“CU 2019”: online il modello definitivo

Approvato il modello dichiarativo di Certificazione Unica “CU 2019”, relativa all’anno 2018 (Agenzia delle Entrate – Provvedimento 15 gennaio 2019, n. 10664).

Si evidenziano le seguenti novità:
– nella sezione dati fiscali dati per la eventuale compilazione della dichiarazione dei redditi, nel punto 21 va indicato il totale delle ritenute d’acconto che il sostituito dovrà esporre nella dichiarazione dei redditi che eventualmente dovrà presentare, al netto delle detrazioni e del credito d’imposta eventualmente riconosciuto per le imposte pagate all’estero a titolo definitivo. Da quest’anno le ritenute indicate in questo punto devono essere esposte al netto del credito riconosciuto a fronte degli interessi dei premi assicurativi per la copertura del rischio di premorienza relativi all’anticipo finanziario a garanzia pensionistica (APE);
– nella sezione detrazioni e crediti, nei punti 379 e 380 bisogna riportare rispettivamente l’ammontare del credito d’imposta annuo APE usufruito che ha trovato capienza nell’ammontare dell’imposta lorda al netto delle detrazioni e del credito d’imposta per le imposte pagate all’estero eventualmente riconosciuto e l’ammontare del credito rimborsato dal sostituto in quanto eccedente l’imposta lorda;
– è stata inserita una nuova sezione “Classificazione di particolari tipologie reddituali” da compilare per dare distinta indicazione di particolari tipologie reddituali per le quali è previsto un inquadramento fiscale non sempre coincidente con quello previdenziale.

Accertamento ispettivo e verbalizzazioni: precisazioni

Al fine di semplificare le attività di accertamento ispettivo, si forniscono precisazioni sulle modalità di verbalizzazione.

In primo luogo, viene ribadito che, l’obbligo della verbalizzazione unica si applica alla sola materia sanzionatoria amministrativa, con esclusione delle contestazioni di omissioni o evasioni in materia previdenziale ed assicurativa. Pertanto,che ai fini del rispetto degli obblighi notificazione e contestazione, il termine di novanta giorni non decorre più da tanti singoli verbali o atti provvedimentali, ma la decorrenza dello stesso va individuata nel momento in cui si sono conclusi gli accertamenti nel loro complesso, compresi i tempi tecnici ragionevolmente utili e necessari per l’analisi, l’elaborazione e la verifica degli elementi formati e raccolti. Il dies a quo, quindi, coincide con il momento dell’acquisizione di tutti i dati e riferimenti di carattere oggettivo e soggettivo necessari per la definizione dell’accertamento inteso nella sua globalità; l’accertamento si realizza con il compimento di tutte le indagini necessarie al fine della piena conoscenza di esso e della congrua determinazione della pena pecuniaria.
Le diverse verbalizzazioni, in ogni caso, devono essere completamente coerenti nella ricostruzione dei fatti oggetto di accertamento, specie in relazione a quegli elementi che abbiano rilevanza sia ai fini della contestazione degli illeciti amministrativi, sia ai fini dei recuperi previdenziali/assicurativi. I differenti verbali, dunque, intervenuti anche secondo tempistiche diverse, non possano riportare risultanze tra loro contraddittorie.

La verbalizzazione separata delle risultanze ispettive consente di indicare con precisione gli strumenti di tutela attivabili da parte del destinatario del verbale in ragione della natura delle contestazioni mosse. Non è possibile ricorrere innanzi al Comitato per i rapporti di lavoro avverso entrambi i verbali (amministrativo e contributivo) che abbiano avuto ad oggetto l’accertamento dei medesimi rapporti di lavoro sotto il profilo della loro sussistenza e/o qualificazione, dal quale sia derivata l’applicazione di sanzioni amministrative e il correlato recupero contributivo. In tal caso, infatti, l’unico verbale che potrà essere impugnato innanzi al Comitato sarà quello notificato per primo; in tale verbale, è opportuno dare adeguata informazione circa l’impossibilità di ricorrere avverso il successivo verbale presso il Comitato.
Laddove il verbale contributivo venga notificato successivamente al verbale amministrativo, potrà recare il riferimento al ricorso al Comitato solo nell’ipotesi in cui con lo stesso si contestino ulteriori fattispecie di qualificazione/sussistenza del rapporto di lavoro che non abbiano determinato conseguenze sul piano sanzionatorio amministrativo.

Nuove retribuzioni per il personale domestico

Stabiliti i nuovi minimi retributivi relativi al rapporto di lavoro domestico

Con decorrenza 1/1/2019 i minimi retributivi contrattuali risultano così aggiornati.

Tabella A

Livelli

Lavoratori conviventi

Valori mensili

Indennità

A 636,20  
AS 751,88  
B 809,71  
BS 867,55  
C 925,40  
CS 983,22  
D 1.156,72 171,04
DS 1.214,56 171,04

Tabella B

Livelli

Lavoratori di cui art. 15 2° c.

Valori mensili

B 578,37
BS 607,29
C 670,89

Tabella C

Livelli

Lavoratori non conviventi

Valori orari

A 4,62
AS 5,45
B 5,78
BS 6,13
C 6,47
CS 6,82
D 7,87
DS 8,21

Tabella D

Livelli

Assistenza notturna

Valori mensili

Autosufficienti

Non

autosufficienti

BS 997,67  
CS   1.130,70
DS   1.396,77

Tabella E

Presenza notturna

(valori mensili)

Liv. Unico 668,01

Tabella F

Indennità

(valori giornalieri)

Pranzo e/o colazione 1,96
Cena 1,96
Alloggio 1,69
Totale indennità Vitto e alloggio 5,61

Tabella G

Assistenza a persone non autosufficienti,

con prestazioni limitate alla copertura dei

giorni di riposo del lavoratori titolari

Livello

Valori orari

CS 7,34
DS 8,85

Legge di Bilancio 2019: imposta unica sui giochi a distanza

La Legge di Bilancio 2019 ha stabilito che l’imposta unica sui giochi e sulle scommesse venga applicata ai giochi di abilità a distanza con vincita in denaro e al gioco del bingo a distanza, fissando la relativa aliquota (art. 1, co. 1052, L. n. 145/2018).

A decorrere dal 1° gennaio 2019, l’imposta unica di cui al D.Lgs. n. 504/1998, è stabilita:
– per i giochi di abilità a distanza con vincita in denaro e al gioco del bingo a distanza, nella misura del 25% delle somme che, in base al regolamento di gioco, non risultano restituite al giocatore;
– per le scommesse a quota fissa, escluse le scommesse ippiche, nelle misure del 20%, se la raccolta avviene su rete fisica, e del 24%, se la raccolta avviene a distanza, applicata sulla differenza tra le somme giocate e le vincite corrisposte;
– per le scommesse a quota fissa su eventi simulati di cui all’art. 1, co. 88,L. n. 296/2006, nella misura del 22% della raccolta al netto delle somme che, in base al regolamento di gioco, sono restituite in vincite al giocatore.

I soggetti passivi dell’imposta unica sono coloro i quali gestiscono, anche in concessione, i concorsi e le scommesse.

INL: chiarimenti sulla maggiorazione delle sanzioni in matria di lavoro

Si forniscono le prime precisazioni sull’incremento del 20 per cento delle sanzioni inflitte per le violazioni materia di lavoro sommerso, orario di lavoro e somministrazione, nonché del 10 per cento per le violazioni in materia di sicurezza, a decorrere dal 1° gennaio 2019.

Le maggiorazioni in argomento si applicano in relazione a condotte che si realizzano dal 1.1.2019, in quanto la collocazione temporale di condotte a carattere permanente va individuata nel momento in cui cessa la condotta stessa. Ad esempio, il mantenimento di un lavoratore irregolare a cavallo tra il 2018 e il 2019 sarà soggetto ai nuovi importi sanzionatori.
Al fine di semplificare gli adempimenti in questione, le maggiorazioni dovranno essere versate su un apposito codice tributo; nel frattempo, le maggiorazioni dovranno comunque trovare applicazione utilizzando gli attuali codici tributo.
Le previgenti disposizioni normative che avevano già previsto il versamento del 30 per cento dell’importo delle sanzioni amministrative per lavoro “nero”, delle somme aggiuntive di cui al testo univìco sulla sicurezza, i maggiori introiti derivanti dal raddoppio degli importi sanzionatori previsti per le violazioni in materia di orario di lavoro ad apposito capitolo dell’entrata del bilancio dello Stato, si pongono in sistema con quelle introdotte dalla finanziaria 2019.
Pertanto, resta ferma la destinazione alle finalità di un ulteriore 30% degli importi sanzionatori rimodulati dalla legge di bilancio.