Camere di Commercio il rilascio delle dichiarazioni, in lingua inglese, che attestano la condizione di forza maggiore derivante dall’attuale fase di emergenza sanitaria per il Covid-19 (Ministero Sviluppo Economico – circolare 25 marzo 2020).

Su richiesta dell’impresa, quale documento a supporto del commercio internazionale, le Camere di commercio, nell’ambito dei poteri loro riconosciuti dalla legge, possono rilasciare dichiarazioni in lingua inglese sullo stato di emergenza in Italia conseguente all’emergenza epidemiologica da COVID-19 e sulle restrizioni imposte dalla legge per il contenimento dell’epidemia.

Con le predette dichiarazioni le Camere di commercio potranno attestare di aver ricevuto, dall’impresa richiedente il medesimo documento, una dichiarazione in cui, facendo riferimento alle restrizioni disposte dalle Autorità di governo e allo stato di emergenza in atto, l’impresa medesima afferma di non aver potuto assolvere nei tempi agli obblighi contrattuali precedentemente assunti per motivi imprevedibili e indipendenti dalla volontà e capacità aziendale.

Dematerializzazione ricette e piani terapeutici e nuove modalità per promemoria cartaceo

Pubblicato nella G.U. n. 86/2020, il decreto 25 marzo 2020 del Ministero dell’Economia e delle Finanze che estende la dematerializzazione delle ricette e dei piani terapeutici e indica le modalità alternative al promemoria cartaceo della ricetta elettronica.

Ai fini della dematerializzazione prescrizione farmaci con piano terapeutico AIFA il medico prescrittore, al momento della generazione della ricetta elettronica per la prescrizione di farmaci con piano terapeutico AIFA, invia al SAC, tenuto conto degli eventuali SAR, anche il numero del relativo piano terapeutico elettronico (PTE), fermo restando il controllo da parte del SAC sulle prescrizioni del medesimo farmaco già eventualmente effettuate al paziente stesso.
A tal fine, i Piani terapeutici (PT) AIFA sono sostituiti dai PTE generati dai medici o dai centri autorizzati alla compilazione dei PT, attraverso le funzionalità rese disponibili dal SAC.
L’AIFA rende disponibili, in modalità telematica, al SAC l’elenco aggiornato dei PT, unitamente alle regole di compilazione, ai fini dei relativi controlli.
Il medico autorizzato accede al SAC, anche tramite SAR, per la generazione del PTE, inviando al SAC i dati del medesimo PT, comprensivi del numero univoco a livello nazionale identificativo del piano terapeutico elettronico, nonché del codice fiscale dell’assistito titolare del piano terapeutico.
A fronte dell’esito positivo dell’invio telematico dei dati di cui sopra, il medico autorizzato rilascia all’assistito il promemoria cartaceo del PTE. Su richiesta dell’assistito, tale promemoria può essere trasmesso tramite i canali alternativi.
A fronte dell’esito negativo dell’invio telematico dei dati, il medico segnala tale anomalia al SAC e provvede alla compilazione del PT cartaceo, fermo restando l’obbligo dell’invio telematico al SAC dei relativi dati al fine di consentire la generazione della ricetta elettronica.
Il Ministero dell’economia e delle finanze rende disponibili alle ASL di competenza i dati in questione e all’AIFA, nonché al Ministero della salute e alle regioni e province autonome i medesimi dati con forme di pseudonimizzazione, secondo modalità da stabilirsi, previo parere del Garante per la protezione dei dati personali.
Ai fini della dematerializzazione della prescrizione dei farmaci distribuiti attraverso modalità diverse dal regime convenzionale e dematerializzazione prescrizione dei farmaci con ricetta medica limitativa, si applicano le medesime modalità della dematerializzazione della ricetta medica per le prescrizioni a carico del SSN e dei SASN.
Al momento della generazione della ricetta elettronica, il medico rilascia all’assistito il promemoria cartaceo, ovvero, lo rende disponibile in modalità alternativa.
Con decreto del Ministero dell’economia e delle finanze, di concerto con il Ministero della salute, previo parere del Garante per la protezione dei dati personali, sono stabilite le modalità di rilascio del promemoria attraverso i seguenti canali:
a) nel portale del SAC www.sistemats.it , anche tramite SAR;
b) nel FSE dell’assistito, solo a fronte del rilascio del consenso all’alimentazione del FSE;
c) tramite posta elettronica;
d) tramite SMS.
Il MEF, infine, dispone che fino al perdurare dello stato di emergenza epidemiologica da COVID-19, restano ferme le disposizioni definite dalle ordinanze della protezione civile, concernenti la ricetta dematerializzata.