Disponibile il nuovo piano sanitario Sanilog 2020-2022

I dipendenti delle aziende che applicano il CCNL logistica, trasporto merci e spedizione possono usufruire del nuovo piano sanitario 2020-2022 del Fondo Sanilog

Sanilog informa che dal 1° gennaio 2020 fino al 31 dicembre 2022, gli iscritti al Fondo potranno usufruire di un nuovo piano sanitario che include sia condizioni migliorative per prestazioni sanitarie e assistenziali già presenti nel precedente piano, che tipologie di prestazioni completamente nuove e innovative, ferma restando la contribuzione annuale a carico dell’azienda pari a 120 euro.
Il suddetto piano sanitario è il risultato della proficua collaborazione con le Compagnie Assicurative alle quali è stata affidata l’erogazione delle prestazioni per il prossimo triennio: Unisalute per le cure generiche e le prestazioni assistenziali e AIG Europe-Odontonetwork per quelle odontoiatriche.
Si segnalano, di seguito, alcune tra le principali migliorie del nuovo piano sanitario:
Prestazioni erogate tramite Unisalute.
– Alta specializzazione in rete: riduzione della franchigia per accertamento/ciclo di terapia a euro 15,00.
– Visite specialistiche in rete: riduzione della franchigia per visita a euro 10.
– Fisioterapia: aumento dei massimali ad euro 500 annui per malattia e euro 1.000 per infortunio o grave patologia.- Pacchetto Maternità: nuova garanzia “Remise en forme” presso centri termali convenzionati con Unisalute
– Critical illness: indennità un tantum di euro 2.000 a semplice riscontro di alcune patologie gravi (elencate contrattualmente). Tale garanzia è una assoluta novità nel settore della sanità integrativa italiana.
Prestazioni erogate tramite AIG-Odontonetwork.
– Spese conseguenti a infortunio stradale: elevazione del massimale in rete a euro 3.000.
– Seconda igiene dentale: riduzione della franchigia a euro 20 (ferma restando la gratuità della prima pulizia).
– Ortopantomografia: conferma gratuità sulla prima prestazione annuale.

Prorogata la detassazione dei premi di produttività dalla Confcommercio Padova

Siglato il 2/1/2020, tra la Confcommercio Imprese per l’Italia Ascom Padova e la FILCAMS-CGIL, la FISASCAT-CISL, la UILTUCS-UIL della provincia di Padova, l’accordo di proroga dell’accordo territoriale di secondo livello per la detassazione dei premi di produttività.

Le parti sociali dichiarano che il Contratto Territoriale di Secondo Livello del 26/5/2016, il successivo Accordo di adeguamento del 25/1/2018, e l’attuale Accordo di Proroga, riferiti alla disciplina per l’erogazione dei premi di produttività, devono intendersi adeguati alle intervenute modifiche normative dei parametri su cui viene applicata la tassazione agevolata dei premi di produttività erogati ai lavoratori dipendenti di imprese aderenti a Confcommercio Imprese per l’Italia – Ascom Padova.
Qualora, a decorrere dalla sottoscrizione della presente Intesa, fossero adottate ulteriori modifiche legislative in materia, le parti dichiarano e convengono che l’Accordo Territoriale vigente dovrà considerarsi automaticamente aggiornato al contenuto delle medesime.
Le parti sociali convengono di prorogare la scadenza dell’Accordo, già fissata al 31/12/2019, in modo che lo stesso si intenda rinnovato fino al 31/12/2021.
Le parti sociali si richiamano integralmente al contenuto generale dell’Accordo già sottoscritto in data 26/5/2016, per quanto concerne la disciplina dell’applicazione dei benefici fiscali sui premi di produttività, e la convertibilità dei premi stessi in servizi di welfare aziendale, fatti salvi gli adeguamenti normativi intervenuti e la proroga dell’Accordo.

Premio di fedeltà computabile nel TFR

Il premio di fedeltà, previsto dalla contrattazione collettiva aziendale, deve computarsi nella base del calcolo del TFR, in quanto trova la propria fonte nella protrazione dell’attività lavorativa per un certo lasso di tempo ed è rigorosamente collegato allo svolgimento del rapporto di lavoro (Cass. Ord. n. 3625/2020).

La Corte territoriale di Venezia confermava la pronunzia resa dal Tribunale della stessa sede, con la quale era stata accolta la domanda proposta dal lavoratore, nei confronti della Cassa di Risparmio della quale era dipendente, volta ad ottenere l’accertamento del diritto al computo nel TFR del c.d. premio di fedeltà previsto dalla contrattazione collettiva aziendale.
La Corte di merito, nel dettaglio, osservava che il premio di fedeltà doveva essere computato nella base del calcolo del TFR, in quanto trovava la propria fonte nella protrazione dell’attività lavorativa per un certo lasso di tempo ed era altresì rigorosamente collegato allo svolgimento del rapporto di lavoro: per la qual cosa, aveva i requisiti di dipendenza da quest’ultimo e di non occasionalità di cui all’art. 2120 c.c.; inoltre, dalle disposizioni dei CCNL di riferimento (del 1994 e del 1991) non discendeva in modo certo la volontà di escludere il predetto premio dal TFR, considerata la natura gratificativa dello stesso e la sua connessione con il protrarsi dell’attività lavorativa per un certo tempo.
Per la cassazione della suddetta sentenza ricorre la società incorporante la Cassa di Risparmio articolando due motivi.

Il ricorrente lamenta, in primo luogo, che la sentenza impugnata abbia interpretato il requisito della «non occasionalità» dell’erogazione ai sensi dell’art. 2120 c.c. come componente necessaria della natura retributiva e generalizzata dell’erogazione stessa in connessione con il rapporto di lavoro. In secondo luogo, denuncia la violazione dell’art. 45 CCNL ACRI 19.12.1994 in relazione all’art. 2120 c.c., nonché la violazione degli artt. 1362, 1363 e 1366 in relazione all’art. 45 del CCNL ACRI 19.12.1994 e deduce che «in subordine, ove l’esclusione del premio di fedeltà dal computo del TFR non sia accertata già ai sensi di legge, deve riconoscersi che tale esclusione discende comunque dalla norma contrattuale applicabile ratione temporis al caso di specie (art. 45 CCNL ACRI 1994), a ciò legittimata dall’art. 2120, comma 2, c.c.».
Secondo la Cassazione, la sentenza della Corte di merito è del tutto in linea con le posizioni giurisprudenziali in materia. Anzi si ribadisce che «l’abbandono da parte del legislatore del 1982 della nozione di continuità ravvisabile nel vecchio testo dell’art. 2120 c.c. e la sostituzione del sistema di determinazione del trattamento di fine rapporto non più basato, come in passato, sull’ultima retribuzione percepita, ma sulla sommatoria di quote di retribuzione annue accantonate, ha condotto la prevalente giurisprudenza a non assegnare rilievo alla ripetibilità e/o alla frequenza delle erogazioni, ma a fare leva sulla qualità dell’emolumento corrisposto, dando così rilevanza al titolo della erogazione, riscontrando detta connessione ogni volta che vi sia un collegamento tra un certo evento correlato al rapporto lavorativo e l’emolumento stesso: è stato dato, così, decisivo rilievo, come da ultimo annotato da Cass. 21 luglio 2014, n. 16591, alla derivazione eziologica tra erogazione della prestazione e rapporto lavorativo escludendo solo quelle prestazioni collegate a ragioni aziendali del tutto eventuali, imprevedibili e fortuite» (v. Cass. n. 23854/2015).
Pertanto, nel caso di specie, è indubbio che l’interpretazione fornita dalla Corte territoriale delle disposizioni contrattuali indicate dalla ricorrente, e cioè degli artt. 40 del CCNL ACRI del 19.3.1987 e 45 del CCNL ACRI del 19.12.94, non contrastando con il loro tenore letterale, sia corretta per quanto riguarda l’identificazione della comune intenzione delle parti trovando questa riscontro nel successivo CCNL del 1999 (art. 65) in cui le parti, a differenza della precedente contrattazione collettiva, definiscono la retribuzione di riferimento per il calcolo del TRF con analitica elencazione dei singoli elementi utili» (Cass. n. 23854/2015, cit.). Iricorso viene dunque rigettato.

CCNL Metalmeccanica PMI-Confapi: Regolamento del Fondo Sanitario EBM Salute

Approvato dall’Assemblea del 13/2/2020, il regolamento del di EBM Salute, il Fondo di assistenza sanitaria integrativa per i lavoratori del settore delle Piccole e Medie Imprese Metalmeccaniche

Il presente regolamento disciplina il funzionamento di EBM Salute, il Fondo di assistenza sanitaria integrativa per i lavoratori del settore delle Piccole e Medie Imprese Metalmeccaniche, costituito con atto pubblico il 2/5/2018, in attuazione di quanto previsto dal CCNL 3/7/2017 e del successivo Accordo del 4/10/2018.

Iscrizione Lavoratori dipendenti
A decorrere dall’1/7/2018, le aziende che applicano il CCNL di cui sopra, sono tenute ad aderire al Fondo EBM Salute versando per i propri lavoratori i contributi previsti. I versamenti devono essere effettuati per tutti i lavoratori dipendenti, che abbiano superato il periodo di prova, a cui vengono applicate le seguenti forme contrattuali:
– tempo indeterminato compresi i lavoratori part-time e a domicilio;
– apprendistato;
– tempo determinato di durata non inferiore a 5 mesi;
È facoltà del lavoratore esprimere rinuncia scritta all’adesione a EBM Salute, da comunicare alla propria azienda.
Possono altresì aderire a EBM Salute:
– i dipendenti delle parti stipulanti il CCNL dell’industria metalmeccanica e dell’installazione di impianti anche se distaccati in base alla legge n. 300 del 1970;
– i lavoratori che a seguito di trasferimento d’azienda, operato ai sensi dell’art. 47, Legge n. 428/1990, ovvero per effetto di mutamento di attività aziendale, abbiano perso i requisiti di cui ai punti del primo comma del presente articolo e le imprese da cui dipendono, possono continuare ad essere soci del Fondo, se tale scelta viene concretizzata attraverso la  stipula di un accordo aziendale;
– i componenti degli organi statutari di EBM ed EBM Salute.

Nucleo familiare
Sono destinatari delle prestazioni del Fondo, in aggiunta ai lavoratori dipendenti iscritti, i seguenti familiari:
1. Nucleo familiare fiscalmente a carico
Per nucleo familiare fiscalmente a carico del lavoratore dipendente iscritto s’intendono i soggetti di cui alle lett. a) e c) dell’art.12 del DPR. n. 917/1986 e successive modificazioni ed integrazioni:
– il coniuge del lavoratore (con riferimento anche alle unioni civili di cui alla Legge 76/2016) non legalmente ed effettivamente separato;
– i conviventi di fatto, di cui alla Legge 76/2016 (Art. 1, commi 36-65);
– i figli (compresi i figli naturali riconosciuti, adottivi, affidati o affiliati).
Tali soggetti non devono possedere un reddito complessivo annuo (intendendosi quello d’imposta) superiore ad euro 2.840,51 (dell’art. 12 punto 2 del DPR. n. 917/1986) o quello pro tempore vigente.
2. Nucleo familiare NON fiscalmente a carico
Per nucleo familiare non fiscalmente a carico del lavoratore dipendente iscritto s’intende:
– il coniuge del lavoratore (con riferimento anche alle unioni civili di cui alla Legge 76/2016) non legalmente ed effettivamente separato;
– i conviventi di fatto, di cui alla Legge 76/2016 (Art. 1, commi 36-65);
– i figli (compresi i figli naturali riconosciuti, adottivi, affidati o affiliati), con un reddito complessivo annuo (intendendosi quello d’imposta) superiore ad euro 2.840,51 (DPR. n. 917/1986, punto n. 2) o quello pro tempore vigente.
Il diritto all’iscrizione dei componenti del nucleo familiare e dei conviventi di fatto permane finché sussiste l’iscrizione del lavoratore dipendente.

Modalità di adesione, documentazione
L’adesione al fondo EBM Salute consegue al versamento del contributo mensile effettuato dalle aziende, come previsto da CCNL.
Il versamento della contribuzione mensilmente dovuto per ciascun lavoratore iscritto al Fondo dovrà essere effettuato tramite modello di pagamento unificato F24 e trasmissione del flusso UNIEMENS mensilmente.
Per tutte le altre formalità relative all’adesione, alle quote di versamento, si rinvia alla lettura del Regolamento stesso.

Decorrenza e durata
Il presente regolamento entra in vigore dalla data di approvazione e ha validità di 1 anno. Si intende tacitamente rinnovato, salvo modifiche deliberate dall’Assemblea, su proposta del Comitato Esecutivo.

Criteri e modalità di attribuzione e di utilizzo della “Carta elettronica”

Ai residenti nel territorio nazionale che hanno compiuto diciotto anni di età nell’anno 2019 è attribuito, se registrati sulla piattaforma informatica dedicata, un importo pari a 500 euro, per l’acquisto di: biglietti per rappresentazioni teatrali e cinematografiche e spettacoli dal vivo, libri, titoli di accesso a musei, mostre ed eventi culturali, monumenti, gallerie, aree archeologiche, parchi naturali, musica registrata, corsi di musica, corsi di teatro, corsi di lingua straniera, prodotti dell’editoria audiovisiva. (MIBACT – Decreto 24 dicembre 2019, n. 177).

I soggetti beneficiari provvedono a registrarsi, usando le credenziali sulla piattaforma informatica dedicata, attiva all’indirizzo https://www.18app.italia.it/. La registrazione è consentita fino al 31 agosto 2020.
La Carta è utilizzabile, entro e non oltre il 28 febbraio 2021 ed è usata attraverso buoni di spesa. Ciascun buono di spesa è individuale e nominativo e può essere speso esclusivamente dal beneficiario registrato.
I buoni di spesa sono generati dal beneficiario, che inserisce i dati richiesti sulla piattaforma elettronica, e impiegati per gli acquisti. I buoni possono altresì essere stampati.
L’accettazione del buono di spesa da parte dei soggetti accreditati determina la riduzione, pari all’importo del buono di spesa medesimo, del credito disponibile in capo al beneficiario.
I buoni di spesa generati, ma non spesi, non determinano variazione dell’importo disponibile da parte del beneficiario.
Le imprese e gli esercizi commerciali, le sale cinematografiche, da concerto e teatrali, gli istituti e i luoghi della cultura e i parchi naturali, le altre strutture ove si svolgono eventi culturali o spettacoli dal vivo, presso i quali è possibile utilizzare la Carta sono inseriti, a cura del MIBACT, in un apposito elenco, consultabile sulla piattaforma informatica dedicata, attiva all’indirizzo https://www.18app.italia.it/.
L’elenco dei parchi nazionali, per i quali è previsto un biglietto di ingresso, è curato dal Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo.
Per agevolare la registrazione di specifiche categorie di esercenti o di determinate istituzioni pubbliche, il MIBACT può stipulare apposite convenzioni, senza nuovi o maggiori oneri per il bilancio dello Stato, con regioni e altri enti territoriali e locali, nonché con associazioni di categoria.
Ai fini dell’inserimento nell’apposito elenco, i titolari o i legali rappresentanti delle strutture e degli esercizi interessati si registrano, entro e non oltre il 31 agosto 2020, sulla piattaforma informatica dedicata. La registrazione, che avviene tramite l’utilizzo delle credenziali fornite dall’Agenzia delle entrate, prevede l’indicazione della partita I.V.A., del codice ATECO dell’attività prevalentemente svolta, della denominazione e dei luoghi dove viene svolta l’attività, della tipologia di beni e servizi, la dichiarazione che i buoni di spesa saranno accettati esclusivamente per gli acquisti consentiti, nonché l’accettazione delle condizioni di uso e delle specifiche relative alla fatturazione.
L’avvenuta registrazione implica l’obbligo, da parte dei soggetti accreditati, di accettazione dei buoni di spesa secondo le modalità stabilite dal presente decreto, nonché l’obbligo della tenuta di un «registro vendite», da compilare in conformità a quanto previsto nelle condizioni di uso, redatte nel rispetto della normativa vigente in materia di trattamento dei dati personali, accettate in sede di registrazione, con i dati riferiti ai beni e alle transazioni realizzate con la Carta.
A seguito dell’accettazione del buono di spesa al momento dell’acquisto, è riconosciuto un credito di pari importo al soggetto registrato e inserito nell’elenco, che ha ricevuto il buono di spesa medesimo. Il credito è registrato nell’apposita area disponibile sulla piattaforma dedicata.
In seguito ad emissione di fattura elettronica, redatta in conformità alle specifiche linee guida pubblicate consultabili sulla piattaforma dedicata, il soggetto ottiene l’accredito di un importo pari a quello del credito maturato. A tal fine, CONSAP, mediante acquisizione dei dati dall’apposita area disponibile sulla piattaforma informatica dedicata, nonché dalla piattaforma di fatturazione elettronica della pubblica amministrazione, provvede al riscontro delle fatture e alla liquidazione delle stesse.
Il MIBACT vigila sul corretto funzionamento della Carta e può provvedere, in caso di eventuali usi difformi o di violazioni delle norme del presente decreto, alla disattivazione della Carta di uno dei beneficiari o alla cancellazione dall’elenco di una struttura, di un’impresa o di un esercizio commerciale ammessi, nonché al diniego di accredito o al recupero delle somme non rendicontate correttamente o eventualmente utilizzate per spese inammissibili, fatte salve le ulteriori sanzioni previste dalla normativa vigente. Nei casi di cui al primo periodo, il MIBACT può disporre in via cautelare, con provvedimento motivato, la sospensione dell’erogazione degli accrediti ovvero, in presenza di condotte più gravi o reiterate, la sospensione dall’elenco.
La registrazione da parte di esercenti strutture, imprese e esercizi commerciali già effettuata sulla piattaforma https://www.18app.italia.it/ resta valida ai fini del presente decreto. La continuazione dell’attività di tali soggetti sulla citata piattaforma equivale ad accettazione delle condizioni e degli obblighi di cui al presente decreto.