Firmato accordo sulla formazione 4.0 dalla Confimi Ravenna

21 nov 2018 Siglato, tra la CONFIMI INDUSTRIA ROMAGNA e la CGIL Ravenna, la CISL Romagna, la UIL Ravenna, l’accordo territoriale della Provincia di Ravenna sulla Formazione Impresa 4.0.

Le Imprese associate a Confimi Industria Romagna, o che le abbiano conferito espresso mandato, aventi sede legale e/o operativa in provincia di Ravenna, prive di rappresentanza sindacale (RSU o RSA), potranno applicare il presente Accordo collettivo territoriale, conformemente a quanto di seguito pattuito, o, in alternativa, potranno sottoscrivere appositi accordi collettivi aziendali con le Organizzazioni di categoria di CGIL, CISL e UIL, avvalendosi dell’assistenza di Confimi.
Le Parti istituiscono una Commissione Territoriale composta da un rappresentante designato da ciascuna delle Parti firmatarie il presente Accordo.
La Commissione avrà sede presso Confimi Industria Romagna la quale svolgerà il ruolo di segreteria della stessa Commissione.
La Commissione Territoriale ha il compito di esaminare, valutare e sottoscrivere gli accordi proposti dall’impresa per il tramite di Confimi.
La segreteria, acquisita la proposta di Piano Formativo redatta dall’impresa sulla base del format allegato al presente Accordo, provvederà a inviarla ai componenti della Commissione tramite posta elettronica.
La Commissione Territoriale si impegna, entro 10 giorni dal ricevimento della richiesta, a valutare i contenuti del Piano Formativo e a sottoscrivere lo specifico verbale di Accordo. Successivamente alla sottoscrizione, l’Impresa dovrà depositare il verbale di Accordo presso il competente Ispettorato Territoriale del Lavoro, direttamente o per il tramite di Confimi Industria Romagna.
A conclusione del programma formativo, l’Impresa rilascerà a ciascun dipendente un attestato di partecipazione con l’indicazione delle competenze acquisite o consolidate. L’impresa, inoltre, trasmetterà alla segreteria della Commissione Territoriale la dichiarazione dell’avvenuto rilascio delle attestazioni.
La Commissione Territoriale ha il compito di monitorare, durante la vigenza del presente Accordo, l’attuazione delle attività formative pianificate.

La Commissione Territoriale provvederà altresì alla redazione, sulla base dei dati raccolti e aggregati, di una relazione finale sull’implementazione delle misure di formazione concordate.
Il presente Accordo Territoriale, che ha natura sperimentale, sarà valido sino alla data del 31/12/2018.

Soppresse 5 causali contributo del modello F24 – sezione INPS

A decorrere dal 26 novembre 2018, sono soppresse le causali contributo “MALA”, “ANFA”, “CIGA”, “MIDA” e “SANA” (Agenzia delle Entrate – Risoluzione 20 novembre 2018, n. 83/E).

Le causali contributo del modello F24 – sezione INPS in questione sono le seguenti:
– “MALA” denominata “Aziende agricole per OTI – importi anticipati per indennità di malattia a carico INPS”;
– “ANFA” denominata “Aziende agricole per OTI – importi anticipati per assegni al nucleo familiare a carico INPS”;
– “CIGA” denominata “Aziende agricole per OTI – importi anticipati per integrazione salariale a carico INPS”;
– “MIDA” denominata “Aziende agricole per OTI – importi anticipati per donazione midollo osseo a carico INPS”;
– “SANA” denominata “Aziende agricole per OTI – importi anticipati per donazione sangue a carico INPS”.

Escluso l’abuso per una scissione totale non proporzionale asimmetrica

Con la Risposta all’interpello n. 70/2018, l’Agenzia delle Entrate ha fornito parere favorevole all’ipotesi di una scissione totale non proporzionale asimmetrica di una società, in favore di tante società beneficiarie unipersonali appositamente costituite quanti sono i suoi soci, seguita dalle fusioni per incorporazione delle singole beneficiarie da parte delle rispettive società controllanti in regime di neutralità fiscale.

È stata sottoposta all’Agenzia delle Entrate istanza di interpello riguardante una scissione totale non proporzionale asimmetrica di una società (Gamma) in favore di tante società beneficiarie unipersonali appositamente costituite quanti sono i suoi soci, seguita dalle fusioni per incorporazione delle singole beneficiarie da parte delle rispettive società controllanti (già socie di Gamma). All’esito di tali operazioni emerge che a fronte dello scioglimento di Gamma, si realizza in sostanza la ripartizione “proporzionale” delle azioni Beta detenute dalla scissa tra i soci di quest’ultima, ai quali è trasferito anche il controllo su Beta, le cui modalità di esercizio restano immutate in virtù del patto parasociale stipulato tra la quasi totalità degli ex soci Gamma.
Rispondendo all’interpello l’Agenzia delle Entrate ha evidenziato che il medesimo assetto economico può essere direttamente conseguito attraverso un’unica operazione, rappresentata dalla scissione di Gamma direttamente a favore dei propri soci in regime di neutralità fiscale e con conseguente trasferimento pro-quota delle perdite fiscali ai rispettivi soci.
Tuttavia, a prescindere dalle ragioni economiche alla base della scelta operata, anche le operazioni effettuate (scissioni e fusioni) hanno usufruito del regime di neutralità fiscale e realizzato il trasferimento pro-quota delle perdite fiscali conseguite da Gamma a favore dei rispettivi soci, anche se per il tramite delle beneficiarie all’uopo costituite.
Di conseguenza, precisa l’Agenzia, la scissione totale a favore di tante beneficiarie unipersonali appositamente costituite quanti sono i soci della Gamma e la successiva incorporazione di queste da parte della società totalmente controllante, non comporta il conseguimento di alcun vantaggio fiscale che possa essere qualificato come indebito, dal momento che nell’ipotesi alternativa sopra prospettata si sarebbero ugualmente verificati effetti fiscalmente neutrali, al pari di quelli difatti verificatisi.
In tal caso, peraltro, resta ferma la valutazione in ordine alla eventuale sussistenza dei requisiti per ravvisare il commercio di cd. “bare fiscali”, che deve formare oggetto di differente interpello disapplicativo.

Passaggio al regime forfetario per i contribuenti minimi

Non essendo previsto alcun vincolo di permanenza nel regime di vantaggio per coloro che già lo applicavano prima del 31 dicembre 2014, si può scegliere – avendone i requisiti – di applicare per l’anno 2018 il regime forfetario. (AGENZIA DELLE ENTRATE – Risposta 20 novembre 2018, n. 72).

Nel documento in oggetto il contribuente istante ha avviato un’attività di consulenza amministrativa nel 2014 avvalendosi del “regime fiscale di vantaggio per l’imprenditoria giovanile e lavoratori in mobilità”, avendone, a suo avviso, i requisiti, chiede ora se possa aderire al regime forfetario.
Il “regime forfetario” di determinazione del reddito è modulato in ragione della tipologia di attività esercitata e dei ricavi o compensi realizzati. (legge 23 dicembre 2014, n. 190).
In particolare, al verificarsi dei presupposti disposti dalla norma, sul reddito determinato forfetariamente, tenendo conto del tipo di attività svolta, si applica un’imposta sostitutiva dell’imposta sui redditi e delle relative addizionali nella misura del 15 per cento – ridotta al 5 per cento per i primi 5 anni di attività.
Al fine di razionalizzare i regimi di favore disposti per i contribuenti di minore dimensione, è stata prevista l’abrogazione dei previgenti regimi (regime fiscale agevolato per le nuove iniziative imprenditoriali e di lavoro autonomo; regime fiscale di vantaggio per l’imprenditoria giovanile e lavoratori in mobilità; regime dei contribuenti minimi  ed il naturale passaggio al regime forfetario). Con riguardo al solo regime fiscale di vantaggio, tuttavia, è stato disposta una deroga, prevedendo che i soggetti che nel periodo di imposta in corso al 31 dicembre 2014 si avvalgono del regime fiscale di vantaggio possono continuare ad avvalersene per il periodo che residua al completamento del quinquennio agevolato e comunque fino al compimento del trentacinquesimo anno di età. Successivamente è stato poi prorogato per il periodo d’imposta 2015. Il regime di vantaggio è stato, quindi, definitivamente abrogato a partire dal 1° gennaio 2016.
I contribuenti che già applicavano il regime di vantaggio potevano continuare ad avvalersene fino alla naturale scadenza (compimento del quinquennio ovvero del trentacinquesimo anno di età) oppure transitare nel regime forfetario fruendo, altresì, dell’aliquota del 5 per cento per gli anni che residuavano alla fine del quinquennio, poiché “fino al 31 dicembre 2014, il regime fiscale di vantaggio, era il regime naturale dei contribuenti in possesso dei requisiti previsti dalla relativa disciplina, che potevano accedervi senza porre in essere particolari adempimenti preventivi”, coloro che sceglievano di rimanervi negli anni successivi non erano soggetti al vincolo di permanenza che normalmente ricorre in caso di opzione per un regime d’imposta diverso da quello naturale.
Il regime di vantaggio è, infatti, diventato opzionale e, quindi, vincolante per almeno un triennio, solo per coloro che hanno iniziato l’attività nel 2015 e hanno deciso di avvalersene.
Tutto ciò premesso, non essendo previsto alcun vincolo di permanenza nel regime di vantaggio per coloro che già lo applicavano prima del 31 dicembre 2014, l’istante può scegliere – avendone i requisiti – di applicare per l’anno 2018 il regime forfetario di cui alla legge n. 190 del 2014.
Peraltro, avendo avviato la propria attività nel 2014, l’istante può, altresì, usufruire dell’aliquota del 5 per cento per i periodi che residuano al compimento del quinquennio (ossia per il solo anno 2018).

Fino al 30 novembre per l’iscrizione dei familiari al Fondo Fasda

Fino al 30 novembre 2018 è possibile, per i familiari dei dipendenti dei Servizi Ambientali, aderire al Fondo Fasda

La scadenza per l’adesione alla polizza sanitaria del Fondo FASDA per i familiari è stata prorogata fino a venerdì 30 Novembre 2018. Per i familiari sarà possibile scegliere il Piano sanitario BASE oppure il Piano sanitario PLUS con coperture più ampie e innovative con prestazioni specifiche in base all’età dei figli.
La periodicità del versamento é, analogamente, trimestrale con le seguenti scadenze: 16 aprile, 16 luglio, 16 ottobre, 16 gennaio di ogni anno. Il versamento è posticipato, in quanto è riferito al trimestre contributivo immediatamente precedente.