Infortunio in itinere, la fruizione di un permesso non interrompe il nesso di causalità

Fermo restando l’insussistenza del c.d. “rischio elettivo”, il lavoratore che abbia subìto un evento infortunistico a causa di un incidente stradale mentri torni da casa sul luogo di lavoro, dopo aver ottenuto un permesso per motivi personali, ha diritto al riconoscimento delle relative prestazioni indennitarie Inail, non potendosi affermare che la fruizione di tale permesso per motivi personali interrompa il nesso di causalità tra l’infortunio e l’attività lavorativa e, quindi, escluda l’indennizzabilità dell’evento (Corte di Cassazione, ordinanza 08 settembre 2020, n. 18659).

Una Corte d’appello territoriale, in riforma della pronuncia di primo grado, aveva rigettato la domanda volta ad ottenere le prestazioni indennitarie Inail per i superstiti, proposta dalla vedova e dalle figlie di un lavoratore, deceduto a causa di un sinistro stradale mentre, al termine di un permesso ottenuto per motivi personali, tornava da casa sul luogo di lavoro.
Avverso tale pronuncia, i suddetti eredi proponevano ricorso per Cassazione, deducendo che la Corte di merito avesse erroneamente ritenuto che la fruizione di un permesso per motivi personali escludesse il nesso di causalità tra l’infortunio e l’attività lavorativa, ancorché nel caso di specie il permesso fosse stato richiesto e ottenuto per esigenze familiari.
Per la Suprema Corte il ricorso è infondato.
Al riguardo, infatti, l’assicurazione Inail comprende gli infortuni occorsi alle persone assicurate durante il normale percorso di andata e ritorno dal luogo di abitazione a quello di lavoro, salvo il caso di interruzione o deviazione del tutto indipendenti dal lavoro o, comunque, non necessitate, intese come non dovute a cause di forza maggiore, ad esigenze essenziali ed improrogabili o all’adempimento di obblighi penalmente rilevanti. L’assicurazione opera anche nel caso di utilizzo del mezzo di trasporto privato, purché necessitato. Restano, invece, esclusi gli infortuni direttamente cagionati dall’abuso di alcolici e di psicofarmaci o dall’uso non terapeutico di stupefacenti ed allucinogeni, nonché quelli avvenuti nell’ipotesi che II conducente sia sprovvisto della prescritta abilitazione di guida (art. 2, co. 3, D.P.R. n. 1124/1965).
In altri termini, la tutela assicurativa è ampliata a qualsiasi infortunio verificatosi lungo il percorso da casa al luogo di lavoro, escludendo qualsiasi rilevanza all’entità del rischio o alla tipologia della specifica attività lavorativa cui l’infortunato sia addetto e tutelando piuttosto il rischio generico, connesso al compimento del c.d. percorso normale tra abitazione e luogo di lavoro. Di contro, il c.d. rischio elettivo resta confinato a tutto ciò che sia dovuto ad una scelta arbitraria del lavoratore, il quale crei ed affronti volutamente, in base a ragioni o ad impulsi personali, una situazione diversa da quella legata al c.d. percorso normale, ponendo così in essere una condotta interattiva di ogni nesso tra lavoro- rischio ed evento (Corte di Cassazione, sentenza n. 7313/2016).
Ciò posto, non è condivisibile l’affermazione contenuta nella sentenza impugnata secondo cui la fruizione di un permesso di lavoro per motivi personali interromperebbe “ex se” il nesso rispetto all’attività lavorativa, con conseguente non indennizzabilità dell’evento infortunistico verificatosi nel percorso normale per rientrare al lavoro. Il permesso, infatti, costituisce una fattispecie di sospensione dell’attività lavorativa nell’interesse del lavoratore che, ontologicamente, non è differente dalle pause o dai riposi, differenziandosi da questi ultimi soltanto per il suo carattere occasionale ed eventuale a fronte dei connotati di periodicità e prevedibilità tipico degli altri.
Oltretutto, non è possibile logicamente sostenere che il lavoratore che si allontani dall’azienda e/o vi faccia ritorno in relazione alla necessità di fruire del riposo giornaliero, non sia tutelato “durante il normale percorso di andata e ritorno dal luogo di abitazione a quello di lavoro”, considerato il tenore della disposizione normativa di cui all’art. 2, co. 3, del D.P.R. n. 1124/1965 e l’assenza di contrari argomenti desumibili dalla giurisprudenza di legittimità.

Edilizia Artigianato Trento: Accordo sull’E.V.R.

Firmato il giorno 11/8/2020, tra l’Associazione Artigiani Trentino e Feneal-Uil, Filca-Cisl e Fillea-Cgil del Trentino, l’accordo per l’attuazione dell’Elemento Variabile della Retribuzione E.V.R. – 2020

 

Determinazione E.V.R.
L’accordo firmato il giorno 11/8/2020 per la provincia di Trento, è attuativo del CCPL Edilizia Artigianato 28/8/2017, art. 22 “Elemento Variabile della Retribuzione” (E.V.R.)
Le parti, riunitesi per effettuare la comparazione tra le medie triennali riferite agli indicatori/parametri provinciali, hanno individuato il valore dell’EVR che risulta pari a! 4,1% della misura massima individuata con il contratto provinciale del 28/8/2017 dei minimi di paga in vigore alla data dell’1/7/2015, come indicato nelle tabelle che seguono.
Per i lavoratori apprendisti la quota relativa all’EVR verrà calcolata in base al Gruppo e semestre di anzianità.

Livello

EVR 4,1% Importi mensili in Euro

7 71,15
6 62,26
5 51,87
4 48,05
3 44,94
2 39,72
1 34,71

Livello

 

Valore orario

Capo Squadra I 0,29
Capo Squadra II 0,25
Capo Squadra IV 0,31
Operaio IV livello 0,28
Operaio Spedalizzato 0,26
Operaio Qualificato 0,23
Operaio Comune 0,20

Erogazione E.V.R.
Le Parti concordano che le aziende artigiane iscritte alla Cassa Edile di Trento provvederanno ad accantonare, a decorrere dalla retribuzione relativa al mese di agosto (versamento della contribuzione entro il 25 settembre c.a.), una quota di Elemento Variabile della Retribuzione (E.V.R.) pari al 76,75% del 4,1% (3,15%).
L’E.V.R. sarà corrisposto da parte della Cassa Edile di Trento agli operai e agli apprendisti operai in due quote annuali che saranno liquidate nella prima decade di luglio e nella prima decade di dicembre.
Per gli impiegati e gli apprendisti impiegati l’E.V.R. continuerà ad essere corrisposto mensilmente direttamente dall’impresa contestualmente al pagamento agli stessi della retribuzione.

Bonus facciate: le risposte del Fisco

11 SETT 2020 Le spese per la tinteggiatura delle chiusure oscuranti (scuri e persiane) che insistono sulla facciata dell’edificio non possono beneficiare del c.d. bonus facciate. Il bonus facciate spetta, invece, per le spese sostenute per gli interventi realizzati sulla facciata interna dell’edificio anche se la stessa sia solo parzialmente visibile dalla strada  (AGENZIA DELLE ENTRATE – Risposta 11 settembre 2020, nn. 346 e 348)

Nel primo interpello l’Istante chiede se le spese per la tinteggiatura delle chiusure oscuranti (scuri e persiane) che insistono sulla facciata dell’edificio possano beneficiare del c.d. bonus facciate.
Al riguardo, il Fisco ritiene che il bonus facciate non spetti per le spese relative ai lavori di riverniciatura degli scuri e persiane atteso che gli stessi costituiscono strutture accessorie e di completamento degli infissi, anch’essi esclusi dal predetto bonus.

Nel secondo interpello invece, l’Istante, in qualità di condomino di un condominio ubicato in zona A – città storica, rappresenta che l’assemblea del condominio ha deliberato l’esecuzione di lavori di restauro e ripristino delle strutture opache, dei balconi e dei fregi della facciata posteriore dell’edificio. In particolare, sarà effettuato il ripristino delle parti di intonaco ammalorate, la riverniciatura della struttura opaca e dei balconi e la sistemazione delle parti impiantistiche comuni insistenti sulla stessa facciata. La facciata posteriore di cui trattasi, costituita da due lati ad angolo retto fra loro, fa parte del perimetro esterno dell’edificio, sovrasta da lontano gli edifici circostanti ed è visibile solo parzialmente dalla strada in quanto non affaccia direttamente sulla stessa. Tanto premesso, chiede se le spese sostenute per gli interventi in questione sono ammesse al cd bonus facciate.
Al riguardo, l’Amministrazione finanziaria ritiene che – in presenza di tutti i requisiti richiesti ai fini dell’agevolazione in commento e fermo restando il rispetto di ogni altro adempimento previsto a tal fine, che non sono oggetto della presente istanza di interpello – il bonus facciate spetti per le spese sostenute per gli interventi realizzati sulla facciata interna dell’edificio anche se la stessa, come nel caso in esame, sia solo parzialmente visibile dalla strada.

 

Emersione lavoro irregolare: istruzioni relative agli adempimenti dichiarativi e contributivi

Con circolare n. 101/2020, l’Inps fornisce le prime istruzioni per gli adempimenti contributivi cui sono tenuti i datori di lavoro, in attesa della definizione del procedimento di emersione, afferenti ai periodi retributivi che decorrono dal 19 maggio 2020, data di entrata in vigore del citato DL n. 34/2020, conv. con mod. dalla L. n. 77/2020, ovvero, dalla data di instaurazione del rapporto di lavoro, per le istanze volte alla conclusione di un contratto di lavoro con cittadini stranieri presenti sul territorio nazionale. Con successiva circolare saranno fornite le istruzioni relative agli obblighi contributivi per i periodi di lavoro precedenti al 19 maggio 2020 con riferimento alle istanze con cui è stata dichiarata la sussistenza di un rapporto di lavoro irregolare, con cittadini italiani, cittadini comunitari o extracomunitari.

L’articolo 103 del D.L. n. 34/2020, al fine di garantire livelli adeguati di tutela della salute individuale e collettiva in conseguenza della eccezionale emergenza sanitaria e favorire l’emersione di rapporti di lavoro irregolari, ha previsto, per i datori di lavoro italiani o cittadini di uno Stato membro dell’Unione europea, ovvero per i datori di lavoro stranieri in possesso del titolo di soggiorno previsto dall’articolo 9 del D.lgs n. 286/1998, e successive modificazioni, la possibilità di presentare istanza per concludere un contratto di lavoro subordinato con cittadini stranieri presenti sul territorio nazionale ovvero al fine di dichiarare la sussistenza di un rapporto di lavoro irregolare con cittadini italiani, dell’Unione europea o extracomunitari.
Il comma 3 dell’articolo 103 del D.L. n. 34/2020 circoscrive l’ambito di applicazione della norma ai soli datori di lavoro la cui attività rientra nei seguenti settori produttivi:
– agricoltura, allevamento e zootecnia, pesca e acquacoltura e attività connesse;
– assistenza alla persona per sé stessi o per componenti della propria famiglia, ancorché non conviventi, affetti da patologie o disabilità che ne limitino l’autosufficienza;
– lavoro domestico di sostegno al bisogno familiare.
Più in particolare, è stato possibile presentate le istanze per l’emersione dei rapporti di lavoro esclusivamente nei settori di attività identificati da uno dei codici Ateco indicati nella tabella di cui all’allegato 1 del citato decreto interministeriale 27 maggio 2020. Ulteriori precisazioni sull’ambito di applicazione della disciplina in argomento sono state fornite con la circolare n. 68/2020.
La possibilità di presentazione delle istanze di emersione, secondo le modalità di cui al decreto interministeriale 27 maggio 2020 e le indicazioni della circolare n. 68/2020, è terminata il 15 agosto 2020.
I datori di lavoro interessati hanno dovuto inoltrare l’istanza per la dichiarazione della sussistenza di un rapporto di lavoro irregolare, previo pagamento di un contributo forfettario di 500,00 euro per ciascun lavoratore (cfr. l’art. 103, comma 7, del D.L. n. 34/2020). Per consentire il versamento dei contributi forfettari tramite il modello “F24 Versamenti con elementi identificativi”, l’Agenzia delle Entrate, con Risoluzione n. 27/E del 29 maggio 2020, ha istituito il codice tributo “REDT”, denominato “Datori di lavoro – contributo forfettario 500 euro – art. 103, comma 1, D.L. n. 34/2020”.
Con messaggio n. 2327/2020 l’Istituto ha comunicato le indicazioni per la compilazione del modello F24 per il versamento del contributo forfettario afferente alle domande di emersione di competenza dell’Inps.

Obblighi contributivi derivanti dalla presentazione dell’istanza di emersione
La domanda di emersione presentata dal datore di lavoro può essere volta a concludere un contratto di lavoro subordinato con cittadini extracomunitari presenti sul territorio nazionale ovvero alla dichiarazione della sussistenza di un rapporto di lavoro irregolare con cittadini italiani, cittadini degli Stati dell’Unione europea o cittadini extracomunitari. I datori di lavoro che hanno avviato la procedura di emersione sono tenuti a versare la contribuzione dovuta afferente ai periodi di lavoro con le seguenti decorrenze:
– dal 19 maggio 2020 (data di entrata in vigore del DL n. 34), per le istanze con cui è stata dichiarata la sussistenza del rapporto di lavoro con cittadini italiani o di Stati dell’Unione europea;
– dalla data di inizio del rapporto di lavoro, per le istanze presentate allo Sportello unico per l’immigrazione volte ad instaurare un rapporto di lavoro con cittadini extracomunitari presenti sul territorio nazionale se il rapporto di lavoro è instaurato successivamente alla presentazione dell’istanza ma prima della definizione della procedura di emersione, secondo le indicazioni della circolare congiunta del Ministero del Lavoro e del Ministero dell’Interno 24 luglio 2020, n. 2399.

Operai agricoli o lavoratori ad essi assimilati
Per assolvere agli adempimenti previdenziali i datori di lavoro, che hanno presentato almeno un’istanza di emersione ai sensi dell’art. 103 del DL n. 34/2020 afferente agli operai agricoli o a lavoratori ad essi assimilati, entro 30 giorni dalla pubblicazione della circolare in commento dovranno richiedere l’apertura di una posizione contributiva dedicata ai suddetti lavoratori. L’apertura della posizione contributiva deve essere richiesta inviando, esclusivamente con il canale online, la denuncia aziendale telematica (D.A.) nella quale deve essere selezionato nel campo “Procedura di emersione”, di nuova istituzione, del quadro B il valore: “Si”. La posizione contributiva dedicata all’emersione sarà contraddistinta da uno specifico codice di autorizzazione “5W”, avente il significato di “Posizione contributiva riferita a rapporti di lavoro oggetto di istanza di emersione ai sensi dell’articolo 103 del D.L. n. 34/2020”. Nel caso di emersione di più rapporti di lavoro irregolari, il datore di lavoro dovrà richiedere l’apertura di una posizione contributiva con data inizio attività riferita alla data più remota di presentazione dell’istanza.
Anche i datori di lavoro già in possesso di una posizione contributiva per gli operai agricoli dovranno, comunque, richiedere l’apertura di una posizione contributiva dedicata all’emersione.
Per ciascuna istanza di emersione presentata all’INPS, i datori di lavoro dovranno inviare la comunicazione obbligatoria di assunzione (UNILAV) entro 30 giorni dalla data di pubblicazione della circolare indicando, quale data di inizio dell’attività lavorativa, la data di instaurazione del rapporto di lavoro indicata nell’istanza di emersione.
Al ricevimento della comunicazione di apertura della posizione contributiva i datori di lavoro devono trasmettere i flussi Uniemens, nodo Posagri, relativi ai periodi retributivi da regolarizzare, entro 30 giorni, ovvero, se successivi, entro i termini ordinari legali di presentazione (ultimo giorno del mese successivo a quello di riferimento del periodo retributivo).
L’Istituto provvederà a calcolare la contribuzione dovuta nella prima tariffazione utile senza aggravio di somme aggiuntive per i flussi Uniemens presentati entro i termini indicati in precedenza; per i flussi inviati tardivamente la contribuzione dovuta sarà gravata delle somme aggiuntive calcolate secondo le ordinarie modalità.
I datori di lavoro che hanno presentato l’istanza di emersione devono dichiarare i lavoratori interessati dall’emersione nel flusso Uniemens, nell’elemento DenunciaAgriIndividuale, con le seguenti precisazioni per la valorizzazione dei seguenti elementi:
– <CodiceFiscaleLavoratore>: indicare il codice fiscale (anche provvisorio) del lavoratore;
– <DatiAgriRetribuzione>: indicare il codice contratto 121 “Operaio assunto ai sensi art. 103 decreto-legge n.34/2020”;
– <DataAssunzione>: indicare la data del 19 maggio 2020 ovvero la data di inizio del rapporto di lavoro per le istanze volte ad instaurare un rapporto di lavoro.
Definita la procedura di emersione di tutti gli operai agricoli per i quali è stata presentata l’istanza, il datore di lavoro deve richiedere tempestivamente la cessazione della posizione contributiva dedicata all’emersione indicando quale data di fine validità della posizione il giorno precedente alla data di definizione più recente fra quelle relative a tutti i rapporti di lavoro interessati dall’emersione. Laddove il rapporto di lavoro cessi nelle more della definizione della procedura di emersione, il datore di lavoro dovrà provvedere alla relativa comunicazione di cessazione tramite UNILAV.

Lavoro domestico
Per i rapporti di lavoro già in corso alla data di presentazione dell’istanza di emersione, l’INPS provvederà all’iscrizione d’ufficio del rapporto di lavoro domestico e ad attribuire un codice provvisorio. L’Istituto invierà al recapito del datore di lavoro la comunicazione di iscrizione provvisoria, con le istruzioni per il pagamento dei contributi, da effettuarsi mediante Avviso di pagamento pagoPA, senza aggravio di somme aggiuntive se il pagamento avviene entro il termine ivi indicato.
La contribuzione dovuta sarà precalcolata dall’Inps utilizzando i dati comunicati dal datore di lavoro con l’istanza di emersione o trasmessi dal Ministero dell’Interno; nel caso sia assente il dato retributivo, al fine della quantificazione della contribuzione dovuta, sarà preso a riferimento quale imponibile contributivo il minimo contrattuale – corrispondente al livello di assunzione dichiarato dal datore di lavoro – previsto dal CCNL di settore.
A seguito dell’accoglimento dell’istanza inoltrata presso l’INPS o, nel caso di domande presentate allo Sportello unico per l’immigrazione, dopo la sottoscrizione del contratto di soggiorno, l’INPS provvederà all’iscrizione definitiva del rapporto di lavoro.
Si comunica che la procedura di comunicazione obbligatoria di assunzione da presentare all’INPS, entro le ore 24 del giorno precedente l’inizio del rapporto di lavoro domestico, consentirà ai datori di lavoro che assumono il lavoratore nelle more della conclusione della procedura di regolarizzazione di indicare che si tratta di assunzione per un lavoratore per il quale è stata presentata domanda di emersione presso lo Sportello Unico. Nelle more del rilascio di tale funzione, che verrà reso noto con apposito messaggio, le comunicazioni obbligatorie di assunzione dovranno essere trasmesse utilizzando il servizio per l’iscrizione dei lavoratori domestici senza indicazione della presentazione di domanda di emersione presso lo Sportello Unico.

Rapporti di lavoro non agricoli
I datori di lavoro non domestici, che non impiegano operai agricoli, per ciascuna istanza di emersione presentata all’INPS, dovranno inviare la comunicazione obbligatoria di assunzione (UNILAV) entro 30 giorni dalla data di pubblicazione della circolare, indicando, quale data di inizio dell’attività lavorativa, la data di instaurazione del rapporto di lavoro indicata nell’istanza di emersione. I suddetti datori di lavoro, entro 30 giorni dalla pubblicazione della circolare, dovranno altresì richiedere alla Struttura INPS territorialmente competente l’apertura di un’apposita matricola aziendale, che verrà contraddistinta, a domanda del datore di lavoro, con il codice di autorizzazione “5W”, che assume il più ampio significato di “Posizione contributiva riferita a rapporti di lavoro oggetto di istanza di emersione ai sensi dell’art. 5 del D.lgs. n.109/2012 e ai sensi dell’art. 103 del D.L. n. 34/2020”.
Al ricevimento della comunicazione di avvenuta attivazione della matricola aziendale, i datori di lavoro dovranno provvedere, entro 30 giorni, all’invio dei flussi Uniemens per i periodi di paga, decorrenti dalla data di entrata in vigore del decreto-legge n. 34/2020 e al versamento, tramite modello F24 (causale DM10), dei relativi contributi, senza aggravio di somme aggiuntive.
Per gli adempimenti e i versamenti previdenziali relativi al mese di agosto e successivi si dovrà provvedere secondo le ordinarie scadenze.
Laddove il rapporto di lavoro oggetto di istanza di emersione ai sensi dell’articolo 103 del D.L. n. 34/2020 cessi nelle more della definizione della procedura di emersione, il datore di lavoro dovrà provvedere alla relativa comunicazione di cessazione tramite UNILAV.
I lavoratori oggetto dell’emersione saranno indicati nel flusso Uniemens secondo le consuete modalità. Inoltre, andrà valorizzato l’elemento <Assunzione> indicando nell’elemento <GiornoAssunzione> la data del 19 maggio 2020 ovvero la data di inizio del rapporto di lavoro per le istanze volte ad instaurare un rapporto di lavoro. La data indicata per ciascun lavoratore nell’elemento <GiornoAssunzione> del flusso Uniemens dovrà coincidere con quella comunicata all’INAIL.
I suddetti lavoratori saranno esposti nel flusso Uniemens con il <TipoAssunzione> “1E”, che assume il più ampio significato di “Lavoratore assunto a seguito di domanda di emersione ai sensi dell’art. 5 del D.lgs. n.109/2012 e ai sensi dell’art. 103 del D.L. n. 34/2020”.

CCNL Restauro beni culturali: firmato il nuovo CCNL

Sottoscritto il rinnovo del CCNL per i dipendenti delle imprese di restauro beni culturali

.

Il CCNL, che decorre dall’1/8/2020 al 31/7/2023, prevede le seguenti tranches di minimi retributivi

Livelli

Parametri

Retribuzione tabellare mensile all’1/10/2020

A Super 190 2.361,12
A 170 2.165,67
B 140 1.872,50
C 123 1.707,83
D 100 1.479,50

Livelli

Parametri

Retribuzione tabellare mensile all’1/10/2021

A Super 190 2.387,72
A 170 2.189,47
B 140 1.892,10
C 123 1.725,05
D 100 1.493,50

Livelli

Parametri

Retribuzione tabellare mensile all’1/10/2022

A Super 190 2.447,57
A 170 2.243,02
B 140 1.936,20
C 123 1.763,79
D 100 1.525,00

Flessiblità
Per far fronte alle variazioni dell’intensità lavorativa dell’azienda, le parti concordano che quest’ultima potrà utilizzare diversi regimi di orario, rispetto all’articolazione prescelta, anche con il superamento dell’orario contrattuale in particolari periodi dell’anno, per un massimo di 16 settimane all’anno.

Lavoro supplementare
In considerazione delle particolari caratteristiche che contraddistinguono i settori disciplinati dal presente CCNL, quali punte di più intensa attività, necessità di sostituzione di lavoratori assenti, esigenze produttive/organizzative, è consentita, con il consenso del lavoratore, la prestazione di lavoro supplementare fino al raggiungimento del 50% del normale orario di lavoro annuo, compensato con la maggiorazione del 15% che non rientra nella retribuzione di fatto e deve ritenersi comprensiva di tutti gli istituti retributivi indiretti e differiti, compreso il trattamento di fine rapporto.

Banca ore
Il prelievo delle ore maturate avverrà con richiesta scritta presentata dal lavoratore almeno 5 giorni prima della fruizione. La data e l’ora della richiesta rileveranno ai fini del diritto di precedenza. Eccetto che nei mesi di luglio, agosto e dicembre nei quali, in generale, non è consentito detto prelievo, potranno godere dei riposi compensativi e quindi assentarsi contemporaneamente dall’unità produttiva, un numero di lavoratori non superiore al 5% della forza occupata

 

Assistenza sanitaria
Saranno iscritti al Fondo di Assistenza Sanitaria PreviLavoro Italia, tutti i lavoratori assunti a tempo indeterminato, compresi gli apprendisti, o determinato di durata di almeno 12 mesi. E, altresì, facoltà delle aziende di iscrivere i dipendenti a tempo determinato con contratto di durata inferiore a 12 mesi ma almeno di 3 mesi, nonché i collaboratori con contratti previsti dal CCNL di riferimento (esempio CO.CO.CO., ecc).La contribuzione al Fondo, che ne cura la riscossione come da proprio regolamento, è stabilita, per ciascun iscritto, in 129,00 euro annui a carico del datore di lavoro con decorrenza dal 1°gennaio di ogni anno. I contributi devono essere versati al Fondo di Assistenza Sanitaria con la periodicità e le modalità stabilite dal regolamento. L’azienda che ometta il versamento delle suddette quote è tenuta ad erogare al lavoratore un elemento distinto della retribuzione non assorbibile di importo pari ad euro 15,00 lordi, da corrispondere per 13 mensilità e che rientra nella retribuzione di fatto. Dichiarazione a verbaleLe parti si danno specificatamente atto che nella determinazione della parte normativa/economica della presente Disciplina Contrattuale si è tenuto conto dell’incidenza delle quote e dei contributi previsti dall’articolo 19 per il finanziamento del Fondo di Assistenza Sanitaria Integrativa. Il trattamento economico complessivo risulta, pertanto, comprensivo di tali quote e contributi, che sono da considerarsi parte integrante del trattamento economico. Il contributo pari a 129,00 euro è sostitutivo di un equivalente aumento contrattuale ed assume, pertanto, valenza normativa ed economica per tutti coloro che applicano il presente C.C.N.L..

Ente bilaterale
Si stabilisce che per assicurare l’effettività dei servizi e delle tutele previste dal presente C.C.N.L. per il tramite della bilateralità, tutti i soggetti che applicano il presente C.C.N.L. sono tenuti a contribuire al finanziamento deU’Ente Bilaterale Nazionale di cui all’art. 42 del presente C.C.N.L. La quota contrattuale di servizio per il finanziamento dell’Ente Bilaterale è fissata nella misura globale di 8,50 euro mensili per 13 mensilità, di cui 6,00 euro a carico dei datori di lavoro e 2,50 euro a carico dei lavoratori.

Il versamento è dovuto per tutte le tipologie di lavoratori subordinati ed avrà decorrenza dal mese di iscrizione. Per i lavoratori assunti a tempo parziale il versamento è dovuto comunque in misura intera. In caso di un dipendente con più rapporti part-time, neU’ambito di applicazione del presente C.C.N.L., sarà dovuta una sola iscrizione all’Ente. La quota sarà corrisposta mensilmente, per 13 mensilità, attraverso il mod. F/24 inserendo la voce FOSI alla “sezione INPS”. Il datore di lavoro che ometta il versamento delle quote destinate alla bilateralità è tenuto a corrispondere al lavoratore, a partire dal mese successivo alla stipulazione del presente C.C.N.L., un elemento distinto della retribuzione non assorbibile di importo pari a euro 20,00. Tale elemento deve essere corrisposto per 13 mensilità e rientra nella retribuzione di fatto e nella base di calcolo per il trattamento di fine rapporto. L’importo non è riproporzionabile in caso di contratto di lavoro a tempo parziale.