Innovazione tecnologica: rinnovato bonus formazione dipendenti 4.0

Anche per il 2019 le imprese possono beneficiare del credito d’imposta per le spese di formazione del personale dipendente nel settore delle tecnologie previste dal Piano nazionale industria 4.0.

La Legge di Bilancio 2019 (art. 1, commi 78-81) ha confermato per il 2019 gli incentivi all’attività di formazione del personale delle aziende svolte per l’acquisizione o il consolidamento delle conoscenze delle tecnologie previste dal Piano nazionale Industria 4.0.

SOGGETTI BENEFICIARI

Possono accedere al credito d’imposta tutte le imprese residenti nel territorio dello Stato, ivi incluse le stabili organizzazioni di soggetti non residenti, indipendentemente dall’attività economica esercitata (comprese la pesca, l’acquacoltura e la produzione primaria di prodotti agricoli), dalla natura giuridica, dalle dimensioni, dal regime contabile e dalle modalità di determinazione del reddito ai fini fiscali.
Gli enti non commerciali che esercitano attività commerciali possono accedere al credito d’imposta in relazione al personale dipendente impiegato anche non esclusivamente in tali attività.
Restano escluse dal beneficio le imprese considerate “in difficoltà” secondo la disciplina europea.

MISURA DEL BONUS

Alle imprese beneficiarie è riconosciuto un credito d’imposta per le spese in attività di formazione del personale dipendente nel settore delle tecnologie previste dal Piano nazionale industria 4.0 effettuate nel periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2018.
Il “Bonus formazione 4.0 – 2019” è attribuito nelle misure seguenti:
– 50 per cento delle spese ammissibili sostenute dalle piccole imprese (nel limite massimo annuo di 300.000 euro);
– 40 per cento delle spese ammissibili sostenute dalle medie imprese (nel limite massimo annuo di 300.000 euro);
– 30 per cento delle spese ammissibili sostenute dalle grandi imprese (nel limite massimo annuo di 200.000 euro).

SPESE AGEVOLABILI

Sono ammissibili al credito d’imposta solo le attività di formazione svolte per acquisire o consolidare le conoscenze delle tecnologie previste dal Piano nazionale Industria 4.0 quali big data e analisi dei dati, cloud e fog computing, cyber security, sistemi cyber-fisici, prototipazione rapida, sistemi di visualizzazione e realtà aumentata, robotica avanzata e collaborativa, interfaccia uomo macchina, manifattura additiva, internet delle cose e delle macchine e integrazione digitale dei processi aziendali, applicate negli ambiti agevolati già individuati dall’Allegato A della Legge di Bilancio 2018.

DISPOSIZIONI ATTUATIVE

Sono confermate le disposizioni applicative già previste per il “Bonus formazione 4.0 – 2018”. Ciò significa che:
– non si considerano attività di formazione ammissibili la formazione ordinaria o periodica organizzata dall’impresa per conformarsi alla normativa vigente in materia di salute e sicurezza sul luogo di lavoro, di protezione dell’ambiente e ad ogni altra normativa obbligatoria in materia di formazione;
– ai fini dell’ammissibilità al credito d’imposta, i costi devono essere certificati dal soggetto incaricato della revisione legale o da un professionista iscritto nel Registro dei revisori legali. La certificazione deve essere allegata al bilancio. Le imprese non soggette a revisione legale dei conti devono comunque avvalersi delle prestazioni di un revisore legale dei conti o di una società di revisione legale dei conti (in tal caso le spese sostenute per l’attività di certificazione contabile sono ammesse al bonus nel limite massimo di 5.000 euro);
– il credito d’imposta deve essere indicato nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta in cui sono state sostenute le spese ammissibili e in quelle relative ai periodi d’imposta successivi fino a quando se ne conclude l’utilizzo;
– il credito d’imposta non concorre alla formazione del reddito né della base imponibile IRAP;
– il credito d’imposta è utilizzabile a decorrere dal periodo d’imposta successivo a quello in cui i costi sono sostenuti, esclusivamente in compensazione tramite modello di pagamento F24 telematico, trasmesso attraverso i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate, pena il rifiuto dell’operazione di versamento.

L’attesa di diverso giudicato sul medesimo verbale ispettivo non giustifica la sospensione “necessaria”

Ai fini della sospensione necessaria del processo, non è configurabile un rapporto di pregiudizialità necessaria tra cause pendenti fra soggetti diversi, seppur legate fra loro da pregiudizialità logica, in quanto la parte rimasta estranea ad uno di essi può sempre eccepire l’inopponibilità, nei propri confronti, della relativa decisione

Un datore di lavoro aveva impugnato un verbale ispettivo redatto dai funzionari di vigilanza Inps che avevano accertato per un dato periodo, la registrazione illegittima di numerose ore di assenza o permessi non retribuiti dei dipendenti, sottraendo i relativi importi alla contribuzione previdenziale, al fine di far ritenere non dovuti i premi Inail richiesti dall’Istituto su quella base. Il Giudice di prime cure, nel procedimento così promosso, aveva disposto con ordinanza la “sospensione necessaria” del giudizio, in attesa del giudicato nella causa relativa all’impugnazione del medesimo verbale proposta dal medesimo datore di lavoro nei confronti dell’Inps. L’Inail ha così proposto regolamento di competenza avverso l’ordinanza del Tribunale.
L’istituto assicuratore, in particolare, contesta la sussistenza dei presupposti per la sospensione necessaria.
Per la Suprema Corte il ricorso è fondato. L’ordinanza impugnata, infatti, non è in linea con l’orientamento secondo cui ai fini della sospensione necessaria del processo, non è configurabile un rapporto di pregiudizialità necessaria tra cause pendenti fra soggetti diversi, seppur legate fra loro da pregiudizialità logica, in quanto la parte rimasta estranea ad uno di essi può sempre eccepire l’inopponibilità, nei propri confronti, della relativa decisione.

Responsabilità per omesso versamento delle ritenute previdenziali

È responsabile, per l’omesso versamento delle ritenute previdenziali e assistenziali sulle retribuzioni dei lavoratori, colui che è obbligato al momento dell’insorgenza del debito, sebbene abbia successivamente perso la rappresentanza o la titolarità dell’impresa.

Lo ha affermato la Corte di Cassazione pronunciandosi sul caso di un legale rappresentante di un’impresa condannato per aver omesso di versare le ritenute previdenziali e assistenziali operate sulle retribuzioni corrisposte ai lavoratori.
Secondo i giudici detto reato, in quanto reato omissivo istantaneo, si consuma nel momento in cui scade il termine utile concesso al datore di lavoro per il versamento, essendo irrilevante, ai fini dell’individuazione del momento consumativo, che la data per adempiere al pagamento sia fissata nei tre mesi successivi alla contestazione della violazione, poichè la pendenza di tale termine determina esclusivamente la sospensione del corso della prescrizione per il tempo necessario a consentire al datore di avvalersi della causa di non punibilità prevista dalla legge.
Il soggetto attivo del rapporto previdenziale è solo ed esclusivamente il datore di lavoro il quale, anche quando delega ad altri il versamento delle ritenute, conserva l’obbligo di vigilare sull’adempimento dell’obbligazione da parte del terzo.
Resta pertanto colui che era obbligato al momento dell’insorgenza del debito anche se ha perso la rappresentanza o la titolarità dell’impresa.
Ciò perché il pagamento costituisce una causa personale di esclusione della punibilità, sicché vi è tenuto solo l’autore del reato, tenuto a sollecitare, nel caso in cui altri abbiano assunto la veste di datore di lavoro, perché succedutisi nella carica sociale, questi perché adempia al pagamento nel termine trimestrale decorrente dalla contestazione o della notifica dell’avvenuto accertamento della violazione.

Versamento contributi 4° trimestre 2018 al Fondo Arco

15 gen 2019 Il Fondo ARCO, con circolare n. 1/2019, ha illustrato la regolamentazione e le modalità operative relative alla contribuzione del 4° trimestre 2018 prevista per il 21/1/2019

Il Fondo Nazionale ARCO di pensione complementare a favore dei lavoratori dei settori Legno, sughero, mobile, arredamento e Boschivi/forestali, Laterizi e manufatti in cemento, Lapidei, Maniglie, al fine di facilitare gli adempimenti relativi alla prossima scadenza contributiva del 21/1/2019, ha reso disponibile la regolamentazione e le modalità operative da seguire.
Tra le ultime novità vi sono:
a) nuove aliquote contributive per il CCNL dei lavoratori dei settori legno, sughero, mobile, arredamento e boschivi forestali industria (Federlegnoarredo): il rinnovo contrattuale del settore ha previsto che a decorrere dall’1/1/2019 la contribuzione ad ARCO sia del 2,10%, a carico dell’azienda, ferma restando all’1,30% la contribuzione a carico dell’iscritto.
b) nuove aliquote contributive per il CCNL dei lavoratori dei settori legno, sughero, mobile, arredamento e boschivi forestali PMI (UNITAL-Confapi): il rinnovo contrattuale del settore ha previsto che a decorrere dall’1/1/2019 la contribuzione ad ARCO a carico dell’azienda sia del 2,10%, ferma restando all’1,30% la contribuzione a carico dell’iscritto.
Le aziende che hanno esclusivamente aderenti espliciti, i versamenti del 4° trimestre 2018, sono previsti per il 21/1/2019: distinte di contribuzione e bonifici per effettuare i versamenti.
La distinta di contribuzione relativa al 4° trimestre 2018, con competenza 01/10/2018-31/12/2018, dovrà riportare:
– le contribuzioni relative al trimestre di tutti i dipendenti già iscritti in modo esplicito al 30/09/2018;
– le contribuzioni dovute per i nuovi iscritti in modo esplicito, dal 01/10/2018 al 31/12/2018, nei mesi compresi tra la data di adesione e il 31/12/2018 (il solo TFR per i nuovi iscritti del mese di dicembre 2018) e le quote di iscrizione a carico dei lavoratori.
A titolo esemplificativo:

Già iscritto ad ARCO in modo esplicito al 30/09/2018 Versamenti relativi al 4° trim. 2018 (ottobre, novembre, dicembre)
Lavoratore che ha aderito ad ARCO in modo esplicito a ottobre 2018 TFR dal mese di ottobre – Contributo a carico lavoratore e azienda dal mese di novembre – Quota iscrizione: 10,33 € (a carico dei lavoratori)
Lavoratore che ha aderito ad ARCO in modo esplicito ad novembre 2018 TFR dal mese di novembre – Contributo a carico lavoratore e azienda dal mese di dicembre – Quota iscrizione: 10,33 € (a carico dei lavoratori)
Lavoratore che ha aderito ad ARCO in modo esplicito a dicembre 2018 TFR del mese di dicembre – Quota iscrizione: 10,33 € (a carico dei lavoratori)

Le aziende che hanno anche/solo aderenti taciti, i versamenti del 4° trimestre 2018 sono previsti per il 21/1/2019: distinte di contribuzione e bonifici per effettuare i versamenti.
Per quanto riguarda la contribuzione, i dati anagrafici dei dipendenti che conferiranno il proprio TFR in modo tacito devono essere comunicati al fondo al più presto (in ogni caso prima dell’invio della distinta di contribuzione e comunque non oltre il 15/1/2019) utilizzando l’apposita funzione disponibile nell’AREA RISERVATA AZIENDE sul sito web di ARCO.
A titolo esemplificativo:

Lavoratore silente – 100% del TFR relativo al 4° trim. 2018 (ottobre, novembre, dicembre). Il TFR deve essere versato a decorrere dal mese successivo allo scadere del semestre di scelta sulla destinazione del TFR
Lavoratore silente, di prima occupazione antecedente al 29/4/1993 (fino al 30/6/2007 conferiva ad ARCO il minimo previsto dal contratto 30 o 40%) TFR residuo (70% o 60%) relativo al 4° trim. 2018 (ottobre, novembre, dicembre).

N.b. il TFR conferito tacitamente deve essere tenuto separato da quello conferito esplicitamente e ne deve essere data evidenza nella distinta di contribuzione utilizzando un apposito codice (TT)

Le aziende che hanno anche lavoratori espliciti devono inserire nella stessa distinta i dati relativi a tali lavoratori.
Per quanto riguarda le istruzioni operative, il Manuale Operativo per le Aziende, illustra gli adempimenti necessari.

Impiegati Agricoli di Brescia: Tabelle retributive vigenti

Si riportano le tabelle salariali per gli impiegati agricoli della provincia di Brescia, variate dall’1/1/2019 per effetto dell’aumento retributivo previsto dal CIPL del 29/6/2018

Il CIPL sottoscritto il 29/6/2018, per i Quadri e gli Impiegati Agricoli della provincia di Brescia, valido dall’1/1/2018 al 31/12/2021, ha previsto che la retribuzione contrattuale al 31/12/2017 venisse aumentata del 2,9% con le seguenti modalità: 1,9% dall’1/7/2018 e 1,00% dall’1/1/2019.
Si riportano entrambe le tabelle retributive:

Tabella 1 – Retribuzione dall’1/7/2018

Categoria

Retribuzione contrattuale mensile 31/12/2017

Aumento CIPL 07/2018 (I tranche)

Totale stipendio contrattuale mens. 07/2018

Inden. funzione

Totale stipendio contrattuale mens. 07/2018

Quadro 2.264,05 43,02 2.307,07 105 2.412,07
1.a 2.176,93 41,36 2.218,29   2.218,29
2.a 1.904,97 36,19 1.941,16   1.941,16
3.a 1.712,76 32,54 1.745,30   1.745,30
4.a 1.564,07 29,72 1.593,79   1.593,79
5.a 1.475,95 28,04 1.503,99   1.503,99
6.a 1.412,71 26,84 1.439,55   1.439,55

Tabella 2 – Retribuzione dall’1/1/2019

Categoria

Retribuzione contrattuale mensile 31/12/2017

Aumento CIPL 07/2018 (I tranche)

Aumento CIPL 01/2019 (II tranche)

Inden. funzione

Totale stipendio contrattuale mens. 01/2019

Quadro 2.264,05 43,02 22,64 105 2.434,71
1.a 2.176,93 41,36 21,77   2.240,06
2.a 1.904,97 36,19 19,05   1.960,21
3.a 1.712,76 32,54 17,13   1.762,43
4.a 1.564,07 29,72 15,64   1.609,43
5.a 1.475,95 28,04 14,76   1.518,75
6.a 1.412,71 26,84 14,13   1.453,68